Auschwitz: la storia

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Il campo di concentramento di Auschwitz è stato fondato il 20 maggio del 1940 e ha iniziato la sua attività di morte il 14 giugno del 1940. Auschwitz fu il centro amministrativo dell’attività concentrazionaria e al suo interno furono imprigionati fino ad un massimo di 20.000 persone, compresi i bambini. E’ stato costruito alla periferia della cittadina che porta lo stesso nome. All’interno del campo c’era una camera a gas che veniva utilizzata per uccidere persone inadatte al lavoro o che superavano il limite di contenimento del campo di concentramento.

Auschwitz: "il lavoro rende liberi" (arbeit macht frei)
Auschwitz: “il lavoro rende liberi” (arbeit macht frei)

Il Lager propriamente detto, si componeva da un minimo di 3 ad un massimo di 5 strutture: il campo di sterminio di Birkenau fu uno dei tre campi principali che formavano il complesso vicino ad Auschwitz. Aveva una capacità di contenimento di circa 60.000 persone. Iniziò la sua attività di sterminio l’8 ottobre 1941. C’erano anche una serie di sottocampi che potevano distare anche centinaia di chilometri dal campo principale; uno di questi, dove fu imprigionato Primo Levi, era il campo di Mònowitz. Quest’ultimo era il campo di lavoro più grande ed era arrivato a contenere fino a 12.000 persone e distava 7 chilometri da Auschwitz.

Com’era composto il campo di concentramento di Auschwitz?

Era stato ricavato da vecchie caserme dell’esercito polacco e fu costruito per alloggiare personale amministrativo e militare, nelle strutture migliori, e intellettuali e partigiani nelle baracche. In seguito fu deciso di deportare prigionieri di guerra, soprattutto russi, criminali tedeschi, zingari, omosessuali ed ebrei. Non si è mai superata la cifra di 20.000 detenuti.

Il campo era utilizzato come luogo di smistamento quando arrivavano i convogli stracarichi di prigionieri. Questi treni, che contenevano in situazioni igieniche inimmaginabili, donne, uomini, anziani, malati e bambini giungevano vicino al campo, da lì i prigionieri venivano scaricati su una banchina e portati al controllo medico in cui si decideva se potevano continuare a vivere o invece se dovevano essere uccisi.

Auschwitz, l'arrivo dei treni
Auschwitz, l’arrivo dei treni

In seguito, a partire dal maggio del 1944, la quantità di deportati aumentò esponenzialmente e il percorso dei convogli fu prolungato fino al campo di Birkenau in cui subivano la stessa prassi. Auschwitz non era un campo di lavoro ma solo di contenimento. Lì i prigionieri mangiavano razioni scarsissime, dormivano in baracche sporche e sovraffollate e  quando possibile, in condizioni igieniche precarissime, si lavavano. I prigionieri del campo entravano e uscivano da un cancello tristemente famoso in cui era posta la scritta “il lavoro rende liberi” (arbeit macht frei) e che fu costruita per inculcare, secondo una fredda e spietata regolamentazione teutonica, una serie di regole ferree che se non venivano rispettate si pagavano con la morte.

Auschwitz, una foto recente del cancello di ingresso
Auschwitz, una foto recente del cancello di ingresso

Il lavoro rende liberi significava schiavizzare tutti i prigionieri ad un lavoro forzato che durava quasi 12 ore al giorno e che impegnava tutti in lavori perlopiù manuali. I prigionieri vivevano in baracche di legno che venivano chiamate block e che erano sempre sovraffollate. I letti era dei tavoli di legno posti su tre piani e dotati di un pagliericcio mal conservato sul quale  dormivano più persone costrette ad appoggiarsi le une sulle altre. Questa promiscuità aumentava la trasmissione di malattie e di parassiti come i pidocchi che infestavano tutto il campo. Ogni 15 giorni era concessa una domenica di riposo, durante la quale i prigionieri si occupavano della loro igiene personale e della manutenzione del campo.







L’idea mostruosa che portò alla realizzazione di Auschwitz e dei campi di concentramento che componevano l’universo concentrazionario nazista nacque dalla necessità di avere un luogo in cui contenere tutto ciò che agli occhi dei nazisti appariva come diverso. Tuttavia all’inizio fu immaginato come una prigione in cui rinchiudere coloro che sarebbero stati condannati ai lavori forzati. In seguito, divenne il luogo in cui realizzare la soluzione finale, eufemistica definizione per identificare il progetto ispirato da Hitler di deportare tutti gli ebrei d’Europa in un unico territorio per rinchiuderli e sterminarli attraverso l’utilizzo di camere a gas e del lavoro forzato in condizioni disumane. Tale progetto fu organizzato e discusso durante la Conferenza di Wannsee che si tenne il 20 gennaio 1940.

Auschwitz, una foto del campo di concentramento
Auschwitz, una foto del campo di concentramento

L’idea che rendeva mostruosa l’invenzione del campo di concentramento non riguardava solo la sua organizzazione di sterminio e morte ma anche l’intento metodicamente perseguito di togliere qualsiasi umanità e dignità ai prigionieri, affinché arrivassero a sentirsi come animali spogliati di qualsiasi parvenza di umanità. Per questo motivo dopo essere stati selezionati i prigionieri venivano privati dei loro abiti, rasati e gli veniva tatuato un numero con il quale sarebbero stati identificati per tutto il periodo del loro internamento. Perché il nome era bandito, annullato. Nel campo di concentramento non c’era più individualità né passato.

Auschwitz, detenuti e militari tedeschi
Auschwitz, detenuti e militari tedeschi

Cos’era il Lager?

