Quella fu la loro ora migliore. Il celebre discorso di Winston Churchill

Lo statista inglese Winston Churchill è ricordato dalla storia per la sua arte oratoria. Tra i suoi discorsi più celebri trova post quello – cosiddetto – dell’ora migliore: This was their finest hour (in italiano: quella fu la loro ora migliore). Ripercorriamo qui il contesto storico in cui venne pronunciato. La sua grande caratteristica di oratore è ben narrata nel libro biografico Churchill. La biografia, di Andrew Roberts (2020).

Quella fu la loro ora migliore - This was their finest hour
This was their finest hour: sono le parole conclusive di uno dei più famosi discorsi di Churchill

Il contesto storico del celebre discorso di Churchill

Il famoso discorso venne pronunciato da Churchill alla Camera dei Comuni del Regno Unito il 18 giugno 1940. Era passato poco più di un mese dopo aver assunto la carica di Primo Ministro. Churchill si trovava a capo di un governo di coalizione composto da tutti i partiti. Questo fu il terzo di tre discorsi – oggi considerati tutti celebri e storici – che tenne durante il periodo della Campagna di Francia. I tre discorsi vengono ricordati con queste parole:

  1. “Sangue, fatica, lacrime e sudore”, pronunciato il 13 maggio 1940;
  2. “Combatteremo sulle spiagge”, pronunciato il 4 giugno 1940;
  3. “Quella fu la loro ora migliore”, pronunciato il 18 giugno 1940.

Questo terzo discorso fu pronunciato dopo che la Francia aveva chiesto un armistizio, la sera del 16 giugno.

Winston Churchill
Winston Churchill

Il contenuto

Churchill giustificò il basso livello di sostegno che era stato possibile dare alla Francia dall’evacuazione di Dunkerque (operazione Dynamo) e riferì del successo dell’evacuazione della maggior parte delle forze di supporto. Esaminò le forze ancora disponibili per prevenire o respingere qualsiasi tentativo di invasione, riassumendo così:

Ho pensato che fosse giusto in questa occasione fornire alla Camera e al Paese qualche indicazione dei solidi motivi pratici su cui basiamo la nostra inflessibile determinazione a continuare la guerra, e posso assicurare loro che i nostri consulenti professionali dei tre Servizi consigliano unitamente che dovremmo farlo, e che ci siano buone e ragionevoli speranze per la vittoria finale.

Churchill giustificò la fiducia nella vittoria, anche se non appariva ancora chiaro come tale vittoria potesse essere raggiunta.

Nel redigere questo terribile bilancio, contemplando i nostri pericoli con occhio disilluso, vedo ottime ragioni per un’intensa vigilanza e sforzo, ma nessuna per il panico o la disperazione. Durante i primi quattro anni dell’ultima guerra gli Alleati vissero, … nient’altro che disastro e delusione, eppure alla fine il loro morale era più alto di quello dei tedeschi, che erano passati da un trionfo aggressivo all’altro. Durante quella guerra ci siamo posti ripetutamente la domanda: “Come vinceremo?” e nessuno è mai stato in grado di rispondere con molta precisione, finché alla fine, all’improvviso, del tutto inaspettatamente, il nostro terribile nemico crollò davanti a noi.

Il testo del discorso

In un momento di grande apparente pericolo per la sopravvivenza nazionale britannica, le parole di Churchill parlano non solo di sopravvivenza e interesse nazionale ma anche di cause nobili, quali: libertà, civiltà cristiana e diritti delle piccole nazioni. Per questi valori la Gran Bretagna stava combattendo e per essi Churchill pensava che anche gli Stati Uniti avrebbero dovuto combattere – e alla fine l’avrebbero fatto.

La rivista The War Illustrated pubblicò il testo del discorso con questo titolo: If the Empire lasts a thousand years men will say, this was their finest hour (Se l’Impero dura mille anni gli uomini diranno, questa era la loro ora più bella). Esse furono le parole conclusive del discorso. Il testo originale è molto lungo e ricco. Quella che segue è una porzione significativa del testo.

