L’Inferno: riassunto dei canti dal I al IX

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La cantica dell’Inferno, che fa parte del vasto poema “La divina Commedia“, di Dante Alighieri, inizia con il celebre verso: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita”. Il poema è diviso in tre parti: L’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, suddivise a loro volta in cento canti. Formati di 11 sillabe (endecasillabi), i versi sono riuniti a gruppi di tre (terzine), dove il primo e il terzo verso hanno la medesima rima e il secondo determina la rima del primo verso della terzina successiva.

L’Inferno fu scritto presumibilmente tra il 1307 e il 1310. Di seguito vi proponiamo uno schema riassuntivo dell’Inferno dal I al IX capitolo.

Inferno Dante e Virgilio
Dante e Virgilio visitano l’Inferno: dettaglio di un dipinto di William-Adolphe Bouguereau (1850)

Il primo canto

Il luogo dei fatti narrati è la selva oscura. Un colle luminoso. I personaggi principali sono Dante e poi Virgilio. A 35 anni, Dante si è smarrito in una selva oscura. Vede un colle luminoso e cerca di salirvi, ma è respinto da una lonza, da un leone e da una lupa. Gli appare Virgilio che si offre di guidarlo alla salvezza attraverso un viaggio nei regni dell’oltretomba.

Secondo canto

Nella selva oscura. Dante teme che le sue forze non siano sufficienti per un viaggio così arduo, ma Virgilio gli rivela d’essere stato inviato da Beatrice, sollecitata a sua volta da Santa Lucia e dalla Madonna. Confortato, Dante decide di seguire Virgilio.

Terzo canto

Il luogo dove si svolgono i fatti è il vestibolo dell’Inferno e il fiume Acheronte. I peccatori puniti sono gli ignavi, cioè che furono così privi di vitalità che non seppero fare né il bene né il male. Inseguono a corsa folle uno straccio, morsi da insetti schifosi, tra un fango putrido. I personaggi principali di questo canto sono: papa Celestino V e Caronte.

Nel vestibolo dell’Inferno (una zona che precede l’Inferno vero e proprio) Dante trova gli ignavi, che tratta con profondo disprezzo: tra essi c’è il papa Celestino V che abbandonò la dignità papale, incapace di guidare la Chiesa. Sulle rive dell’Acheronte (dove si raccolgono i dannati per essere traghettati al di là del fiume, confine dell’Inferno), Caronte si rifiuta di trasportare Dante sulla sua barca. Un lampo e un violento terremoto fanno svenire il poeta.

Quarto canto

Primo cerchio: il limbo. I peccatori puniti sono: i bambini non battezzati e i saggi dell’antichità che non conobbero Cristo. Non hanno pene corporali ma solo un desiderio insoddisfatto di Dio. I personaggi sono: grandi personaggi, filosofi e poeti dell’antichità.

Svegliato da un tuono, Dante si ritrova al di là dell’Acheronte. In un luminoso castello, vede i poeti Omero, Orazio, Ovidio e Lucano e s’intrattiene con loro. Vede ancora i filosofi Socrate, Platone e Aristotele e altre grandi figure dell’antichità come Ettore (l’eroe troiano), Enea e Giulio Cesare.







Quinto canto

Secondo cerchio. I peccatori sono: i lussuriosi, quelle anime cioè che cedettero alle passioni d’amore. La pena: sono travolti da una terribile tempesta. I personaggi: Minasse, Francesca da Rimini e Paolo Malatesta. All’ingresso del cerchio, un mostro infernale, Minasse, indica a ogni anima il luogo che le è destinato. Travolti da una violenta bufera, passano davanti a Dante e a Virgilio gli spiriti che cedettero alle passioni, fra cui Cleopatra, Elena di Troia, Paride. In un momento di quiete, Dante parla con Francesca che racconta la storia del suo tragico amore per Paolo. Il poeta, commosso, sviene.

Sesto canto

Terzo cerchio. I peccatori sono: i golosi. Le pene: giacciono supini nel fango flagellati da pioggia e grandine e straziati da Cerbero, un cane a tre teste. Personaggi: il fiorentino Ciacco.

Ripresi i sensi, Dante si ritrova nel III cerchio. Ciacco, balzato dal fango, parla a Dante delle condizioni di Firenze, profetizzando le lotte fra i Bianchi e i Neri, e la sconfitta dei Bianchi.

Settimo canto

Quarto cerchio. I peccatori sono: gli avari e i prodighi. Le pene: devono spingere col petto pesantissimi macigni. Personaggi: papi e cardinali che il peccato ha talmente contaminato, da renderli irriconoscibili.

All’ingesso del cerchio, un mostro infernale, Pluto, cerca di spaventare Dante con parole misteriose, d’ignoto significato. Virgilio lo riduce al silenzio, poi chiarisce a Dante il concetto di fortuna, cioè di quell’entità misteriosa che dona e toglie ricchezza, secondo una incomprensibile logica.

Ottavo canto

Quinto cerchio. I peccatori puniti: iracondi e accidiosi. Le pene: le anime dei dannati sono completamente immerse nella palude Stigma. Il personaggio principale è: Filippo Argenti, un fiorentino noto per il suo orgoglio.

Un mostro infernale, Flegias, trasporta Dante e Virgilio, sulla sua navicella, al di là della palude Stigma. Durante il tragitto, Filippo Argenti cerca di fermarli, ma Virgilio lo respinge nella palude, dove gli altri dannati ne fanno strazio. Dopo lo Stige, si levano le alte mura della città di Dite (la parte inferiore dell’Inferno), da dove torme di diavoli tentano di impedire il passaggio di Dante.

Nono canto

Luogo dei fatti: ai piedi delle mura della città di Dite. I personaggi sono: diavoli e mostri infernali e un angelo.

In aiuto dei diavoli, giungono le Furie (mostri femminili, con serpenti al posto dei capelli) e Medusa, che riduce in pietra chi la guarda. Tuttavia scende dal cielo un angelo che mette in fuga mostri e demoni: Dante e Virgilio entrano nella città.







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Serena Marotta

Serena Marotta

Laureata in giornalismo, nata il 25 marzo 1976, Serena Marotta è anche scrittrice e poetessa. In passato ha collaborato con il "Giornale di Sicilia" e con "La Repubblica" e, attualmente, scrive articoli per il giornale "L'ora" e per questo sito, cura l'ufficio stampa della casa editrice Torri del Vento, del Caffè letterario Riso e dell'associazione Siciliae Mundi. Queste sono in sintesi, le notizie di base per redigere una qualunque biografia. Quello che non può essere né schematizzato né semplicemente elencato, è in primo luogo la passione che riversa in tutto ciò che fa. Il mondo osservato da due occhi verdi carichi di dolcezza e determinazione, una voce sublime che incanta, un’anima che grida attraverso parole che, considerati gli obiettivi che Serena è riuscita a raggiungere, assumono la caratteristica di concreti fatti.

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