Premio Nobel: nascita, storia e 5 curiosità

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Persone viventi che si sono distinte apportando benefici all’umanità con ricerche, scoperte, invenzioni, opere e impegno a favore della pace mondiale. Seleziona fra il novero di questa fascia di umanità, dal 1901, il Premio Nobel nato per volontà dell’omonimo svedese Alfred Nobel.

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Il fondatore del premio Nobel: Alfred Nobel

La vita di Alfred Nobel, nato il 21 ottobre 1833, a Stoccolma, è tutta segnata dalle invenzioni. Il padre, infatti, sulla carta imprenditore, presidente della Bofors Nobel, si impegna in numerosi esperimenti e invenzioni. Questa fu la fortuna di Alfred.

Il padre accumula una grande somma di denaro derivante da ben 355 brevetti di sue altrettante invenzioni originali. Fra queste, una in particolare segna un nuovo capitolo della storia umana: la dinamite.

La nascita del premio Nobel

Alla base della nascita del premio Nobel c’è un incidente che porta alla morte Ludvig, fratello di Alfred, proprio a causa di un’esplosione dinamitarda inaspettata, durante un esperimento. A seguito della morte di Ludvig la stampa riporta erroneamente la morte, invece, di Alfred.

L’inventore, nel suo coccodrillo, viene descritto in maniera molto negativa. Questo attacco pubblico viene molto sentito da Alfred, convinto invece di voler passare alla storia come inventore filantropo.

Per questo, presto, corre ai ripari e destina il 94 per cento dei suoi introiti dai brevetti, nell’istituzione di un premio destinato a fare la storia.

Il Premio Nobel, come nelle volontà del suo fondatore, andrà a chi opera al servizio dell’umanità nei campi della medicina, chimica, fisica, letteratura e per chi favorisce le relazioni pacifiche fra i popoli del Mondo; il cosiddetto Nobel per la pace. Non esiste invece il premio Nobel per la matematica.

Alfred Nobel muore nel 1896. Dal 1901 il premio a lui intitolato è regolarmente assegnato ogni anno. Esecutori delle sue ultime volontà sono Ragnar Sohlman e Rudolf Lilljequist che istituiscono la Fondazione Nobel per la gestione dei 31 milioni di corone svedesi di patrimonio.

Il testamento di Alfred Nobel

Le precise indicazioni di Nobel si leggono nel suo stesso testamento:

La totalità del mio residuo patrimonio realizzabile dovrà essere utilizzata nel modo seguente: il capitale, dai miei esecutori testamentari impiegato in sicuri investimenti, dovrà costituire un fondo i cui interessi si distribuiranno annualmente in forma di premio a coloro che, durante l’anno precedente, più abbiano contribuito al benessere dell’umanità.

Detto interesse verrà suddiviso in cinque parti uguali da distribuirsi nel modo seguente: una parte alla persona che abbia fatto la scoperta o l’invenzione più importante nel campo della fisica; una a chi abbia fatto la scoperta più importante o apportato il più grosso incremento nell’ambito della chimica; una parte alla persona che abbia fatto la maggior scoperta nel campo della fisiologia o della medicina; una parte ancora a chi, nell’ambito della letteratura, abbia prodotto il lavoro di tendenza idealistica più notevole; una parte infine alla persona che più si sia prodigata o abbia realizzato il miglior lavoro ai fini della fraternità tra le nazioni, per l’abolizione o la riduzione di eserciti permanenti e per la formazione e l’incremento di congressi per la pace.

I premiati: doppiette e nobel di famiglia

Negli oltre 100 anni di Premio Nobel si sono avvicendate centinaia di ricercatori, studiosi, poeti e personaggi chiave della geopolitica mondiale. Sono solo 4 le persone che ad oggi hanno ricevuto – non uno ma – due Premi Nobel.

In particolare:

  • Marie Curie, che si è aggiudicata il premio per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911;
  • Linus Pauling, per la chimica nel 1954 e per la pace nel 1962;
  • John Bardeen nel 1956 e nel 1972 per la fisica;
  • Frederick Sanger nel 1958 e nel 1980 per la chimica.
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Altra nota particolare sono i plurimi Nobel condivisi nella stessa famiglia. Ci sono circa una decina di casi. Fra questi spicca, senz’altro, la famiglia Curie che, oltre ai due premi di Marie, di cui sopra, ha accumulato ben tre riconoscimenti: suo marito Pierre per la fisica nel 1903, sua figlia Irene Joliot Curie e il marito di questa, Frederic Joliot Curie, nel 1935 per la chimica.

premio nobel, medaglia d'oro
Ogni vincitore del Premio Nobel riceve una medaglia d’oro come questa, un diploma e una somma di denaro decisa dalla Fondazione

I premi Nobel italiani

Sono 20, ad oggi, i Premi Nobel che hanno insignito italiani e italiane. Una lista di nomi che comprende ricercatori, studiosi e autori entrati nella Storia dell’umanità per il loro operato.

Sono pari i premi per la medicina e la fisiologia e quelli per la letteratura. Da una parte, infatti, sei luminari della medicina:

Dall’altra, invece, sei indimenticabili nomi della Storia della Letteratura italiana di tutti i tempi:

Quest’ultimo è un caso unico di letterato proveniente dal mondo del teatro, premiato con la seguente motivazione:

perché seguendo la tradizione dei giullari medievali dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi.

Completano la lista:

  • un unico Premio per la pace, molto criticato, a Ernesto Teodoro Moneta;
  • uno per la Chimica conferito Giulio Natta nel 1963;
  • uno per l’Economia, infine, andato a Franco Modigliani nel 1985.

Come si può osservare – a margine – nella lista si distinguono due sole donne: la scrittrice sarda Grazia Deledda e la scienziata piemontese Rita Levi Montalcini.

Alla prima, autrice di romanzi pietre miliari della cultura italiana della seconda metà dell’800 come “Elias Portolu” e “Canne al vento”, il riconoscimento per:

la sua ispirazione idealistica, scritta con raffigurazioni di plastica chiarezza della vita della sua isola nativa con profonda comprensione degli umani problemi.

Rita Levi Montalcini, invece, che ha dedicato tutta la sua vita allo studio e alla promozione della cultura, è passata alla storia per aver scoperto e identificato il fattore di accrescimento della fibra nervosa, contribuendo in maniera significativa alla comprensione e la cura di malattie neurologiche degenerative come l’Alzheimer.

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Maria Cristina Costanza

Maria Cristina Costanza

Maria Cristina Costanza è nata a Catania il 28 gennaio 1984. Lascia la Sicilia a 18 anni per trasferirsi a Roma, dove si laurea in Comunicazione a La Sapienza. Sin da studentessa si orienta verso il giornalismo culturale collaborando con settimanali on line, webzine e webtv, prima a Roma poi a Perugia e Orvieto, dove vive attualmente. Dal 2015 è giornalista pubblicista. Col giornalismo, coltiva la sua 'altra' passione: la danza. Forte di quasi 20 anni di studio fra Catania, Roma, Perugia e New York oggi è insegnante di danza contemporanea e classica a Orvieto.

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