Il Mastino dei Baskerville, riassunto del romanzo di A. C. Doyle

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Il mastino dei Baskerville è un celebre romanzo scritto da Arthur Conan Doyle, considerato il “padre” della letteratura poliziesca. L’autore irlandese è molto apprezzato da chi ama il genere letterario “giallo”. E’ la terza storia che ha come protagonista il detective Sherlock Holmes. La prima pubblicazione del libro risale al 1902.

Titolo inglese: The Hound of the Baskervilles
Il titolo originale inglese del libro è: The Hound of the Baskervilles

Il protagonista: Sherlock Holmes

Tra libri e racconti brevi sono oltre sessanta le storie con protagonista il celeberrimo detective. Sherlock Holmes esordì nel romanzo Uno studio in rosso del 1887; comparve in totale in 4 romanzi e 56 racconti. Nel genere giallo – e in particolare in quel filone chiamato giallo deduttivo – Holmes è una vera icona. Probabilmente è l’investigatore più famoso di sempre

L’autore britannico A. C. Doyle scrisse “Il mastino dei Baskerville” cedendo alle insistenze dei suoi lettori e alla pressione dell’editore che volevano che fosse ripristinata la figura di Holmes; l’autore aveva infatti deciso di eliminarlo nel precedente racconto. Pertanto Il Mastino dei Baskerville rappresenta il momento di rinascita della figura di S. Holmes.

Il Mastino dei Baskerville, trama e riassunto

Nel “Mastino dei Baskerville” sono quindi all’opera Sherlock Holmes e John Watson, chiamati ancora una volta a risolvere un caso misterioso ed intricato. La storia è narrata in prima persona da Watson.

Prima parte

James Mortimer chiede ai due inseparabili investigatori Holmes e Watson di indagare sulla morte di Sir Charles Baskerville, un caro amico deceduto in circostanze pressoché strane. L’uomo viene ritrovato privo di vita nel parco della residenza in cui vive, a Dartmoor (nel Devon).

Le forze dell’ordine e il medico che intervengono per primi sul posto imputano il decesso ad un infarto improvviso. Mortimer, però, non è convinto di tale versione dei fatti. Lo ha molto colpito, infatti, l’espressione atterrita stampata sul volto dell’amico e alcune impronte ritrovate nei pressi del cadavere, così grandi da sembrare quelle di un cane di grandi dimensioni. Secondo Mortimer l’amico è stato aggredito e ucciso da un cane posseduto dal demonio, lo stesso che – come narra un’antica leggenda – perseguita tutti i membri maschi della famiglia Baskerville. Essi sono infatti tutti morti prematuramente e in modo violento.

All’inizio del libro Mortimer legge un manoscritto che racconta questa leggenda. Il manoscritto inizia così:

Intorno alle origini del Mastino dei Baskerville molte leggende sono state narrate: discendendo io tuttavia in linea diretta da Hugo Baskerville, e poiché il fatto mi è stato raccontato da mio padre, il quale a sua volta lo apprese dal suo, io l’ho trascritto con la piena certezza che esso accadde esattamente come qui è detto, e vorrei che voi credeste, figli miei, che quella stessa Giustizia che punisce il male possa anche perdonarlo con gran benevolenza, e che non esista anatema per quanto terribile che la preghiera e il pentimento non possano cancellare. Apprendete dunque da questo racconto a non temere le conseguenze del passato, ma piuttosto a essere circospetti per il futuro, affinché le malvagie passioni per le quali la nostra famiglia ha così dolorosamente sofferto non debbano scatenarsi nuovamente per vostra colpa.

Citazione tratta dal sito: Aforismi.meglio.it

Mortimer vorrebbe preservare Sir Henry, l’ultimo membro della famiglia ancora vivente, che è da poco tornato a Londra per questioni ereditarie. Holmes chiede di incontrare Sir Henry per conoscerlo meglio. Per fortuna i due investigatori, sapendo che l’uomo ha ricevuto minacce di morte, riescono a sventare con successo un attentato nei suoi confronti. Tale episodio grave e altre circostanze abbastanza insolite convincono Sherlock Holmes e Watson ad accettare il caso e impegnarsi per risolverlo al più presto. Sarà però Watson ad occuparsi della vicenda in quanto Holmes ha preso impegni in precedenza a cui non può sottrarsi.

