Lo studio rosa (dipinto di Henri Matisse)

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È il 1911 quando Henri Matisse dipinge “Lo studio rosa”. È un olio su tela, di centimetri 179,5 x 221 ed è custodito a Mosca al museo Pushkin. Un drappo che testimonia la passione che l’artista aveva per l’Oriente. Una rivelazione, quella dell’arte orientale, che si colloca intorno al 1910. È l’anno in cui Matisse si reca a vedere la grande esposizione di arte “maomettana” di Monaco. Dopo questa esperienza comincia a vedersi nella sua pittura l’elemento riconducibile alla cultura visiva islamica, l’intreccio di motivi ornamentali.

Lo studio rosa - Henri Matisse - The Pink Studio - 1911
Lo studio rosa (Henri Matisse, 1911) • 179,5 x 221 cm • E’ conservato presso il Pushkin Museum of Fine Art, a Mosca in Russia.

Nasce così “Lo studio rosa”, ma anche “La famiglia del pittore”, “Interno con melanzane”, “Lo studio rosso”, tutti dipinti eseguiti nell’anno 1911. “Io non dipingo cose, ma soltanto i rapporti che le collegano”, diceva il pittore francese.

Lo studio rosa: analisi del quadro

Il quadro rappresenta una sinfonia di colori, dove predomina il rosa che occupa quasi tutto lo spazio interno. Il colore ocra contrasta con il rosa del pavimento e si intona con i toni del telo appeso sul paravento. L’atelier rappresentato da Matisse rappresenta una sorta di prigione dorata del pittore.

Nell’opera compare una finestra attraverso la quale sembra che Matisse abbia voluto dare uno sguardo al passato impressionista. Tutto intorno ci sono ornamenti sinuosi con busti svestiti nella stanza. È attraverso il suo ambiente di lavoro che l’artista trasforma la pittura in una metafora della sua esistenza. “Io sono troppo dentro a ciò che faccio. Non ne posso uscire, per me non esiste altro“, scriveva il pittore a Marcelle Marquet il 25 ottobre 1941.







Nella tela che riproduce il suo atelier, Matisse dipinge i quadri alle pareti, tra i quali c’è il “Luxe” e una serie di nudi, uno è in lavorazione sul cavalletto: insomma quadri nei quadri; poi ci sono le ceramiche, tavolini, il tappeto.

Henri Matisse
Henri Matisse

La ricerca di Matisse è incentrata sulla semplificazione delle linee di contorno e l’enfatizzazione delle forme dei corpi femminili, l’artista è destinato a segnare una svolta nell’arte contemporanea. Si tratta di un talento del Novecento, che incentra la sua ricerca artistica sull’analisi della figura. Lui stesso rivelò nel 1908 che “Quel che più mi interessa non è la natura morta, né il paesaggio, ma la figura. La figura mi permette ben più di altri temi di esprimere il sentimento, diciamo religioso, che ho della vita”.

Ricordiamo che Matisse fu il più importante esponente di un gruppo di pittori, attivi nel primo Novecento, soprannominati “Fauves”, ovvero bestie. Le loro opere erano dotate di una forte carica espressiva: non si trattava di una vera corrente artistica, ma di una tendenza pittorica, dove il colore è il vero protagonista, espressione del soggettivismo dell’artista.

Matisse fu alunno del maestro simbolista Gustave Moreau, che vedeva in lui l’uomo ideale a modernizzare la pittura. L’artista riesce a liberare la sua pittura dall’impressionismo. Nel corso degli anni, nei suoi scritti e nelle interviste rilasciate, il pittore francese diceva: “Per me, un quadro dovrebbe sempre essere decorativo”, “espressione e decorazione sono una cosa sola, dato che il secondo termine è condensato nel primo”, “bisogna essere per prima cosa decorativi”.

Matisse lavora adoperando la sintesi, poi la moltiplicazione dei motivi ornamentali. La sua attività pittorica viene svolta per decenni nel calmo ambiente familiare, lontano dalla vita mondana. Per l’artista infatti l’arte doveva essere un “calmante cerebrale”. Per Matisse, dipingere era un vero divertimento, abbandonandosi al gioco delle forze del colore e del disegno.







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Serena Marotta

Serena Marotta

Laureata in giornalismo, nata il 25 marzo 1976, Serena Marotta è anche scrittrice e poetessa. In passato ha collaborato con il "Giornale di Sicilia" e con "La Repubblica" e, attualmente, scrive articoli per il giornale "L'ora" e per questo sito, cura l'ufficio stampa della casa editrice Torri del Vento, del Caffè letterario Riso e dell'associazione Siciliae Mundi. Queste sono in sintesi, le notizie di base per redigere una qualunque biografia. Quello che non può essere né schematizzato né semplicemente elencato, è in primo luogo la passione che riversa in tutto ciò che fa. Il mondo osservato da due occhi verdi carichi di dolcezza e determinazione, una voce sublime che incanta, un’anima che grida attraverso parole che, considerati gli obiettivi che Serena è riuscita a raggiungere, assumono la caratteristica di concreti fatti.

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