Felicità raggiunta, si cammina: parafrasi e testo

La poesia Felicità raggiunta, si cammina è una delle più rappresentative del poeta Eugenio Montale: essa esprime a pieno la sua poetica e il pensiero. Il testo è apparso nella raccolta Ossi di seppia, pubblicata nel 1925, ed è stato scritto probabilmente nel 1924.

Felicità raggiunta - poesia di Montale
Felicità raggiunta – poesia di Montale

Felicità raggiunta, si cammina: testo completo

Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s’incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t’ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

L’autore e la poetica

Eugenio Montale nacque a Genova nel 1896, trascorse tutta la sua infanzia e giovinezza tra la sua città natale e Monterosso, nelle Cinque Terre, un paesaggio che resterà sempre impresso nella sua memoria e nella sua poetica.

Si trasferì a Firenze dove partecipò a pieno alla vita culturale della città.

Negli anni del Fascismo, si rifiutò di iscriversi al partito e perse tutti i suoi incarichi.

Dopo la Seconda guerra mondiale si trasferì a Milano, dove lavorò come redattore e continuò a scrivere fino alla fine.

Nel 1975 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura.  

Le raccolte poetiche più importanti di Montale sono:

  • Ossi di seppia (1925);
  • Le occasioni (1939);
  • La bufera e altro (1956);
  • Satura (1971).

Egli indaga il tema del male di vivere cioè il dramma dell’esistenza, tutta la solitudine di cui soffre l’uomo moderno difronte ad una realtà multiforme, il dolore provocato dagli orrori della guerra, il trascorrere inesorabile del tempo.

Per quanto riguarda la sua prima raccolta poetica, Ossi di seppia, si fa riferimento ai residui delle seppie che restano sulla spiaggia e che rappresentano proprio la condizione dell’uomo moderno, impoverito e ridotto all’aridità. Anche le forme poetiche vengono ridotte all’osso, quindi esprimono solo l’essenziale.

La raccolta è suddivisa in 4 sezioni (Movimenti, Ossi di seppia, Mediterraneo, Meriggi e ombre): la condizione dell’osso di seppia rappresenta quella dell’uomo, la cui vita è ormai arida e senza speranza, domina la descrizione del paesaggio ligure e del muro, impossibile da scavalcare. L’uomo non è più in armonia con la natura ma si sente fuori posto, per questo prova quel sentimento del male di vivere.

Eugenio Montale
Eugenio Montale

Parafrasi

Raggiunta la felicità è come se si camminasse sul filo di un rasoio.

Agli occhi, sei come una piccola luce che però vacilla, per il piede è come ghiaccio che si incrina e di conseguenza chi ti ama sarebbe meglio che non ti toccasse (per non farla svanire).

Se arrivi alle anime tristi e riesci a rischiararle, la tua giornata inizia dolcemente come i nidi degli uccelli sotto i cornicioni.

Ma nulla può ricompensare il pianto del bambino a cui sfugge il pallone tra le case.

Spiegazione e commento

Questa poesia è composta da due strofe di cinque versi con rima ABCAB e DEDED.

Il tema centrale della lirica è quello della felicità umana, per il poeta destinata ad essere di breve durata e che rischia di scomparire in qualsiasi momento.

Utilizza quindi una serie di analogie molto pregnanti per rappresentare questa sensazione:

  • camminare sul filo di una lama;
  • una fiammella che rischia di spegnersi al vento;
  • il ghiaccio che potrebbe cedere da un momento all’altro

Sono elementi che appartengono a sfere sensoriali diverse: vista, tatto, udito.

Anche se la felicità viene raggiunta, il poeta afferma che essa è effimera, è un fragile equilibrio che non è destinato a durare.

La poesia Felicità raggiunta, si cammina si chiude con una avversativa che descrive la figura del bambino che perde il suo pallone proprio quando sta giocando.

È impossibile quindi raggiungere un equilibrio e una felicità che siano durevoli.

Montale utilizza anche termini specialisti, come cimase che allude al cornicione delle abitazioni.

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Anna D'Agostino

Anna D'Agostino, napoletana di nascita portodanzese d'adozione, laureata in Filologia Moderna e appassionata di scrittura. Ha collaborato con varie testate come giornalista pubblicista, attualmente insegna Lettere in una scuola secondaria di primo grado.

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