La Tate Modern Gallery di Londra

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Il 12 maggio 2000 è stata inaugurata a Londra la Tate Modern Gallery, galleria di arte moderna tra le più visitate al mondo. Ogni anno infatti accoglie circa 5 milioni di persone. Il complesso si trova in una struttura particolarissima: una centrale termoelettrica situata sulle rive del Tamigi. La struttura, abbandonata dal 1984 in quando i costi di gestione erano diventati troppo elevati, è stata riconvertita in museo e tutt’oggi ospita sia mostre permanenti che temporanee, quasi tutte gratuite, da qui il segreto del suo successo. Filo rosso delle esposizioni ovviamente l’arte moderna e contemporanea.

Tate Modern Gallery - London
L’edificio della Tate Modern Gallery di Londra visto dall’esterno: l’inconfondibile ciminiera si affaccia sul Tamigi

L’edificio

Il Tate Modern sorge su un sito termoelettrico Bankside Power Station. L’edificio è formato da una ciminiera alta 99 metri ed è stato costruito tra il 1947 e il 1963. Originariamente veniva utilizzato per la produzione di energia ma cadde in disuso negli anni Ottanta quando il prezzo del petrolio si innalzò e i costi superarono le entrate, per questo si decise per la definitiva chiusura nel 1983.

Nel 1995 la Tate Gallery, complesso museale statale, che contava all’epoca ben 3 strutture (Tate Britain, Tate Liverpool, Tate St. Ives), decise di acquistare l’intero sito industriale e riconvertirlo in polo museale. La direzione dei lavori venne affidata allo studio di architetti svizzero Herzog & de Meuron, gli stessi che hanno realizzato l’Allianz Arena di Monaco e lo stadio di Pechino delle Olimpiadi del 2008.

La Tate Modern è stata inaugurata nel maggio del 2000 ed è stato previsto anche un collegamento fluviale tra essa e la Tate Britain, in modo da indirizzare i turisti più facilmente.

Novità del 2012 è stata la piramide di vetro sul lato meridionale, realizzata sempre dallo stesso studio di architetti, che ha incrementato la superficie di molti metri quadrati ed è costata ben 215 milioni di sterline. L’edificio è bellissimo da visitare anche indipendentemente dalle esposizioni al suo interno: le strutture sono state conservate e migliorate per non guastare l’assetto originale.

Le esposizioni

Lo spazio espositivo è stato è diviso in 5 livelli: al secondo e al quarto piano ci sono le esposizioni temporanee, mentre al quinto e al terzo ci sono le esposizioni permanenti, organizzate per linee tematiche. Al terzo piano si trovano due linee tematiche importanti: Poetry and Dream e Material Gestures. La prima è formata da una grande sala centrale e una serie di sale laterali tutte dedicate al Surrealismo ed opere di influenza surrealista. La seconda invece è dedicata ad Espressionismo ed Astrattismo con opere di Claude Monet, Henri Matisse, Tacita Dean, Anish Kapoor, Barnett Newman, Mark Rothko e molti altri.

Il quinto piano ospita invece il tema Energy and Process, che vede come protagonisti l’Arte Povera con alcuni dei suoi più importanti artisti tra cui Alighiero Boetti, Ana Mendieta e Mario Merz. Inoltre è collocato allo stesso piano anche l’altro tema importantissimo: States of Flux. Qui è possibile trovare quadri appartenenti al periodo cubista, futurista, pop art con opere di Picasso, Andy Warhol e del fotografo Eugene Atget.

Tate Modern - Museo
Tate Modern: una foto interna del museo

Altro importante spazio espositivo del museo è la sala delle Turbine, che ospitava i generatori elettrici della centrale ed è una delle più grandi, occupando uno spazio complessivo di 3.400 metri quadri con un’altezza pari a quella di un edificio di sette piani. Viene utilizzata solo tra ottobre e marzo per ospitare delle opere appositamente commissionate ad artisti contemporanei. L’iniziativa fu sponsorizzata da Unilever, multinazionale olandese, e doveva durare solo per i primi 5 anni di vita del museo, ma ha riscosso talmente tanto successo che è stata prorogata fino al 2008.







