Se questo è un uomo

Print Friendly, PDF & Email

Famosissimo romanzo di Primo Levi che lo scrittore ci ha lasciato per raccontarci le sue memorie della prigionia nel campo di concentramento di Auschwitz. Scritto tra il dicembre del 1945 e il gennaio del 1947, il libro “Se questo è un uomo” racconta la tragedia dei lager nazisti vista da vicino dallo stesso autore che ne fu deportato nel 1944 per l’unica colpa di essere di religione ebraica.

Primo Levi, Se questo è un uomo
Nella foto: immagine tratta dalla prima edizione di “Se questo è un uomo” (1947), una copertina del libro e la foto dell’autore, Primo Levi

Levi visse per un anno all’interno del lager più tristemente famoso: i nazisti scelsero di tenerlo in vita in quanto chimico di professione che poteva essere utile per la manodopera.

L’opera testimonia la formidabile volontà di spiegare con l’arma della ragione, l’irrazionalità della barbarie tedesca. Egli sente infatti il bisogno di lasciare una testimonianza al mondo su quello che ha vissuto in quei terribili luoghi di morte.

Il romanzo fa parte infatti del filone neorealista perché descrive con grande vividezza la condizione disperata dei deportati.

La narrazione degli eventi segue l’ordine cronologico per la maggior parte del tempo. Inizia col descrivere il viaggio che i deportati compivano in treni, veri e propri carri bestiame, per arrivare nelle strutture detentive. Molti dei passeggeri morivano durante il viaggio a causa delle condizioni disumane in cui erano trasportati.







Una volta arrivati al campo esisteva una selezione tra coloro che venivano subito uccisi e coloro che erano destinati ai lavori forzati. Primo Levi viene catalogato con il numero e assegnato alle mansioni più dure.

Levi racconta anche dell’infortunio al piede che lo colpisce e lo costringe 20 giorni a letto, che sono per lui un modo per riposarsi dalle angoscianti fatiche. Purtroppo la povertà era dilagante, nessuno possedeva niente e l’autore ci racconta l’ esistenza di una sorta di mercato nero basato sul baratto per potersi procurare almeno quel poco per arrangiarsi a vivere.

Primo Levi
Primo Levi

Figura importante del sesto capitolo è l’amico francese Resnyk, che lo aiuta nei lavori pesanti.  A seguito di un esame di chimica, Levi viene ammesso al laboratorio, questa condizione permette di distinguerlo dai prigionieri di lavori forzati e di vivere in modo un po’ più dignitoso. La parte più emozionante è Storia di dieci giorni, l’epilogo della vicenda in cui Levi illustra l’abbandono del lager da parte dei tedeschi e l’arrivo dell’armata rossa. Egli, malato di scarlattina, viene abbandonato nell’infermeria. Ma questa sarà la sua fortuna in quanto gli altri saranno costretti alla cosiddetta marcia della morte, in cui moriranno a migliaia. Levi si sostiene con gli altri malati e mentre aspettano l’arrivo dei sovietici, avvenuto il 27 gennaio del 1945.

Lo stile del romanzo Se questo è un uomo è molto semplice e rigoroso.

L’esperienza segnerà per sempre lo scrittore, che scelse il suicidio nel 1987.







Aiutaci. Se ti è stato utile, segnala questo articolo

Print Friendly, PDF & Email
Anna D'Agostino

Anna D'Agostino

Anna D’Agostino è nata e cresciuta a Napoli. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, è una grande appassionata di libri e scrittura. Collabora come giornalista pubblicista presso varie testate online e lavora come insegnante di approfondimento letterario presso una scuola media.

L'articolo è interessante?
Lascia un commento per favore. La tua opinione è importante