Il naso di Moscarda: sintesi, spiegazione e riassunto

Il brano ricordato come “Il naso di Moscarda” fa parte dell’inizio del romanzo Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello, pubblicato nel 1926. Esso riassume uno dei momenti fondamentali che cambierà per sempre la vita del protagonista. Il giovane benestante Vitangelo Moscarda, di 28 anni, viene sconvolto a causa di una semplice osservazione della moglie: il suo naso pende verso destra.

Questo banale avvenimento rappresenterà per lui un punto di svolta e gli provocherà una crisi esistenziale, le cui conseguenze sono narrate nel romanzo.

Uno nessuno e centomila, Pirandello
Sulla sinistra: una foto di Luigi Pirandello. Sulla destra: la copertina di un’edizione di “Uno, nessuno e centomila

L’autore e la poetica

Luigi Pirandello è uno degli autori più importanti del Novecento italiano. A lui venne conferito il premio Nobel per la Letteratura nel 1934. Scrisse numerose opere, tra queste i romanzi Il fu Mattia Pascal e Uno, nessuno e centomila; la raccolta di novelle Novelle per un anno e Maschere nude, raccolta delle sue numerose opere teatrali.

Pirandello si fa portavoce della crisi dell’uomo contemporaneo: per lui è impossibile conoscere la realtà con certezza perché non esiste una sola verità ma tante molteplicità che ognuno interpreta a suo modo.

L’uomo non riesce a riconoscere neppure sé stesso: non è più “uno” ma si accorge di essere percepito dagli altri in “centomila” modi diversi, ma egli non si riconosce in “nessuno” di essi.

L’uomo quindi indossa una maschera, interpreta cioè il suo ruolo nella società ma alla fine si accorge di essere solo e quindi si sente “nessuno”.

I grandi temi affrontati da Pirandello sono la solitudine e l’esclusione, dei quali l’unico rimedio è la follia: attraverso essa, secondo l’autore, l’uomo si libera dalle costrizioni della società e riesce a vivere secondo la sua vera natura.

Il naso di Vitangelo Moscarda

Il protagonista del libro e dell’episodio che viene qui esaminato è Vitangelo Moscarda, un ragazzo che vive la sua vita borghese insieme alla moglie.

Un giorno, mentre si trova allo specchio osservando la sua narice, la moglie gli fa notare che il suo naso pende verso destra.

Alla scoperta di questo difetto, che non aveva mai visto, egli si innervosisce.

La moglie allora prosegue elencandogli altri suoi difetti:

  • le sopracciglia creano degli archi circonflessi,
  • le orecchie sono attaccate male e non sono allineate,
  • la gamba destra è leggermente più arcuata dell’altra… e così via.

Dopo averli esaminati tutti, Vitangelo Moscarda li riconosce ma la moglie lo rassicura di essere un bell’uomo, nonostante tutto.

Il naso i difetti degli altri

Da quel giorno egli inizia a chiedere ai suoi conoscenti se anche loro avessero percepito il difetto del naso: tutti, compresi i suoi amici, sono sbalorditi dal fatto che non se ne fosse accorto prima; quasi lo prendono in giro e lo deridono.

Ormai nella sua testa c’è un solo pensiero fisso: egli non è quello che ha sempre pensato di essere.

Inizia quindi a far notare anche ai suoi amici i loro difetti, in particolare ad un conoscente che il mento non era diviso equamente dalla fossetta: anche il suo amico quindi inizia ad osservare il proprio aspetto fisico e riconosce che Vitangelo ha ragione.

Da quel momento è come se tutte le persone del paese avessero iniziato a guardarsi meglio, riconoscendo alcune caratteristiche fisiche mai notate in precedenza.

Il brano “Il naso di Moscarda” si conclude con un conoscente che fa notare a Vitangelo una caratteristica dei suoi capelli che lui non aveva mai notato prima.

La follia e la vera natura

Queste riflessioni spingono il protagonista a percepire la sua vita in modo diverso: egli inizia a riflettere su suo padre, di professione banchiere, ma che ha capito fosse un usuraio.

Siccome ha ereditato la professione e la banca da lui, si rende conto di essere usuraio egli stesso.

Inizia quindi a compiere degli atti che vengono considerati di vera follia dagli altri: prima fa credere a due persone di volerle sfrattare e poi gli regala una casa; ritira poi il proprio capitale dalla banca che lui stesso gestisce.

Un’amica della moglie lo avverte che lo stanno per dichiarare non sano di mente: lui le confida tutti i suoi pensieri e lei inaspettatamente cerca di ucciderlo.

La donna confessa ma Vitangelo vuole farla scagionare, raccontando al processo che si è trattato di un incidente.

Alla fine egli viene rinchiuso in un ospizio ma si sente libero e accetta la sua condizione di escluso dalla vita e dal mondo.

Spiegazione

Vitangelo, dopo questa improvvisa scoperta sul suo naso, non riesce più a vivere la sua vita di prima, entrando in una crisi esistenziale.

Egli non si vede come lo vedono gli altri, che lo percepiscono in centomila modi diversi e non si sente più nemmeno uno.

Per cercare di uscire da questa situazione compie delle azioni che portano gli altri a credere che lui sia completamente pazzo.

Alla fine si ritira nell’ospizio, accettando il fatto di essere “nessuno”.

Solo distruggendo il proprio passato e l’immagine che gli altri hanno sempre avuto di lui, egli recupera la sua salute: non è più nessuno ma vive libero dagli schemi e gli obblighi che la società impone.

Il testo è ricco di sottile umorismo e pessimismo. Il linguaggio utilizzato da Pirandello è un misto tra parole dialettali siciliane e italiano, con anche termini specialisti e tecnici.

Inoltre sono presenti molti monologhi interiori, in cui il personaggio esprime pienamente il suo pensiero dialogando con sé stesso.

Lo stesso titolo del romanzo Uno, nessuno e centomila diventa così il simbolo dell’ideologia di Pirandello, che meglio riassume tutto il suo pensiero.

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Anna D'Agostino

Anna D'Agostino, napoletana di nascita portodanzese d'adozione, laureata in Filologia Moderna e appassionata di scrittura. Ha collaborato con varie testate come giornalista pubblicista, attualmente insegna Lettere in una scuola secondaria di primo grado.

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