Il Lager era un luogo di costrizione fisica in cui il desiderio primordiale di libertà veniva annichilito e dove l’uomo nel suo corpo, nella sua anima e nella sua mente veniva sottoposto ad una violenza inaudita affinché dimenticasse ogni desiderio o speranza.

Perché?

Perché solo la violenza come atto di sottomissione può definire coloro che si ritengono superiori o diversi dagli altri. Quello che colpisce nell’odio nazista è che non esisteva una qualsiasi speranza, i prigionieri erano destinati alla morte certa. Se questa non sopraggiungeva attraverso le camere a gas, le sevizie o le fucilazioni avveniva a causa degli stenti e delle malattie. Il loro destino era segnato, quindi non vi era intento riabilitativo ma solo di sfruttamento cieco, fino alla morte.

La liberazione

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche liberarono i prigionieri di Auschwitz e di tutti i campi ad esso collegati. Moltissimi erano i cadaveri ancora sparsi sui terreni, nei block e nell’infermeria. Furono trovati indumenti, capelli e oggetti appartenuti ai detenuti. Dopo stime, statistiche e dibattiti si arrivò a considerare definitivamente veritiera la cifra di circa 1.500.000 di vittime del complesso detentivo di Auschwitz.

Auschwitz - Lapide
Auschwitz – Solo quando nel mondo a tutti gli uomini sarà riconosciuta la dignità umana, solo allora potrete dimenticarci. [Lapide presente presso il Sacrario ai Caduti di Marzabotto – Bologna]







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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall’inglese e dal catalano.

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Io sono stato al campo di concetramento di Auschwitz e Dachau, c'è da rabbrividire, nel vedere il disastro che hanno fatto alla povera gente innocente, in particolare hai bambini. Per credere bisogna andaré a vederli questi campi di concentramento, i filmati come questo non rappresentano nulla rispetto al male che hanno fatto i nazzisti.

Vedendo il video mi è venuto da piangere come inoltre mi accade quando vedo film come La vita è bella e Il bambino con il pigiama a righe. Sono avvenimenti troppo tragici ma che vanno assolutamente essere ricordati per la loro drammaticità e per far in modo che non accadano più.Ma soprattutto per ricordare quelle povere persone che venivano trattate peggio delle bestie.Almeno diamo loro dignità da morti.Che schifo…

Visitai questo INFERNO ed ogniqualvolta leggo o vedo foto del luogo ancora rabbrividisco ! Veramente appropriata la domanda che si fece BENEDETTO XVI, quanche anch'Egli visito' questo macabro luogo, e si chiese : Ma dov'era DIO ….???? Dio ci liberi, per sempre, da quei MOSTRI e giammai permetta simili atrocita'.

Guardando quei treni e la folla, ho sentito brividi percorrermi la schiena….Ero una bimba di circa 4 anni quando i tedeschi ci presero a Cassino o Ferentino, questo non lo ricordo perchè andavamo in giro di quà e di là, ma sempre in quei paraggi… Nella canonica d'un lontano parente prete…ci misero tutti in piedi vicino al muro con i fucili puntati contro….mia mamma, giovanissima e molto bella, aveva un figlioletto di pochi mesi in braccio e me attaccata alla sua gonna…uno zio tentò di scappare x la campagna, ma lo ripresero…ricordo le loro minacce con quelle voci dal suono metallico….ci portarono via e ci misero su un treno diretto chissà dove.Ricordo molto bene il fetore , le grida, i bambini piangenti…..tutti in piedi e morti di paura.Se si cadeva x la stanchezza…si andava a finire sugli escrementi….Ricordo bene il bombardamento che ci colpì dai tanti aerei che volavano sulle nostre teste, e il deragliamento in seguito alle bombe che colpirono il treno….riuscimmo a scappare non so come da quell'inferno…e mentre parte del treno saltava in aria, riuscimmo a buttarci in una buca!!!!!!!!!!!!! Quando si acquetò e facemmo coraggio ad uscire fuori…..Dio mio…..c'erano pezzi umani sparsi tutt'intorno…Quelli che poco prima erano esseri umani sofferenti ma ancora vivi e con speranze…..ora erano lì, irriconoscibili pezzi senza identità!!!!!!Questo è solo un episodio di tutto quello che passammo in quegli anni….erano con noi anche i nonni paterni venuti lì con noi credendo di stare meglio lì, in campagna che a Napoli centro….dove cadde la nostra casa con altri bombardamenti….Di quel gruppo di parenti andati lì….sono l'unica superstite….non ci vorrà tanto che li raggiungerò…..e sarà finito con me, quel filo che ora mi lega ancora al passato………..

mamma mia aurora .che angoscia con questi racconti ………..anche mio padre ce li raccontava sempre quando eravamo piccoli e qualche volta anche da grandi ……….non oso immaginare ciò che avete passato ……………..

anche le mie figlie non vorrebbero mai sentirmi!!!!!ma ad essere sincera, non ne parlo mai, se non in occasioni particoleri o che capitano cose (come ora) che me lo riportano in mente… Purtroppo sono avvenimenti troppo negativi e tragici x poter lavare e sciacquare i ricordi e farli evaporare al sole, e ci saranno x sempre in me finchè ci sarò!!!!!!!!!!!!! Poi tutto si chiuderà con me…Se ci sarà qualche altra cosa che me lo riporterà in mente…..chiuderò momentaneamente il computer!!!!! Un unica cosa forse cè stato in positivo in tutto ciò!!!!! AMO TANTO LA VITA…….Sono nata 2 volte!!!!!! ciao carissima amica mia…tvb !!!!!!!!!!!!!!! <3