Il Purgatorio: riassunto dei canti dal XVII al XXIV

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La cantica del Purgatorio fa parte della Divina Commedia scritta da Dante Alighieri. Fu scritto dal 1310 al 1313. In questo articolo troverete uno schema riassuntivo del Purgatorio, dal XVII al XXIV capitolo.

Purgatorio avari - Canto XIX
Purgatorio, Canto XIX: gli avari

Diciassettesimo canto

Quarta cornice. Le anime: accidiosi. Pene di purificazione: sono costretti a correre, incitandosi a vicenda, gridano esempi di diligenza premiata e di pigrizia punita. I personaggi principali: Dante e Virgilio.

Dante assiste a visioni d’ira punita. Poi, nella quarta cornice, Virgilio gli spiega su quali principi è basata la distribuzione delle anime nelle diverse parti del Purgatorio.

Diciottesimo canto

(Come nel canto XVII) Quarta cornice. Le anime: gli accidiosi. Pene di purificazione: sono costretti a correre, incitandosi a vicenda, gridano esempi di diligenza premiata e di pigrizia punita. I personaggi principali: un abate del monastero di San Zeno, a Verona.

Le spiegazioni del canto precedente suscitano in Dante qualche dubbio sul concetto di amore che spinge al bene e Virgilio li chiarisce, ponendo l’amore in rapporto al libero arbitrio. Passano le anime gridando esempi di mansuetudine premiata: una di esse, un abate di San Zeno, indica a i due poeti la strada del monte e predice sventura al signore di Verona, che ha violato il suo monastero.

Diciannovesimo canto

Quinta cornice. Le anime: avari e prodighi. Pene di purificazione: devono giacere bocconi, per terra, con le mani e i piedi legati, durante il giorno si ripetono esempi di generosità premiata, durante la notte esempi di avarizia punita. I personaggi principali: il papa Adriano V.

E’ ancora la sosta notturna e Dante sogna un’orribile donna balbuziente. La mattina dopo, Virgilio gli interpreta il sogno, affermando che la donna è il simbolo delle colpe purificate nelle tre ultime cornici del monte. Interrogato da Dante, il papa Adriano V spiega la natura del peccato d’avarizia.

Ventesimo canto

Quinta cornice. Le anime: avari e prodighi. Pene di purificazione: devono giacere bocconi, per terra, con le mani e i piedi legati, durante il giorno si ripetono esempi di generosità premiata, durante la notte esempi di avarizia punita. I personaggi principali: Ugo Capeto, capostipite dei re francesi.







Ugo Capeto, dopo aver gridato esempi di povertà e di generosità premiate, racconta a Dante la storia dei sovrani di Francia, suoi discendenti, rimproverandone la corruzione. All’improvviso, c’è un misterioso terremoto, e tutte le anime intonano il “Gloria”.

Ventunesimo canto

Quinta cornice. Le anime: avari e prodighi. Pene di purificazione: devono giacere bocconi, per terra, con le mani e i piedi legati, durante il giorno si ripetono esempi di generosità premiata, durante la notte esempi di avarizia punita. I personaggi principali: il poeta romano Stazio.

Ancora stupito per il terremoto, Dante si trova accanto all’anima di Stazio, che spiega d’aver terminato il suo periodo di purificazione: per questo il monte ha tremato, come accade ogni volta che un’anima sale a Dio. Chiede poi a Dante e a Virgilio di unirsi a loro nel cammino verso l’alto.

Ventiduesimo canto

Sesta cornice. Le anime: golosi. Pene di purificazione: devono soffrire la fame e la sete, acuite da due alti alberi carichi di frutta, che non possono toccare. Delle voci propongono esempi di temperanza premiata e di golosità punita. I personaggi principali: il poeta Stazio.

Stazio parla della sua vita attribuendo il merito della sua conversione a un poemetto di Virgilio (la IV egloga, che, secondo una interpretazione medievale, avrebbe preannunziato la venuta di Cristo).

Ventitreesimo canto

Sesta cornice. Le anime: golosi. Pene di purificazione: devono soffrire la fame e la sete, acuite da due alti alberi carichi di frutta, che non possono toccare. Delle voci propongono esempi di temperanza premiata e di golosità punita. I personaggi principali: il fiorentino Forese Donati, amico di Dante.

Una delle anime dei golosi saluta Dante con gioia: è Forese Donati che il poeta non aveva riconosciuto a causa della sua spaventosa magrezza (provocata dal digiuno ch’è dato alle anime come pena). Forese spiega la causa di quella magrezza e mostra profonda gratitudine per la moglie, che con le sue preghiere gli ha affrettato la purificazione.

Ventiquattresimo canto

Sesta cornice. Le anime: golosi. Pene di purificazione: devono soffrire la fame e la sete, acuite da due alti alberi carichi di frutta, che non possono toccare. Delle voci propongono esempi di temperanza premiata e di golosità punita. I personaggi principali: il poeta Bonaggiunta da Lucca; il papa Martino V e altri.

Forese indica a Dante alcune anime vicine: fra esse c’è il poeta Bonaggiunta da Lucca, col quale Dante discute di un nuovo stile poetico che Bonaggiunta non conosceva: nasce qui il nome del Dolce stil novo.







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Serena Marotta

Serena Marotta

Laureata in giornalismo, nata il 25 marzo 1976, Serena Marotta è anche scrittrice e poetessa. In passato ha collaborato con il “Giornale di Sicilia” e con “La Repubblica” e, attualmente, scrive articoli per il giornale “L’ora” e per questo sito, cura l’ufficio stampa della casa editrice Torri del Vento, del Caffè letterario Riso e dell’associazione Siciliae Mundi. Queste sono in sintesi, le notizie di base per redigere una qualunque biografia. Quello che non può essere né schematizzato né semplicemente elencato, è in primo luogo la passione che riversa in tutto ciò che fa. Il mondo osservato da due occhi verdi carichi di dolcezza e determinazione, una voce sublime che incanta, un’anima che grida attraverso parole che, considerati gli obiettivi che Serena è riuscita a raggiungere, assumono la caratteristica di concreti fatti.

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