Il pensiero di Alessandro Manzoni

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Affrontiamo in questo articolo il pensiero di Alessandro Manzoni e l’importanza che ebbe la sua opera. Manzoni ebbe una concezione dolorosa della vita, come Ugo Foscolo e Giacomo Leopardi. Tuttavia il suo pessimismo non è di natura filosofica, come quello degli altri due celebri autori citati.

Alessandro Manzoni
Il pensiero di Alessandro Manzoni

Il pessimismo del Foscolo e del Leopardi, infatti, si evidenzia dal contrapporsi tra la concezione della realtà da un punto di vista materiale e la reazione del sentimento, che si sente frustrato nella sua ansia di assoluto di eterno e di infinito.

Quando essi cercano di scoprire la causa del dolore e dell’infelicità umana, eludono la responsabilità indivi­duale ed incolpano la natura, che ha creato l’uomo bramoso di felicità, pur sapendo che essa non verrà mai soddisfatta.

Il pessimismo del Manzoni invece è di natura morale, perché coinvolge la responsabilità individuale dell’uomo, il quale, pur comprendendo la malvagità del dolore e del male, ama causarne agli altri per egoismo, nella speranza di allontanarli da sé.







Perciò, secondo il Manzoni, la storia è una rassegna interminabile di oppressioni, soprusi, violenze ed ingiustizie, che generano nell’animo del poeta un profondo pessimismo, espresso nelle tragedie, i cui protagonisti, il Conte di Carmagnola, Adelchi ed Ermengarda, inorriditi dalla malvagità del mondo, trovano conforto nella fede e pace nella morte. Le parole che pronuncia Adelchi morente, “sulla terra non resta che far torto o patirlo, perché una forza feroce governa il mondo“, rivelano l’essenza del pessimismo manzoniano nella fase più acuta.

Ma il pessimismo non dura a lungo, perché il Manzoni sì libera gradatamente da esso aiutato dalla concezione cristiana della vita, secondo la quale il bene e il male coesistono nell’animo umano. La natura umana, pura e perfétta al momento della creazione, in seguito al peccato originale divenne fragile e debole, esposta alle passioni, ma anche ansiosa, per il senso innato della propria dignità, di ristabilire dentro di sé l’armonia perduta a purezza originaria, che si può raggiungere con i frutti della redenzione. La redenzione dal peccato, ottenuta da Cristo col sacrificio della Croce, dall’istante in cui si attuò sul Calvario, continua ad operare nella vita e nella storia. Perciò di tutti i misteri della Chiesa, Alessandro Manzoni diede importanza fondamentale soprattutto alla redenzione, da lui considerata come il momento fondamentale della storia umana, nel quale il divino discende e si confonde con l’uomo, illuminandolo, purificandolo e fortificandolo.

Prima della redenzione il mondo era in balia dei malvagi e dei violenti, oppressori degli umili e dei deboli, i quali vivevano senza conforto, senza libertà e senza pace. Dopo la redenzione, rimangono sempre i malvagi e i violenti, ma intanto gli umili e i deboli hanno la consolazione della fede, la certezza della giustizia di Dio e la speranza del suo premio. Quanto poi ai malvagi e ai violenti, anche per essi c’è la possibilità di ascoltare la voce di Dio, di convertirsi e di salvarsi. Perciò la vita dell’uomo sulla terra è una milizia, un impegno a combattere e vincere il male che si annida in noi, e il male che opprime il mondo.

Da questo impegno deriva il carattere particolare del cristianesimo manzoniano, un cristianesimo attivo, agonistico, intransigente caratterizzato da un grande rigore morale, che, mentre prepara alla beatitudine nell’altra vita, impegna il credente, sul piano morale, nella scelta continua fra il bene e il male, e, sul piano politico, nella lotta per la libertà e la giustizia su questa terra.

Questo cristianesimo militante o cristianesimo-azione è rappresentato ideal­mente nei Promessi Sposi da padre Cristoforo, dal cardinale Federigo e dall’Innominato dopo la conversione, mentre nello stesso romanzo è fatto oggetto di condanna il cristianesimo quietistico di don Abbondio, che rinunzia alla lotta per egoismo o apatia, o il cristianesimo accomodante e politicizzato del padre provinciale. Pertanto anche per la concezione drammatica della vita, intesa come contrasto e superamento del pessimismo per mezzo della fede religiosa, il Manzoni rientra pienamente nel Romanticismo. Tuttavia anche se Alessandro Manzoni fu uno scrittore italiano romantico, la sua formazione di base fu di natura classica, di cui si sente l’influenza nel pensiero e nell’opera.







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Serena Marotta

Serena Marotta

Laureata in giornalismo, nata il 25 marzo 1976, Serena Marotta è anche scrittrice e poetessa. In passato ha collaborato con il “Giornale di Sicilia” e con “La Repubblica” e, attualmente, scrive articoli per il giornale “L’ora” e per questo sito, cura l’ufficio stampa della casa editrice Torri del Vento, del Caffè letterario Riso e dell’associazione Siciliae Mundi. Queste sono in sintesi, le notizie di base per redigere una qualunque biografia. Quello che non può essere né schematizzato né semplicemente elencato, è in primo luogo la passione che riversa in tutto ciò che fa. Il mondo osservato da due occhi verdi carichi di dolcezza e determinazione, una voce sublime che incanta, un’anima che grida attraverso parole che, considerati gli obiettivi che Serena è riuscita a raggiungere, assumono la caratteristica di concreti fatti.

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