Il funerale di Kennedy (foto famosa)

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È il 25 novembre 1963 quando il silenzio della città all’improvviso avvolge il feretro di John Fitzgerald Kennedy per l’ultimo saluto. È il giorno del funerale di Kennedy: tutti commemorano JFK. Presidenti, primi ministri e reali sono presenti per questa giornata di lutto nazionale. Ci sono la vedova Jacqueline Bouvier e i due piccoli figli del presidente Kennedy. Così il saluto militare del piccolo John Kennedy Jr. al passaggio della bara del padre diviene memorabile. Saluto ripreso dallo scatto di un fotografo. È un giorno terribile per la famiglia americana perché perde per sempre l’abbraccio di quell’uomo dai grandi gesti e significati, ma è anche il giorno del compleanno, il terzo, proprio quel giorno, del piccolo John.

JFK - Funerale di John Fitzgerald Kennedy - JFK Funeral - 1963 - Black White
La celebre foto in bianco e nero.

Nella foto in bianco e nero si vede il bambino alla sinistra della madre, mentre avvolto nel suo cappottino a doppio petto, alza la mano alla testa, per rivolgere il saluto militare al padre, attorno a lui ci sono le autorità, uomini in divisa che fanno altrettanto.

Funerale di Kennedy - JFK Funeral - 25 novembre 1963
Un’altra foto, a colori. Il funerale di Kennedy avvenne il 25 novembre 1963 a Washington, nella cattedrale di St. Matthew

Il primo presidente cattolico

Kennedy nasce a Brookline, Massachusetts, da una famiglia ricca di origini irlandesi. L’8 novembre 1960, nelle elezioni generali per la presidenza degli Stati Uniti d’America, Kennedy, all’età di 43 anni, diventa il primo presidente cattolico e anche il più giovane presidente eletto, battendo il suo concorrente Richard Nixon, vicepresidente dell’amministrazione uscente. Al centro di critiche severe c’è la sua politica estera. Ciò dopo il fallito tentativo di invasione alla Baia dei porci e a seguire la crisi dei missili di Cuba.

Al centro della foto compare anche il fratello del Presidente, Robert Kennedy
Al centro della foto compare anche il fratello del Presidente, Robert Kennedy. Anch’egli morirà assassinato solo cinque anni dopo.

L’assassinio di Kennedy

Sono in duecentomila, tra neri e bianchi, a marciare su Washington per rivendicare i diritti legislativi e soprattutto per appoggiare le decisioni del presidente Kennedy quel giorno. Le parole pronunciate dal presidente erano un invito al rispetto e alla tolleranza tra bianchi e neri. Così Kennedy decide di partire per Dallas. È il 22 novembre 1963. È il suo ultimo viaggio perché è qui, nella Dealey Plaza, a Dallas, mentre saluta la folla a bordo della sua limousine presidenziale, alle 12.30 ora locale, che trova la morte per mano dell’esecutore Lee Harvey Oswald. Questi dalla distanza gli spara con colpi di fucile, ferendolo mortalmente alla testa. Secondo i testimoni, gli spari furono tre. Oswald era un operaio, attivista ed ex militare.

Una morte misteriosa

Kennedy è un presidente molto discusso e anche molto amato, sia in vita sia dopo la sua morte terribile e misteriosa che lo trasforma in mito. È del 21 ottobre 2017, la notizia che il presidente americano Donald Trump declassificherà gli ultimi documenti riservati sull’omicidio Kennedy. Trump ha dichiarato alla stampa:







«Pur essendo soggetto a ricevere ulteriori informazioni consentirò, come presidente, la divulgazione dei documenti su JFK, a lungo bloccati e classificati»

Il 26 ottobre è stato il giorno in cui è scaduto il termine di 25 anni, fissato dal Congresso con legge del 1992, che porta la firma dell’allora presidente George H.W. Bush. Documenti questi custoditi negli Archivi nazionali, oltre tremila file creati negli anni Sessanta e Settanta. Alcuni, una decina, invece, risalgono agli anni Novanta e sarebbero stati scritti da agenzie governative, in particolare dalla CIA, proprio dopo l’uscita nelle sale cinematografiche del film di Oliver Stone, che ha contribuito ad alimentare le teorie del complotto sulla morte del trentacinquesimo presidente americano. Film che ha acceso il dibattito sull’abolizione del segreto di stato al dossier sull’omicidio di Dallas.

La pellicola su Kennedy

Il film è del 1991 ed è intitolato «JFK – Un caso ancora aperto». Narra dei fatti immediatamente precedenti all’assassinio del presidente americano e poi le successive indagini del procuratore di New Orleans, Jim Garrison, che contrastava la versione della tesi ufficiale della commissione Warren, istituita dopo l’assassinio di Dallas, secondo cui il solo responsabile ed esecutore dell’omicidio del presidente americano è stato Lee Harvey Oswald.

Kennedy e Lincoln, una storia di strane coincidenze

Le coincidenze tra Kennedy e il presidente Abraham Lincoln – ucciso nel 1865 – sono davvero tante. A partire dalle modalità dell’assassinio: entrambi uccisi da un colpo alla testa da dietro, di venerdì, entrambi seduti accanto alle rispettive mogli (illese dall’agguato), e tutti e due i presidenti erano in compagnia, oltre che delle rispettive mogli, di un’altra coppia, di cui l’uomo è stato ferito dall’esecutore.

Discorso di Gettysburg - Lincoln
Lincoln durante il celebre Discorso di Gettysburg

Tra le altre coincidenze: entrambi i presidenti si sono sposati all’età di 30 anni e le rispettive mogli avevano 24 anni. Entrambi sono diventati presidenti negli anni Sessanta. E poi: entrambi hanno perso una sorella prima delle elezioni. Entrambi con nomi composti da sette lettere.







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Serena Marotta

Serena Marotta

Laureata in giornalismo, nata il 25 marzo 1976, Serena Marotta è anche scrittrice e poetessa. In passato ha collaborato con il “Giornale di Sicilia” e con “La Repubblica” e, attualmente, scrive articoli per il giornale “L’ora” e per questo sito, cura l’ufficio stampa della casa editrice Torri del Vento, del Caffè letterario Riso e dell’associazione Siciliae Mundi. Queste sono in sintesi, le notizie di base per redigere una qualunque biografia. Quello che non può essere né schematizzato né semplicemente elencato, è in primo luogo la passione che riversa in tutto ciò che fa. Il mondo osservato da due occhi verdi carichi di dolcezza e determinazione, una voce sublime che incanta, un’anima che grida attraverso parole che, considerati gli obiettivi che Serena è riuscita a raggiungere, assumono la caratteristica di concreti fatti.

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