San Sebastiano, storia e analisi dell’opera di Antonello da Messina

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Dipinto realizzato fra il 1478 e il 1479, il “San Sebastiano” di Antonello da Messina è un’opera maestra del Rinascimento italiano. Il quadro mostra la maturità compositiva di Antonello che raggiunge vertici imponenti nella maestria con la quale governa la prospettiva, la luce e l’esaltazione del corpo umano; seguendo in questo gli ideali e la cultura umanistica di Piero della Francesca, Giovanni Bellini con cui ha collaborato durante il suo periodo veneziano, e Andrea Mantegna; quest’ultimo è il principale ispiratore del meraviglioso dipinto di San Sebastiano, qui raffigurato.

San Sebastiano, opera di Antonello da Messina (St. Sebastian)
San Sebastiano (1478-1479) – Olio su tavola su tela, 171×85 cm. E’ conservato presso la galleria Gemäldegalerie Alte Meister, a Dresda (Germania)

San Sebastiano: storia del dipinto

Probabilmente Antonello da Messina ha visto gli affreschi di Mantegna nella chiesa degli Eremitani a Padova e ha potuto ammirare il “Martirio di San Cristoforo”, a cui ha dedicato il soldato dipinto che vediamo disteso in secondo piano a sinistra del santo.

Anche la colonna che vediamo a terra sulla destra è una citazione del Mantegna; essa ha anche un valore filosofico: ci ricorda l’armonia e la bellezza del corpo umano.

Antonello, infatti, mostra la colonna a terra vicino alla maestosa figura del santo che si erge in tutta la sua possenza, mentre sofferente è appoggiato ad un albero.

San Sebastiano (Antonello da Messina), dettaglio della parte bassa: la colonna, i piedi, i personaggi
La parte bassa in dettaglio: la colonna, il pavimento prospettico, i personaggi e i piedi di San Sebastiano

Il corpo come simbolo

Il pittore messinese in questo dialogo fra colonna classica ed essere umano sviluppa una teoria rinascimentale, l’equilibrio nelle proporzioni e nell’armonia del corpo fra uomo e mondo.

La tecnica: prospettiva e geometria

Anche la prospettiva con la fuga in avanti nel pavimento e l’osservazione del santo dal basso verso l’alto, oltre a ricordare l’Umanesimo e le sue implicazioni teoriche e culturali, ci permette di ammirare il talento di Antonello che crea un quadro dalle forme geometriche perfette.

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La precisione prospettica non rende però il dipinto più freddo, perché la luce, che il pittore distribuisce un po’ ovunque restituisce all’opera la sua magia narrativa.

San Sebastiano (Antonello da Messina), dettaglio del volto, dei comignoli e delle nuvole
San Sebastiano: il dettaglio del volto, dei comignoli e delle nuvole

Antonello da Messina ha cambiato stile con questo dipinto ma rimane fedele alle sue passioni; ad esempio l’arte fiamminga, che celebra nel disegno dei tappeti che sporgono dai parapetti; ci sono poi i dettagli dei comignoli, delle nubi e delle piante che spuntano dai parapetti in alto a destra.

In fondo il San Sebastiano di Antonello da Messina è un’opera straordinaria che mostra la cultura che l’autore ha accumulato in tutta la sua vita. Il “San Sebastiano” è quindi un dialogo fra Umanesimo, Rinascimento e arte fiamminga, illuminati dal talento di Antonello.

Analisi dell’opera

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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall'inglese e dal catalano.

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