La disposizione delle opere in ordine tematico è dovuta al fatto che ne mancano alcune di determinati periodi storici. Dal maggio 2006 c’è stato un cambiamento importante: sono stati favoriti i percorsi di alcuni movimenti del XX secolo con l’ampliamento di molte collezioni, in modo da offrire al visitatore uno spaccato ancora migliore sull’arte moderna e contemporanea.

Altri due importanti spazi da menzionare sono: il The Tanks, che si trovano al pianterreno dell’edificio ed erano gli antichi serbatoi di petrolio sotterranei , e il Project Space, una piccola galleria al lato nord dell’edificio 1. Insomma, un museo tutto da visitare e scoprire!

Le opere più importanti

Partendo dal terzo piano, si può visitare prima il settore astrattista, che ospita opere degli anni Cinquanta provenienti sia dall’Europa che dall’America. Tra questi dobbiamo annoverare le opere di Victor Pasmore, padre dell’astrattismo inglese, che elaborò collages con diversi materiali, tra cui plexiglas e tubi di metallo.

Tra gli artisti esposti nel settore Material Gestures dobbiamo annoverare Piet Mondrian, pittore olandese che aderì a movimenti avanguardistici del Novecento. Egli è famoso per aver dipinto quadri molto semplici nella loro apparenza, con quadrati e rettangoli dei colori base quali rosso, blu, giallo, bianco e nero, ma che nascondo una grande complessità di pensiero e chiamati per questo quadri non rappresentativi. In questa zona, in particolare nella sala 7, è possibile ammirare anche alcuni quadri del famoso pittore impressionista francese Claude Monet.

Nella sezione Poetry and dream invece l’attenzione si concentra sui quadri surrealisti di De Chirico nella sala 1 ed altri artisti sempre vicini a questo movimento. Il Surrealismo infatti, partendo dalle idee di Freud, voleva far emergere nella pittura il mondo del subconscio e del sogno, e l’immaginazione che procede senza freni inibitori.

Al quinto piano il settore Energy and Process guarda con interesse a come le forze della natura trasformano i materiali di ogni tipo. Nella sala centrale sono esposte per la maggior parte sculture degli anni Sessanta che non utilizzano più i materiali classici come legno e marmo ma optano per altri di tipo quotidiano, anche organici.

La maggior parte delle opere esposte fanno parte del movimento dell’Arte povera, che privilegiava l’emozione che bisognava suscitare nello spettatore. Tra gli artisti che dobbiamo annoverare e che trova posto al Tate troviamo Michelangelo Pistoletto, la cui Venere degli Stracci rappresenta al meglio la sua creatività ed è proprio qui esposta.

Venere degli stracci - Michelangelo Pistoletto
Venere degli stracci (Michelangelo Pistoletto)

Al quinto piano si trova sia la sala dedicata al Cubismo che quella al Futurismo, tutti movimenti d’avanguardia che cercano di rappresentare la realtà moderna del progresso nel miglior modo possibile. Presenti anche opere dell’italiano Umberto Boccioni, uno tra i più importanti esponenti del movimento futurista. Da qui si passa poi alla pop art di Warhol e di Roy Lichtenstein. Al Tate è infatti possibile ammirare il famoso Whaam (1963) che rappresenta in forma fumettistica lo schianto di un aereo ed è diventato un’icona della pop art mondiale. Consigliatissima la visita di questo grande capolavoro.

Da fabbrica abbandonata a polo museale tra i più visti al mondo: questa la trasformazione della Tate Modern Gallery di Londra.







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Anna D'Agostino

Anna D'Agostino

Anna D'Agostino è nata e cresciuta a Napoli. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, è una grande appassionata di libri e scrittura. Collabora come giornalista pubblicista presso varie testate online e lavora come insegnante di approfondimento letterario presso una scuola media.

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