Quella fu la loro ora migliore

… Comunque vadano le cose in Francia o con il governo francese o con un altro governo francese, noi in quest’isola e nell’Impero Britannico non perderemo mai il nostro senso di cameratismo con il popolo francese. Se ora siamo chiamati a sopportare ciò che hanno sofferto, emuleremo il loro coraggio, e se la vittoria finale premia le nostre fatiche condivideranno i guadagni, sì. E la libertà sarà restituita a tutti. Non attenuiamo nulla delle nostre giuste richieste – cechi, polacchi, norvegesi, olandesi, belgi, tutti coloro che hanno unito le loro cause alle nostre saranno risanati.

Quella che il generale Weygand ha chiamato la Battaglia di Francia è finita … la Battaglia d’Inghilterra sta per iniziare. Da questa battaglia dipende la sopravvivenza della civiltà cristiana. Da essa dipende la nostra vita britannica e la lunga continuità delle nostre istituzioni e del nostro Impero. Tutta la furia e la potenza del nemico devono presto essere rivolte a noi. Hitler sa che dovrà distruggerci su quest’isola o perdere la guerra. Se riusciamo a tenergli testa, tutta l’Europa potrà essere liberata e la vita del mondo potrà avanzare verso vasti altopiani illuminati dal sole.

Ma se falliamo, allora il mondo intero, inclusi gli Stati Uniti, compreso tutto ciò che abbiamo conosciuto e a cui teniamo, sprofonderà nell’abisso di una nuova era oscura resa più sinistra, e forse più protratta, dalle luci della scienza perversa. Prepariamoci quindi ai nostri doveri, e quindi rendiamoci consapevoli che se l’Impero britannico e il suo Commonwealth dureranno per mille anni, gli uomini continueranno a dire: “Quella fu la loro ora migliore”.

Testo originale in inglese

…However matters may go in France or with the French Government or with another French Government, we in this island and in the British Empire will never lose our sense of comradeship with the French people. If we are now called upon to endure what they have been suffering, we shall emulate their courage, and if final victory rewards our toils they shall share the gains, aye. And freedom shall be restored to all. We abate nothing of our just demands – Czechs, Poles, Norwegians, Dutch, Belgians, all who have joined their causes to our own shall be restored.

What General Weygand has called the Battle of France is over… the Battle of Britain is about to begin. Upon this battle depends the survival of Christian civilisation. Upon it depends our own British life, and the long continuity of our institutions and our Empire. The whole fury and might of the enemy must very soon be turned on us. Hitler knows that he will have to break us in this island or lose the war. If we can stand up to him, all Europe may be freed and the life of the world may move forward into broad, sunlit uplands.

But if we fail, then the whole world, including the United States, including all that we have known and cared for, will sink into the abyss of a new dark age made more sinister, and perhaps more protracted, by the lights of perverted science. Let us therefore brace ourselves to our duties, and so bear ourselves, that if the British Empire and its Commonwealth last for a thousand years, men will still say, “This was their finest hour.”

This was their finest hour: l’audio

Curiosità sul discorso

  • Il discorso dell’ora migliore venne pronunciato nel pomeriggio alle ore 15:49 inglesi.
  • Durò 36 minuti.
  • Churchill, come sua abitudine, apportò revisioni al suo dattiloscritto di 23 pagine fino al momento e anche durante il discorso.
  • Il passaggio finale del suo dattiloscritto presenta spazi vuoti: biografi, storici e studiosi di Churchill considerano che tale caratteristica del suo stile oratorio rifletta l’influenza dei Salmi.
  • Nello stesso giorno in Francia, il generale Charles de Gaulle pronunciò un altro celebre discorso: il cosiddetto Appello del 18 giugno (L’Appel du 18 Juin). Questo fu il suo primo discorso a Radio Londra e rappresentò una chiamata alle armi; incitò a non smettere di combattere contro i nazisti e predisse che la guerra si sarebbe estese su scala mondiale.
Quella fu la loro ora migliore - This was their finest hour

Ci siamo impegnati per scrivere questo articolo. Speriamo ti sia piaciuto. Se ti è stato utile, lascia un messaggio in fondo.

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999 (dal secolo scorso). Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia birre e formaggi. Aiuta anche le persone a posizionarsi sul web raccontando la loro storia. Puoi metterti in contatto con lui su Instagram, LinkedIn, Twitter, Facebook.

Ci siamo impegnati per preparare questo articolo. Speriamo ti sia piaciuto. Facci sapere cosa ne pensi:

1 Share 110 views
Share via
Copy link
Powered by Social Snap