L’Inferno: riassunto dei canti dal X al XVIII

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In questo articolo troverete uno schema riassuntivo dell’Inferno, dal X al XVIII capitolo, scritto presumibilmente tra il 1307 e il 1310 da Dante Alighieri. Canti X – XVIII dell’Inferno: appunti, riassunto e principali figure presenti.

Illustrazione di William Blake: Farinata e Calvalcante con Dante e Virgilio (Canto decimo)
Illustrazione tratta dal Canto X: Farinata e Calvalcante con Dante e Virgilio (opera di William Blake)

Decimo canto

Sesto cerchio. I peccatori puniti: gli eretici. Le pene: sono stipati in grandi tombe infuocate. I personaggi principali: Farinata degli Uberti, Cavalcante Cavalcanti.

Dante ha un aspro colloquio col ghibellino Farinata degli Uberti, la cui famiglia era stata fieramente avversa a quella del poeta. Farinata predice a Dante l’esilio e poi gli spiega che le anime possono vedere il futuro ma non il presente. Interviene Cavalcante Cavalcanti, padre del poeta Guido (amico di Dante, celebre anche per il sonetto: Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io).

Undicesimo canto

Sesto cerchio. Peccatori: Gli eretici. Personaggi: il papa Anastasio II.

Mentre si riposano accanto alla tomba del papa Anastasio II, Virgilio spiega a Dante come siano distribuite le anime dei dannati nel resto dell’Inferno.

Dodicesimo canto

Settimo cerchio, I girone (il settimo cerchio è diviso in tre zone dette gironi). I peccatori puniti: violenti contro il prossimo (omicidi, tiranni, ecc.). Le pene: sono immersi in un fiume di sangue bollente, il Flegetonte, trafitti dalle frecce dei Centauri. I personaggi: crudeli tiranni e feroci condottieri come Dionisio di Siracusa e Attila.

Virgilio protegge Dante, prima dall’ira del Minotauro (un mostro infernale che gli sbarra la strada) poi dalle frecce dei Centauri. Alla fine convince il centauro Nesso a trasportarli al di là del Flegetonte, sulla sua groppa. Nesso indica ai poeti varie anime di dannati immersi nel sangue bollente.

Tredicesimo canto

Settimo cerchio, II girone. Peccatori puniti: violenti contro se stessi (i suicidi e gli scialacquatori delle proprie sostanze). Le pene: i suicidi sono tramutati in alberi mentre gli scialacquatori sono straziati da cani rabbiosi. I personaggi: Pier delle Vigne fra i suicidi, Lano da Siena e Jacopo da Sant’Andrea fra gli scialacquatori.

Entrati in una cupa foresta, Virgilio invita Dante a spezzare un rametto dal quale escono sangue e lamenti: solo in questo modo Dante riesce a credere che negli alberi sono racchiuse le anime dei suicidi. Il poeta parla con Pier delle Vigne, segretario di Federico II, che racconta d’essersi ucciso avendo perso la fiducia del sovrano. Dante assiste poi allo strazio di due scialacquatori.







Quattordicesimo canto

Settimo cerchio, III girone. I peccatori: violenti contro Dio (bestemmiatori). Pene: giacciono supini sulla sabbia infuocata di un deserto, sotto una pioggia di fuoco. Personaggi: Capanno, uno dei sette re che, nella Grecia antica, parteciparono alla guerra contro Tebe.

Virgilio indica a Dante il re Capanno, al quale rimprovera d’aver sfidato la potenza degli dei, esaltato dalla vittoria su Tebe. Virgilio spiega poi a Dante l’origine dei fiumi infernali e gli parla di un’immensa statua (il “Veglio di Creta”) costruita con diversi metalli, simboli delle varie età del mondo.

Quindicesimo canto

Settimo cerchio, III girone. I peccatori puniti: violenti contro la natura (sodomiti). Pene: camminano senza posa sotto la pioggia di fuoco. I personaggi: Brunetto Latini.

Camminando sugli argini del Flegetonte (che nella parte finale attraversa il deserto di fuoco) Dante e Virgilio possono avvicinare le anime punite sulla sabbia ardente. Fra esse c’è Brunetto Latini, al quale Dante riconosce il merito d’avergli data un’alta formazione interiore. Brunetto esorta il poeta a non venir meno ai suoi ideali di giustizia e gli predice l’esilio, dopo aspre lotte tra Bianchi e Neri.

Sedicesimo canto

Settimo cerchio, III girone. I peccatori: violenti contro la natura. Pene: camminano senza posa sotto la pioggia di fuoco. I personaggi: alcuni fiorentini fra cui Guido Guerra e Jacopo Rusticucci.

Ad alcuni fiorentini che chiedono notizie della loro città, Dante risponde con una fiera invettiva contro la corruzione di Firenze. Alla fine del cerchio, c’è una cupa voragine nella quale Virgilio getta la sua cintura.

Diciassettesimo canto

Settimo cerchio, III girone. Peccatori: violenti contro l’arte (nel senso medievale di lavoro): sono gli usurai che coi loro prestiti esosi danneggiano le attività umane. Pene: stanno seduti sull’orlo del deserto infuocato, sotto le fiamme che cadono dall’alto. Personaggi: alcuni fiorentini e il bolognese Reginaldo Scrovegni.

Richiamato dalla cintura di Virgilio, sale dal fondo della voragine, un mostro alato, Gerione. Dopo aver parlato con alcune anime, Dante e Virgilio salgono sulle spalle di Gerione che li deposita in fondo alla voragine, nel cerchio VIII.

Diciottesimo canto

Ottavo cerchio, I e II bolgia (il cerchio è diviso in 10 profondi fossati, detti bolge). Peccatori: seduttori e ruffiani, nella prima bolgia. Adulatori nella seconda bolgia. Pene: nella prima bolgia i dannati devono correre senza sosta, sferzati dai diavoli. Nella seconda bolgia i peccatori sono immersi nello sterco. Personaggi: il bolognese Venedico Caccianemico e Giasone tra i seduttori e i ruffiani, il lucchese Alessio Interminelli e la cortigiana Taide tra gli adulatori.

Dall’argine della prima bolgia (ogni bolgia ha due argini e ponti rocciosi che l’attraversano, meno la VI bolgia dove i ponti sono crollati), Dante e Virgilio parlano con Venedico Caccianemico (che indusse la sorella a cedere all’amore di un potente signore) e con Giasone che sedusse e abbandonò la regina di Lemno. Passano poi nella bolgia successiva, dove, in un fetore insopportabile, Alessio Interminelli  e Taide parlano dei loro peccati.







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Serena Marotta

Serena Marotta

Laureata in giornalismo, nata il 25 marzo 1976, Serena Marotta è anche scrittrice e poetessa. In passato ha collaborato con il "Giornale di Sicilia" e con "La Repubblica" e, attualmente, scrive articoli per il giornale "L'ora" e per questo sito, cura l'ufficio stampa della casa editrice Torri del Vento, del Caffè letterario Riso e dell'associazione Siciliae Mundi. Queste sono in sintesi, le notizie di base per redigere una qualunque biografia. Quello che non può essere né schematizzato né semplicemente elencato, è in primo luogo la passione che riversa in tutto ciò che fa. Il mondo osservato da due occhi verdi carichi di dolcezza e determinazione, una voce sublime che incanta, un’anima che grida attraverso parole che, considerati gli obiettivi che Serena è riuscita a raggiungere, assumono la caratteristica di concreti fatti.

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