Swatch: orologio di successo, moda e storia di un oggetto di design

L’orologio Swatch fu inventato nel 1983. Fu la risposta di una società svizzera al successo degli orologi giapponesi che avevano conquistato il mercato a basso costo. Il successo fu subito immediato. Il primo anno vennero venduti un milione di pezzi, mentre il secondo anno la Swatch ne piazzò sul mercato quasi dieci milioni! Si creò una vera e propria moda: il quinto anno gli orologi in circolazione ad appassionare giovani e adulti erano cinquanta milioni. Così il successo divenne mondiale e la Svizzera si riprese, almeno in parte, il primato dell’esportazione di orologi.

Alcuni modelli Swatch degli anni '80
Alcuni modelli Swatch degli anni ’80

Swatch: perché l’orologio ebbe un successo così eclatante?

Molte sono le ragioni dell’esplosione della moda degli Swatch. Innanzitutto, il fattore tecnico. L’azienda Swatch, sfruttando la tecnica ad iniezione della plastica e dunque la sua malleabilità, inserì tutti i componenti meccanici e tecnologici all’interno del quadrante plastificato dell’orologio. E lo fece utilizzando meno componenti: passò infatti dai 91 componenti di un classico orologio al quarzo, a 51 pezzi. Ciò lo rese un orologio economico, funzionale e a basso costo.

Proprio il prezzo è stato uno dei protagonisti del suo successo.

Il fatto che lo Swatch non costasse molto, ha permesso ai suoi produttori di accedere a tutti i mercati: alti, bassi, medi, per collezionisti e amatori.

La filosofia fu quella di creare un oggetto di design dallo stile casual, divertente e – come detto – relativamente economico.

Inoltre, ed è una caratteristica fondamentale dell’orologio Swatch, la quantità di serie, collezioni, e pezzi messi in vendita ha sviluppato un rapporto nuovo con l’orologio da polso.

Il rapporto del consumatore con l’orologio

Il consumatore viene stimolato ad acquistare diversi orologi che possono seguire le mode del momento, gli umori, l’agenda degli appuntamenti, le stagioni, il desiderio di accoppiare un orologio specifico con un abito particolare o semplicemente per sfoggiare la propria collezione.

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Lo Swatch, orologio di culto e da collezione, divenne così un altro modo per misurare il tempo, grazie ad una forma classica: cassa rotonda con spigoli arrotondati, cinturino colorato, che però presentava proposte, interpretazioni, forme di marketing nuove (anche aggressive), innovative e diversificate. All’interno del quadrante, infatti, venne inserito un foglio di carta ritagliato composto da colori, significati, idee e proposte artistiche innovative che vennero fin da subito molto apprezzate dal pubblico.

Alcuni Swatch esposti in un negozio

Il fatto poi che la Swatch lanciasse ogni sei mesi nuove collezioni creò un rapporto innovativo sia con i collezionisti amanti degli orologi, sia con la gente comune; anche chi era abituato a comprare solo un orologio e a sostituirlo nel caso si rompesse, si è fatto coinvolgere dal marketing aggressivo e spregiudicato della casa di produzione svizzera.

In fondo la Swatch ha creato un oggetto intercambiabile con un prezzo basso influenzando in questo modo il rapporto fra consumatore, organizzazione del tempo e senso estetico dell’oggetto orologio.

E voi ne avevate uno? Scrivetelo nei commenti in fondo.

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Alcune curiosità

  • La prima collezione di 12 modelli Swatch fu presentata il 1º marzo 1983 a Zurigo, in Svizzera.
  • Nel 1991 venne raggiunto il record di oltre 100 milioni di orologi venduti.
  • Swatch introdusse l’idea di associare gli orologi ad artisti famosi, come ad esempio Paul Klee, Keith Haring, Jean-Michel Folon, Sam Francis, Pierre Alechinsky, Mimmo Paladino.
  • Nonostante oggi le vendite siano calate, il Gruppo Swatch resta l’azienda per orologi più grande del mondo: negli anni ha acquisito molti marchi di lusso svizzeri tra cui Omega, Longines, Tissot, Pierre Bal-main, Flik Flak.
Alcuni modelli Swatch degli anni '80

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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall'inglese e dal catalano.

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