Cuore, di Edmondo De Amicis: analisi e riassunto

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“Cuore” è un romanzo per ragazzi scritto da Edmondo De Amicis, pubblicato nel 1886, in cui il piccolo Enrico Bottini racconta le vicissitudini della sua classe nell’anno accademico 1881-82, a Torino. I ragazzi, collezione vasta e variopinta dello spettro umano di epoca fanciullesca, fra gli otto e i 14 anni circa, sono guidati dal maestro Perboni.

Cuore Libro Edmondo De Amicis

Trama di “Cuore”: diario scolastico e non solo

La trama si snocciola seguendo le storie di classe, fra compiti, litigi e riappacificazioni, e fatti esterni alla scuola. In essi, insieme a vicende di ricongiunzione famigliare, non mancano finestre narrative relative a lavoratori sfruttati, malattie e, purtroppo, anche lutti. “Cuore” scorre così da ottobre a luglio attraversando tutte le stagioni nella bella Torino post-unitaria fino agli esami di fine anno.

Nel finale si arriva alla rivelazione ad Enrico di un prossimo trasferimento dalla città piemontese.

Per quanto riguarda la struttura, in “Cuore”, Edmondo De Amicis mescola i racconti in prima persona di Enrico Bottini con due altri grandi contenitori; si tratta delle lettere al ragazzo da parte della sua famiglia e i racconti mensili proposti alla classe dal maestro.

Le lettere famigliari, il luogo della riflessione morale

A parlare in questa parte di “Cuore” sono per lo più i genitori di Enrico Bottini. Solo una volta, infatti, a scrivere sarà la sorella del ragazzo, Silvia.

Ogni volta, si riflette sul tema affrontato trasversalmente nel capitolo che sia quello del fatto scolastico o del racconto mensile. In linea di massima, ricorrono gli stessi grandi temi del libro tutto.

In prima linea il buon comportarsi come scolaro, nella visione di una scuola di grandissima utilità e di fondamentale importanza, non senza derive emotive e nostalgiche.





La scuola è una madre, Enrico mio: essa ti levò le braccia che parlavi appena, e ora mi ti rende grande, forte, buono, studioso: sia benedetta, e tu non dimenticarla mai più, figliuolo. Oh! È impossibile che tu la dimentichi. Ti farai uomo, girerai il mondo, vedrai delle città immense e dei monumenti meravigliosi, e ti scorderai anche di molti fra questi; ma quel modesto edifizio bianco, con quelle persone chiuse, e quel piccolo giardino, dove sbocciò il primo fiore della tua intelligenza, tu lo vedrai fino all’ultimo giorno della tua vita come io vedrò la casa in cui sentii la tua voce per la prima volta.

Allargando l’ottica e aumentando il tiro, le lettere famigliari in “Cuore”, poi, ribadiscono l’importanza del rigore a livello civico e dell’amor per la patria.

Io amo l’Italia, perché mia madre è italiana, perché il sangue che mi scorre nelle vene è italiano, […]. Oh, tu non puoi ancora sentirlo intero quest’affetto! Lo sentirai quando sarai un uomo, quando ritornando da un lungo viaggio, dopo una lunga assenza, e affacciandoti dal parapetto del bastimento, vedrai all’orizzonte le grandi montagne azzurre del tuo paese; lo sentirai allora nell’onda impetuosa di tenerezza che t’empirà gli occhi di lagrime e ti strapperà un grido dal cuore.

Edmondo De Amicis foto
Edmondo De Amicis

I racconti mensili, 9 storie di piccoli eroi da leggere

Altro grande contenitore, poi, è quello relativo al racconto mensile proposto dal maestro Perboni. Nove le storie di questa sezione di “Cuore”:

  1. Il patriotta veneto
  2. La piccola vedetta lombarda
  3. Il piccolo scrivano fiorentino
  4. Il tamburino sardo
  5. L’infermiere di Tata
  6. Sangue romagnolo
  7. Valore civile
  8. Dagli Appennini alle Ande
  9. Naufragio

Protagonisti di questi nove stralci di letteratura popolare italiana di fine Ottocento sono altrettanti bambini che si distinguono per il loro valore di cittadini ed essere umani. Lo fanno rispondendo nel migliore dei modi e con il massimo dell’umanità a situazioni di crisi a vario titolo. Si fanno così eroi, andando in contro alla morte, per la salvezza di battaglioni amici, parenti, genitori e amici.

Perla indiscussa di questa parte di “Cuore” resta il racconto “Dagli Appenini alle Ande” che narra il lungo viaggio di Marco, da Genova a Buenos Aires e poi, oltre, alla ricerca della madre emigrata. Un’avventura nel mondo, costellata di tanti pericoli e grandissima fatica, che si conclude con uno straziante lieto fine.

Breve quadro storico: vista sul giovane Regno d’Italia

Mentre Bottini si affaccenda nelle sue giornate con Garrone, De Rossi, Coretti, Nelli o Precossi, il Regno d’Italia compie 20 anni. Nel 1861, infatti, era nato sulle conseguenze della Seconda guerra d’Indipendenza che aveva consegnato la Lombardia al Regno di Sardegna e visto, via via, uscire di scena gli Austriaci.

Il re, che giunge anche in visita a Torino, è Umberto I, l’Italia è una monarchia costituzionale. Il Paese è tutto occupato in: standardizzazione delle leggi, unità dei territori e della moneta, lotta a povertà e alfabetizzazione. Quanto a quest’ultima, fondamentale fu la Legge Casati del 1860 che, oltre a organizzare gli anni scolastici nella maniera che appare anche in “Cuore”, introduce il fondamentale obbligo scolastico fino al primo biennio.





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Maria Cristina Costanza

Maria Cristina Costanza

Maria Cristina Costanza è nata a Catania il 28 gennaio 1984. Lascia la Sicilia a 18 anni per trasferirsi a Roma, dove si laurea in Comunicazione a La Sapienza. Sin da studentessa si orienta verso il giornalismo culturale collaborando con settimanali on line, webzine e webtv, prima a Roma poi a Perugia e Orvieto, dove vive attualmente. Dal 2015 è giornalista pubblicista. Col giornalismo, coltiva la sua 'altra' passione: la danza. Forte di quasi 20 anni di studio fra Catania, Roma, Perugia e New York oggi è insegnante di danza contemporanea e classica a Orvieto.

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