Lo straniero, romanzo di Albert Camus: riassunto

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Lo straniero è un romanzo scaturito dalla creatività dello scrittore Albert Camus. L’opera venne pubblicata per la casa editrice francese Gallimard nel 1942. Di notevole interesse sono le tematiche che l’autore affronta nel suo romanzo, come l’assurdità della vita e l’indifferenza del mondo, a detta dei maggiori critici, considerate delle vere e proprie tematiche esistenzialiste.

Lo straniero” è un classico della letteratura contemporanea, dove Albert Camus, con estrema abilità, introduce quel concetto dell’assurdo che nello stesso periodo si troverà a ribadire nel saggio “Il mito di Sisifo”.

Lo straniero (1942), di A. Camus
Una copertina del romanzo “Lo straniero” (1942) e una foto di Albert Camus

Riassunto e analisi

Il linguaggio usato da Camus è semplice e scorrevole. L’autore porta il lettore a immedesimarsi con le vicissitudini del protagonista principale, Meursault, mettendo in evidenza il suo vuoto emotivo, il clima apatico e l’egoismo che lo contraddistinguono. Il protagonista vive la sua vita nell’apatia e nella completa indifferenza; Meursault non avverte la propria anima e si lascia trascinare dal destino senza provare alcuno sconforto, dolore, rabbia o paura.

Il cinismo, il vuoto e l’indifferenza che contraddistinguono il personaggio, risultano agli occhi del lettore perfino scioccanti. Il personaggio sembra spento sia emotivamente che spiritualmente, risulta essere catturato solo da tutto ciò che di materiale lo circonda. Questo comportamento risulta essere ben evidenziato agli occhi del lettore ma senza celare le reali ragioni del perché il protagonista abbia un comportamento simile; oltretutto non risultano visibili neanche le eventuali soluzioni al problema. Meursault viene considerato un eroe “assurdo”. La sua lucida coscienza del reale gli fa individuare la verità di essere e di sentire, arrivandoci attraverso una logica esasperata. Ma come scrisse lo stesso autore Camus, si tratta ancora di una verità negativa, in quanto per il protagonista del romanzo “nessuna conquista di sé e del mondo sarà mai possibile”.







Solo in ultimo il lettore avverte quella sensazione di pace che prima non si era mai trapelata. Lo straniero ebbe un notevole successo da parte dei critici di quel periodo e circa una trentina di anni dopo il romanzo di Camus, venne portato sugli schermi cinematografici da Luchino Visconti nel 1967. Ancora, nel 2001, venne realizzato un film dal titolo Yazgi (Destino) che prende spunto dall’opera di Camus, ad opera del regista di origini turche Zeki Demirkubuz.

Il libro, suddiviso in due parti, narra le vicende di un uomo francese che vive ad Algeri e che si chiama Meursault, un modesto impiegato apatico ed indifferente alla vita, che un giorno riceve un telegramma che gli annuncia la morte della madre, ricoverata in un ospizio a Marengo. Parte per recarsi al cospetto dalla salma, rifiutandosi per altro di vederla, continuando a tenere un comportamento distaccato che lascia senza parole amici e presenti. Risolte le pratiche burocratiche e le formalità, seppellisce la madre sempre mantenendo la sua proverbiale indifferenza. Il giorno successivo, di ritorno ad Algeri, si reca a fare il bagno al porto della città e lì rincontra Maria Cardona, una sua ex collega di ufficio con la quale riallaccia i rapporti che si tramutano in intimi. L’uomo prova solo una sorta di attrazione fisica verso la donna ed è assolutamente privo di sentimenti, mentre Maria è innamorata di lui e vorrebbe sposarlo.

Ma il peggio arriva una domenica, quando, invitato da Raymond Santiès, un vicino di casa, si reca con lui fuori città al mare. Sulla spiaggia, mentre passeggiano, incontrano due arabi che da tempo seguono Raymond per vendicare il comportamento violento di quest’ultimo nei confronti della sorella di uno dei due. Subito dopo l’incontro nasce una lite dove Raymond viene ferito. In seguito Meursault, rincontra per caso i due arabi ma questa volta ha in tasca ha una pistola prestatagli dall’amico Raymond e allorché uno degli arabi, dopo averlo riconosciuto, estrae il coltello, Meursault non si controlla più ed accecato dalla luce del sole, non riuscendo a vedere cosa l’arabo stesse premeditando, spara. Poi, dopo essersi accorto d’averlo colpito, spara ancora quattro volte sul corpo esamine.

Finale

A questo drammatico e tragico fatto seguono: il suo arresto, l’istruttoria ed il processo. La sentenza decide, attraverso la giuria, la sua condanna a morte a mezzo della ghigliottina. Infine, nella cella dei condannati a morte Meursault riceve, dopo averla rifiutata per tre volte, la visita del cappellano. Il colloquio tra i due degenera in uno scontro perché Meursault, avendo poco tempo da vivere, non vuole sprecarlo ascoltando e seguendo la parola di Dio, nel quale non ha mai creduto. Ma quando il cappellano esce dalla cella, Meursault prova per la prima volta, nell’accettazione del suo destino assurdo, una sorta di sensazione di pace. Il romanzo termina con il protagonista che si rende conto di quanto l’universo stesso sembri indifferente nei confronti dell’umanità.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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