La missione spaziale Apollo 12

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La missione spaziale Apollo 12 fa parte di quel programma spaziale americano diretto dalla NASA, che ha portato l’uomo a compiere i primi passi sulla Luna. Il nostro satellite, distante mediamente 384.400 Km da noi, era considerato da Pitagora un pianeta e nel Medioevo una sfera perfettamente liscia, ipotesi sostenuta dalla teoria aristotelica; varie culture antiche sostenevano che morisse ogni notte ed inseguisse il Sole e che fosse inoltre composto di oceani. Tutt’oggi, le regioni più scure della superficie lunare sono designate con il termine di mare. E’ nel 1609 che Galileo Galilei, puntando il suo telescopio sulla Luna, svela che la superficie non è liscia, ma composta di vallate, monti e crateri.

L'equipaggio della missione Apollo 12
L’equipaggio della missione Apollo 12

Con la missione precedente Apollo 11 gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin sono i primi esseri umani a camminare su di un altro corpo celeste, poggiando i piedi sul suolo lunare il 20 luglio 1969. Michael Collins, nella stessa missione, rimane in orbita lunare. Apollo 12 è, nell’ambito del programma Apollo, la missione successiva, cioè la sesta, intrapresa a soli quattro mesi dalla prima storica missione. Dell’equipaggio fanno parte: Charles “Pete” Conrad Jr., comandante; Richard Francis Gordon Jr., pilota del modulo di comando e di servizio “Yankee Clipper”; Alan LaVern Bean, pilota del modulo lunare “Intrepid”.

Il John F. Kennedy Space Center a Cape Canaveral in Florida, è la struttura da cui, il 14 novembre 1969, decolla l’Apollo 12, lanciato e messo in orbita dal razzo lunare Saturn V. La missione però, sembra avere un inizio sfavorevole, quando il razzo, lanciato durante un temporale, dopo pochi secondi dal lancio viene colpito da un fulmine mentre attraversa l’atmosfera: nonostante l’iniziale off-line degli strumenti del modulo di comando, con la conseguente interruzione dell’energia elettrica a bordo e delle comunicazioni con la Terra, la missione prosegue in quanto le principali apparecchiature risultano successivamente funzionanti.

Apollo 12: l'allunaggio
Apollo 12: l’allunaggio

L’allunaggio, dimostratosi molto preciso per quanto riguarda l’area prevista per l’atterraggio, ha inizio il 19 novembre 1969 nella zona che prende il nome di Oceano delle Tempeste: Charles Conrad è il terzo uomo nella storia a compiere la passeggiata lunare, Alan Bean è il quarto. Ne effettuano entrambi due, di quasi 4 ore ciascuna. L’atterraggio del modulo lunare avviene in prossimità del Surveyor 3, il lander lunare lanciato nell’aprile 1967 con lo scopo di raccogliere informazioni ambientali per le future missioni Apollo.







La telecamera a colori portata a bordo dell’Apollo 12, per permettere trasmissioni televisive delle immagini lunari, viene purtroppo danneggiata irreparabilmente: la versione ufficiale spiega che Bean, inavvertitamente, la punta verso la luce diretta del Sole. Gli esperimenti scientifici che vengono fatti durante la missione riguardano la sismicità lunare, il vento solare ed il campo magnetico. Vengono raccolte molte rocce lunari, mentre Gordon, rimasto in orbita lunare, scatta fotografie multispettrali della superficie lunare.

La missione dura 10 giorni, 4 ore, 36 minuti e 24 secondi. L’ammarraggio avviene il 24 novembre 1969 nell’Oceano Pacifico: la portaerei americana USS Hornet recupera il modulo di comando e l’equipaggio. Conrad nel momento in cui posa piede sulla Luna pronuncia queste parole: “Whoopie! Quello sarà stato piccolo per Neil, ma è un gran passo per me”, riferendosi alla storica citazione di Neil Armstrong: “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l’umanità”.

Ed a questa frase è legata la nostra connazionale Oriana Fallaci: la giornalista e scrittrice fiorentina, partita per seguire da vicino le vicende della missione Apollo 12, intervista astronauti e tecnici; dopo aver affrontato con Conrad il discorso della famosa frase pronunciata da Neil Armstrong nel momento di posare piede sul suolo lunare, decidono di scommettere 500 dollari dell’epoca riguardo la frase che Conrad avrebbe detto appena sbarcato sulla Luna, e che infatti pronuncia, ironizzando sulla sua bassa statura.

L’uomo, da sempre affascinato ed attratto dal satellite naturale della Terra, illuminato dalla sua luce riflessa, realizza due volte nello stesso anno il sogno di sbarcarvi e di conoscere meglio i suoi misteri.







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