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Seconda parte

Il dottor Watson si reca quindi a Dartmoor in compagnia di Sir Henry e Mortimer. Qui comincia a raccogliere indizi nei dintorni dell’abitazione dei Baskerville – Baskerville Hall. Inizia così ad indagare su eventuali motivi di dissenso o malumore dei vicini di casa nei confronti della povera vittima. Cpn il passare dei giorni, però, prende corpo l’ipotesi che ad uccidere il povero Charles Baskerville, possa essere stata una creatura gigantesca che si aggira nella brughiera.

Sherlock Holmes rientra in scena proprio nel momento clou della storia. E’ lui a mettere insieme i vari indizi raccolti dal collega Watson e a ricostruire dettagliatamente tutti gli elementi del caso. Prima che succeda questo, però, purtroppo il cane miete una seconda vittima innocente con le stesse modalità del povero Charles.

il mastino dei baskerville

Finale rivelato (spoiler)

Di seguito viene svelato il finale. Se vuoi leggere il libro ti consigliamo di saltare il prossimo paragrafo in modo da non rovinarti la sorpresa.

Il mastino dei Baskerville (Copertina flessibile)

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L’assassino è Jack Stapleton, un amico di Sir Henry, che si scoprirà essere un discendente della famiglia Baskerville. Il suo scopo era quello di ottenere l’eredità. Per farlo ha addestrato un cane, un mastino, dalle dimensioni gigantesche, con il preciso obiettivo di uccidere prima Sir Charles e in seguito Henry. (La seconda vittima è però un evaso che il cane scambia per Henry a causa dei suoi vestiti). Stapleton rende ancora più demoniaca la figura del feroce cane, applicando alla sua bocca una polvere fluorescente: in tal modo al buio, la sua presenza appare spettrale, come narrava la leggenda. A uccidere il mastino sono Holmes, Watson e Henry, con colpi di pistola. Stapleton muore invece nella brughiera: cercando di fuggire perde la vita nelle sabbie mobili presenti nella zona.

Breve commento al libro

Il mastino dei Baskerville è ritenuto il miglior libro di Doyle: è un caposaldo del suo genere letterario, de è stato tradotto in moltissime lingue, tra cui anche l’italiano.

Il romanzo tiene avvinghiato il lettore alle pagine sin dall’inizio. E’ infatti ricco di suspense e colpi di scena. Il finale poi è del tutto imprevedibile, cosa importante in un libro giallo che si rispetti.

3 curiosità sul libro

  • Nel romanzo Il nome della rosa di Umberto Eco, il nome del protagonista, Guglielmo da Baskerville, è una citazione di questo romanzo
  • Nel 1960 il fumettista Carl Barks, padre di Paperino, ha realizzato la storia The Hound of the Whiskervilles (tradotto in italiano come Il clan di Zio Paperone). E’ una parodia con protagonista Paperon de’ Paperoni.
  • Nel sesto film d’animazione di Detective Conan (Il fantasma di Baker Street) del 2002, i protagonisti si ritrovano all’interno di un gioco in realtà virtuale ambientato nella Londra Vittoriana, dal quale devono cercare di uscire risolvendo il caso di Jack lo squartatore. Per scoprire il colpevole, si recano alla dimora di Holmes, scoprendo però che il famoso detective, insieme al fidato Watson, è in visita proprio alla brughiera del Dartmoor.

Citazione celebre

Una celebre citazione dal libro:

Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno mai osserva.

Sherlock Holmes sullo schermo

La figura e il personaggio di Sherlock Holmes sono divenuti sempre più celebri nel tempo: infatti le trasposizioni televisive e cinematografiche hanno saputo nei decenni evolversi sottolineando sempre le caratteristiche vincenti del detective inglese. In un altro articolo ad esempio abbiamo raccontato la trama insieme alla recensione del film: Sherlock Holmes – Gioco di ombre, del 2011.

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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

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