Il fauvismo e André Derain

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All’inizio del XX secolo i fauves realizzarono un movimento artistico fra i più innovatori del ‘900. Questo movimento era destinato a rappresentare perfettamente le istanze artistiche dell’epoca.  L’ispirazione principale e la fonte della loro cultura pittorica derivava dagli impressionisti e dai post-impressionisti. Il loro fu un movimento innovativo che interpretava l’epoca in cui vivevano avvalendosi di un uso intenso ed estremo del colore. Inoltre il fauvismo innovò l’arte pittorica dell’epoca perché utilizzò in modo originale la luce e l’atmosfera visiva riprodotta nell’opera.

André Derain e il fauvismo
André Derain

Uno degli artisti più interessanti del fauvismo fu André Derain. Fra i suoi quadri più significativi spicca “Il ponte di Waterloo”, un capolavoro eseguito nel periodo in cui Derain era di fatto il capostipite di questo movimento. Il quadro fu realizzato su commissione di Ambroise Volland, mitico gallerista e collezionista, che fu il mercante d’arte di Paul Cézanne, Paul Gauguin, Vincent Van Gogh, Pablo Picasso, Louis Valtat, Renoir, Aristide Maillol e naturalmente di André Derain. Volland fu anche il mecenate di Derain del quale non solo comprò tutte le opere ma gli commissionò una serie di lavori nella capitale inglese. Derain andò a Londra fra il 1906 e il 1907 per realizzare diversi studi sulla luce e la prospettiva e dipingere alcuni luoghi di Londra.

Tre anni prima Claude Monet aveva realizzato una serie di quadri che rappresentavano alcuni scorci della capitale, come ad esempio “Londra, Il Parlamento. Effetto di sole nella nebbia.” Derain, affascinato dall’atmosfera londinese, dipinse trenta opere ognuna delle quali rappresenta un’interpretazione fauvista dei quadri di Monet. In realtà Derain si ispirò soprattutto alla pittura di William Turner che vide a Londra, dove i suoi quadri, già dal 1904 erano stati esposti alla Tate Gallery. Il più significativo è “Il Tamigi visto dal ponte di Waterloo”, un’ esplosione di colori che in parte ricorda il quadro di Derain.







Il ponte di Waterloo

L’opera “Il ponte di Waterloo” è attualmente esposta al museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, si tratta di un olio su tela che misura 80,5 x 101 cm ed è stato realizzato nel 1906. Rappresenta una veduta del ponte di Waterloo (la cittadina belga, storica per la battaglia che nel 1815 sancì il declino di Napoleone) con accanto il Parlamento inglese.

Il ponte di Waterloo, opera fauvista di Derain
André Derain: Ponte di Waterloo (Waterloo Bridge, 1906).

Entrambi i soggetti sono molto popolari nella pittura moderna e contemporanea e ci sono moltissime versioni successive che copiano e riprendono i soggetti più famosi. Derain in questo caso ha utilizzato a pieno la tecnica fauvista, dando al colore un ruolo preponderante. Sembra infatti che tutto stia esplodendo in tonalità che vanno dal blu, al viola, al giallo e al verde. Il ponte che compare colorato di blu, rappresenta la linea dell’orizzonte e l’attenzione che cattura il suo colore pone in secondo piano l’edificio del Parlamento.

In questo quadro Derain utilizza anche la tecnica del puntinismo acquisita nel 1905 a Collioure quando era ospite dell’amico Matisse (in quel periodo i due dipinsero reciprocamente un ritratto dell’altro).

La superficie del quadro è stata trattata con un bianco uniforme sul quale poi sono stati aggiunte pennellate di colore non mescolato, che ha creato un effetto mosaico. I colori dominanti sono l’azzurro e il verde, mentre il giallo oro, che rappresenta i raggi del sole, crea un contrasto con l’azzurro dell’acqua. Il modo in cui i colori sono presentati sulla tela rappresenta una sorta di manifesto del fauvismo, il cui scopo principale era mostrare la violenza espressiva del colore affinché sfruttasse tutta la potenzialità della luce.







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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall'inglese e dal catalano.

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