Il vento scrive, poesia di D’Annunzio: parafrasi e figure retoriche

La poesia Il vento scrive non è una delle più celebri del poeta Gabriele D’Annunzio. Essa fa parte della sezione Madrigali dell’estate della raccolta Alcyone. Non si conosce una data ufficiale circa la composizione dell’opera.

Il vento scrive, poesia di D'Annunzio
Il vento scrive, poesia di D’Annunzio

Il poeta

Gabriele D’Annunzio è uno dei poeti decadenti italiani più famosi in Italia e in Europa. Egli, infatti, non è noto soltanto per essere un celebre scrittore (è autore di romanzi, raccolte di poesie, testi teatrali e giornalistici) ma anche un famoso dandy attivo in tutto il primo Novecento italiano.

Il suo motto era quello di rendere la vita un’opera d’arte: visse intensamente proprio per essere sempre fedele a tale principio.

Egli nacque a Pescara nel 1863 ma fu solo dopo il suo trasferimento a Roma (avvenuto ad appena diciotto anni) che iniziò a frequentare i migliori salotti della capitale e le redazioni giornalistiche. Negli anni Novanta dell’Ottocento si avvicinò alle posizioni dell’Estetismo e maturò in lui l’idea di rendere la sua vita un’opera d’arte: condusse una vita principesca, circondato da oggetti d’arte, ville sfarzose e tantissime amanti (la più famosa fu l’attrice Eleonora Duse).

Nell’immediato primo dopoguerra, D’Annunzio si distinse per le sue posizioni nazionalistiche e portò avanti la marcia su Fiume.

Morì all’età di 75 anni nella sua villa a Gardone, che lui chiamò il «Vittoriale degli Italiani».

La raccolta Alcyione

Per quanto riguarda le sue opere poetiche, Alcyone fa parte del più complesso progetto delle Laudi, che include la maggior parte della sue liriche. Le Laudi restano però incompiute: infatti sono solo cinque i libri completati (Maia, Elettra, Alcyone, Merope e Asterope).

Alcyone ha come tema principale la fusione con la natura e l’evasione: si tratta infatti del diario di una vacanza estiva lungo le coste della Versilia, in cui il poeta finisce con l’identificarsi e fondersi con la natura stessa. Dal punto di vista stilistico, il poeta tocca il suo punto più alto per lo stile suggestivo che ispirerà poi tutti gli altri poeti del Novecento.

Della stessa raccolta fanno parte altre due poesie che abbiamo precedentemente analizzato:

Il vento scrive: testo

Su la docile sabbia il vento scrive
con le penne dell’ala; e in sua favella
parlano i segni per le bianche rive.

Ma, quando il sol declina, d’ogni nota
ombra lene si crea, d’ogni ondicella,
quasi di ciglia su soave gota.

E par che nell’immenso arido viso
della pioggia s’immilli il tuo sorriso.

Parafrasi

Il vento scrive sulla sabbia che si muove dolcemente con le penne dell’ala (è personificato come un dio con le ali); e i segni lasciati sulle spiagge bianche parlano la sua lingua.

Ma, quando il sole tramonta, da ognuno dei segni, da ogni piccola ondulazione lasciata dal vento sulla sabbia, si crea un’ombra lieve come quella di una ciglia sul viso di una donna.

E sembra che nell’immensa aridità della spiaggia il tuo sorriso si moltiplichi infinite volte.

Spiegazione, analisi e commento

La poesia Il vento scrive è un madrigale di endecasillabi, formato da due terzine a rime intrecciate e da un distico a rime baciate con il seguente schema metrico:

ABA CBC DD

Questa poesia è ricca di allusioni e di mistero.

Si parte con la prima strofa in cui l’autore apre con l’immagine di questo dio alato che traccia segni sulla sabbia nella sua lingua misteriosa.

La divinità rappresenta infatti il vento che fa muovere la sabbia stessa, ma regala un senso di mistero.

Nella seconda strofa la sabbia, al tramonto, si muove creando delle ombre che assomigliano a quelle delle ciglia sul volto di una bella fanciulla.

La natura quindi si personifica e diventa umana, come si vede poi nel distico finale: queste increspature ricordano il sorriso di una donna.

Il poeta D’Annunzio utilizza molti termini danteschi: “in sua favella” v.2 termine dell’Inferno dantesco e il neologismo coniato appunto da Dante “s’immilli” che viene utilizzato nel Paradiso.

Sono inoltre presenti numerosi enjambements (v. 1, v.2, v.4 e v.7).

La lirica è breve ma molto suggestiva e delicata. Essa esprime le doti dell’autore di suggerire infinite sensazioni e mostrare la realtà nelle sue forme più segrete.

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Anna D'Agostino

Anna D'Agostino, napoletana di nascita portodanzese d'adozione, laureata in Filologia Moderna e appassionata di scrittura. Ha collaborato con varie testate come giornalista pubblicista, attualmente insegna Lettere in una scuola secondaria di primo grado.

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