Dolce stil novo (Stilnovismo)

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Nella seconda metà del Duecento nacque, tra Bologna e Firenze, un nuovo movimento poetico e letterario definito da Dante Alighieri nella sua CommediaDolce stil novo” (oggi identificato anche come Stilnovo, o Stilnovismo). Secondo Dante, la novità di questo stile consisteva prima di tutto in un processo di progressiva interiorizzazione e spiritualizzazione del sentimento amoroso. Questo nuovo fermento poetico prese avvio a Bologna grazie all’opera di Guido Guinizzelli e, in particolare, alla poesia Al cor gentil rempaira sempre amore.

Dante e Beatrice, Stilnovismo, Dolce stil novo
Dante e Beatrice. Particolare del “Saluto di Beatrice”, dipinto di Dante Gabriel Rossetti (1859-1863)

Ma è a Firenze, tra il 1280- 1310, che si sviluppò in maniera più consistente grazie alle opere di Dante e Guido Cavalcanti. Oltre agli altri stilnovisti come Cino da Pistoia, Lapo Gianni, Dino Frescobaldi. Non si tratta di una vera e propria scuola fondata su regole metriche precise da rispettare quanto piuttosto di uno schieramento omogeneo consolidato da valori, pratiche ed esigenze comuni.

Questi poeti, infatti, erano legati ad un forte sentimento di amicizia, testimoniato dalle numerose corrispondenze. Già dai loro contemporanei essi venivano percepiti come legati da un’unica idea e consapevolezza.

Il Dolce stil novo

Questa nuova poesia stilnovistica si affermava in esplicita contrapposizione all’esperienza precedente dei poeti siculo- toscani e del loro maestro, Guittone d’Arezzo. Si sentiva l’esigenza di un chiaro rinnovamento poetico.

Questo cambiamento riguardava sia le scelte contenutistiche che le forme utilizzate dal nuovo gruppo di poeti. Veniva così messa al centro dei componimenti la propria esperienza personale e banditi tutti i temi politici e sociali, spesso l’oggetto scelto da Guittone.

Venivano bandite anche le sperimentazioni linguistiche per ricercare una nuova dolcezza e melodia all’interno del verso. Gli stilnovisti quindi abbandonarono i riferimenti alla vita comunale, che era spesso travagliata, per un ritorno ad una poesia d’amore. Non più accostabile alla tradizione siciliana ma diretta verso nuove sperimentazioni.

L’ambiente in cui nacque questo tipo di poesia rimase ovviamente quello comunale e cortese. Ma la riflessione sul sentimento dell’amore divenne più profonda e con una spiccata dimensione filosofica.

La definizione

La definizione di dolce stil novo la si deve proprio a Dante che la inserisce nel canto XXIV del Purgatorio. Qui l’autore incontra Bonagiunta Orbicciani, un poeta della scuola legata a Guittone d’Arezzo, che ammette che Giacomo da Lentini, Guittone e lui stesso sono stati superati dai poeti stilnovisti e dalle loro nove rime:







O fratem issa vegg’io, diss’elli, il nodo che ‘l Notaro e Guittone e me ritenne di qua dal dolce stil novo ch’io odo!

Quale verso prima della definizione del nuovo stile, Dante dichiara l’oggetto della poesia stilnovista:

I’mi son un che, quando Amor mi spira, noto, e a quel modo ch’e’ ditta dentro vo significando

ossia l’espressione di tutto ciò che l’amore ispira nell’animo del poeta.

Lo stilnovismo e la donna angelo

Nella poesia stilnovista influisce quindi anche la riflessione filosofica, in particolare il pensiero di San Tommaso d’Aquino e Averroè. Essi cercano una conciliazione tra amore terreno e spiritualità. Teorizzano così il concetto di donna angelo, che diventa un tramite tra uomo e Dio. La donna cessa di essere una figura terrena e diventa così una figura spirituale che riesce a far emergere nell’uomo la sua virtù.

Un nuovo concetto di nobiltà

Un altro tema importante nello stilnovo è quello della nobiltà. Questa non è più considerata come la nobiltà di sangue ma è identificata con quella dello spirito. Non si è più nobili solo per nascita ma soprattutto se si conquista questa caratteristica nella vita pratica. Si diventa nobili nel cuore grazie ad una serie di qualità come la saggezza e la pratica delle virtù.

Dal punto di vista stilistico, i componimenti assimilabili allo Stilnovo hanno una sintassi piana e lineare. Hanno un lessico semplice e raffinato e non sono presenti particolari artifici retorici. Nonostante la naturalezza del verso, le poesie del Dolce stil novo sono piuttosto complesse perché ricche di riferimenti filosofici. Erano quindi indirizzate essenzialmente ad un pubblico colto e sensibile, capace di comprenderle a pieno.

Lo stilnovismo è stato un movimento fondamentale della poesia italiana delle origini. Esso è riuscito ad influenzare tutti i poeti successivi, almeno fino a Petrarca. Inoltre lo stilnovismo ha dato avvio alla produzione del più grande autore della letteratura italiana, Dante Alighieri. Egli con la Vita Nova e la sua Divina Commedia è riuscito a portare ai massimi livelli la visione della donna angelo e ad incarnarla nel personaggio di Beatrice. Senza dubbio i poeti stilnovisti restano i più importanti di tutta la letteratura italiana delle origini, pertanto imprescindibili per lo studio della tradizione storico letteraria italiana.







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Anna D'Agostino

Anna D'Agostino

Anna D’Agostino è nata e cresciuta a Napoli. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, è una grande appassionata di libri e scrittura. Collabora come giornalista pubblicista presso varie testate online e lavora come insegnante di approfondimento letterario presso una scuola media.

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