Fontana (opera di Duchamp)

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Fontana è un’opera realizzata nel 1917 da Marcel Duchamp. Si tratta di una realizzazione di tipo ready-made, ovvero pronta all’uso, che non venne mai esposta al pubblico e che dopo qualche tempo venne anche perduta. Nella fattispecie, si tratta di un comunissimo orinatoio, realizzato da Duchamp, firmato “R. Mutt” e chiamato Fontana, e ancora oggi viene considerato da alcuni storici dell’arte di fama mondiale, come una delle maggiori opere realizzate nel corso del XX secolo.

Fontana (Fountain) – L'orinatoio - opera di Marcel Duchamp, firmata come R. Mutt (1917)
Fontana (Fountain) – Opera di Marcel Duchamp, firmata come R. Mutt – L’originale del 1917 andò persa. Duchamp realizzò in seguito altre copie.

A partire dal 1946, ovvero dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, quest’opera è stata replicata più volte, anche se l’originale mantiene sempre il suo unico, inimitabile, tratto distintivo.

Fontana: l’invenzione dell’opera

Intorno al 1915, un paio di anni prima di concepire Fontana, Marcel Duchamp arriva negli Stati Uniti dove entra a far parte, anche se in maniera tardiva, del Dada, un  movimento che sin dai suoi albori si presenta al grande pubblico come anti-razionale e anti-artistico.

In seguito a questa sua decisione, si dice, dopo aver acquistato un comunissimo orinatoio modello Bedfordshire a New York, comincia a delinearsi, nella testa di Duchamp, l’idea di Fontana. Pare infatti che dopo aver fatto ritorno nel suo studio, l’artista decise di ruotare di novanta gradi l’oggetto appena acquistato e di apporvi la firma “R. Mutt 1917“.

Secondo un’altra versione, invece, l’opera “Fontana” sarebbe frutto di una collaborazione. In una lettera del 1917, indirizzata alla sorella Suzanne, Duchamp avrebbe confessato di aver concepito un’opera ready-made grazie ad una sua amica, che gli aveva inviato un orinatoio con sopra apposta la firma dello pseudonimo “R. Mutt“.

Chi sia questa amica non è dato saperlo con certezza. Il dubbio, invece, è che si tratti dell’artista Elsa von Freytag-Loringhoven oppure di Luoise Norton che qualche tempo dopo scrisse un articolo dedicato all’opera sulla rivista dada “The Blind Man“.

La mancata esposizione

Pare inoltre che in quel periodo Duchamp fosse membro del consiglio della “Society of Indipendent Artists” e che dopo un lungo dibattito con gli altri associati sull’artisticità di “Fontana“, si decise di non mostrare l’opera al grande pubblico durante quella che sarebbe dovuta essere la sua prima esposizione. E fu proprio in seguito a tale decisione che, in segno di protesta, l’artista decise di dimettersi dalla commissione.

La prima apparizione di “Fontana” avvenne invece attraverso l’articolo pubblicato da Luoise Norton sul secondo e ultimo numero di “The Blind Man“, corredato di una foto di Alfred Stieglitz intitolata, in segno di protesta, “The exhibit refused by the indipendents“.

In questo articolo, che si rivelò molto importante per la carriera a venire di Duchamp, si leggeva:







“Se Mr. Mutt abbia fatto o no la fontana con le sue mani non ha importanza. Egli l’ha SCELTA. Ha preso un comune oggetto di vita, l’ha collocato in modo tale che un significato pratico scomparisse sotto il nuovo titolo e punto di vista; egli ha creato una nuova idea per l’oggetto. Le uniche opere d’arte che l’America ha dato sono le sue tubazioni e i suoi ponti”.

Su di sé  e la sua opera, invece, Duchamp diceva:

Ho avuto l’intento di spostare l’attenzione e l’interpretazione artistiche dall’aspetto fisico a quello intellettuale.

Questa però fu l’unica presentazione di “Fontana” che non è mai stata esposta in pubblico.

Lo smarrimento di Fontana e le repliche

Poco tempo dopo questa presentazione, l’opera venne perduta. Secondo Calvin Tomkins, l’orinatorio fu gettato nella spazzatura da Stieglitz, ma questa fu una sorte che capitò a molte delle prime opere ready-made di Duchamp.

Nel corso degli anni vennero però realizzate diverse repliche dell’opera. La prima venne autorizzata dallo stesso artista nel 1950 per una mostra che si tenne a New York. Altre due copie vennero invece realizzate nel 1953 e nel 1963. L’annoo seguente, invece, lo stesso Duchamp ne commissionò altre otto.

Tutte queste copie di Fontana vennero distribuite in diversi musei del mondo come per esempio: L’Indiana University Art Museum, il San Francisco Museum of Modern Art, il Philadelphia Museum of Art, la National Gallery of Canada, il Centre Georges Pompidou, la Tate Modern e la Scottish National Gallery of Modern Art. Le ultime otto repliche vennero realizzate utilizzando una ceramica dipinta e lucidata, così che potesse somigliare il più possibile all’opera originale. La firma apposta era invece in vernice nera.

Nel 2006 una replica di Fontana venne danneggiata nel corso di una mostra organizzata al Centre Pompidou da un artista di nome Pierre Pinocelli. Il suo intento era quello di rendere omaggio a Duchamp ma, visto che nessuno lo credette, venne ugualmente tratto in arresto.

Dopo questo danneggiamento, in diverse occasioni, numerosi artisti urinarono nella Fontana di Duchamp in segno di omaggio. Tra questi spiccano personalità come quella di Kendell Geers, Brian Eno e il duo composto da Yuan Cai e Jian Jun XI.







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Giovanni Di Maggio

Giovanni Di Maggio

Giovanni Di Maggio è nato a Palermo, ha vissuto a Valencia e a Bologna, dove si è laureato in Scienze della Comunicazione. Terminati gli studi ha deciso di ritornare nella sua città natia, dove ha cominciato a lavorare come giornalista, blogger e copywriter per diverse testate giornalistiche sia online che cartacee. Ama scrivere e lo fa con passione, ma soprattutto ama tenersi costantemente informato su tutto ciò che gli accade intorno.

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