L’eleganza del riccio, romanzo di Muriel Barbery: riassunto e analisi

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Muriel Barbery ha scritto il romanzo L’eleganza del riccio (L’Élégance du hérisson), pubblicato nel 2006. Il libro è ambientato in Francia, in particolar modo nei pressi di un’elegante strada del centro parigino: Rue de Grenelle, al numero civico 7.

Si tratta di una strada di larghezza modesta, lungo la quale si trovano pochi negozi particolari ed esclusivi. Sulla via è possibile inoltre ammirare appartamenti di lusso con ingressi spaziosi ed elegantemente rifiniti, alcuni in stile decisamente art déco.

Muriel Barbery: L'eleganza del riccio
L’eleganza del riccio (2006): copertina del romanzo di Muriel Barbery

Analisi del libro

I narratori della storia sono due: Renèe, la portinaia, e la dodicenne Paloma Josse, figlia di un Ministro della Repubblica, che raccontano le loro vicende e descrivono i luoghi mettendo in evidenza le loro esperienze e impressioni personali. I lettori si identificano con le vicissitudini delle due protagoniste del romanzo. Le tematiche affrontate dall’autrice sono molte, ma in particolare si sofferma sulla superficialità degli uomini che preferiscono perdere la capacità di ragionare e apprezzare la cultura, mescolandosi in un unico gruppo di persone, tutte uguali, divise solamente per stereotipi a seconda del ruolo che ricoprono all’interno della società.

Così Reneé, la portinaia che è in realtà una persona coltissima che si interessa da sempre di arte, di filosofia, di cinema, di musica classica e di cultura giapponese, per non scontrarsi con il mondo in cui vive, preferisce dissimulare la propria erudizione, nascondendo la propria vera natura e la propria unicità. Della stessa pasta è fatta anche la dodicenne Paloma che nasconde la propria intelligenza e natura nei riguardi di un mondo di cui crede aver percepito tutta la bellezza e crudeltà e che in fondo le è ostile. Nel libro sono presenti anche importanti citazioni filosofico-letterarie: non mancano richiami espliciti che ci ricordano Tolstoj (con principale riferimento al suo Anna Karenina) e allusioni nietzschiane come la tematica del ressentiment (senso di risentimento e ostilità rivolto contro quello che ciascuno di noi identifica come causa principale della propria frustrazione).







Riassunto

In un elegante palazzo sito in Rue de Grenelle al numero 7, abitato da famiglie dell’alta borghesia, trascorre da ben ventisette anni la sua vita, apparentemente monotona da portinaia, la cinquantaquattrenne Renèe. Il palazzo è dimora di ministri, burocrati, maitres à penser della cultura culinaria. La portinaia si presenta grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Ma in realtà Renée, all’insaputa di tutti i borghesi, nasconde le sue raffinate conoscenze. È una coltissima autodidatta che adora l’arte, la musica, la cultura giapponese ed è esperta anche di filosofia: infatti cita e declama spesso Marx, Proust e infine Kant. Studia Husserl, ascolta Purcell, è appassionata dei film di Ozu, regista giapponese. La sua vita trascorre insieme al suo gatto che si chiama Lev, in omaggio a Tolstoj. I suoi pensieri e il suo sguardo sul mondo sono all’altezza di tale universo culturale, ma la vera Renée che noi lettori conosciamo decide di non svelarsi al mondo e di rimanere clandestina.

Per non essere smascherata, presta grande attenzione a vivere nello stereotipo comune della portinaia: tiene la televisione sempre accesa, anche se nel retro guardiola ascolta Mahler, presta grande attenzione al lessico e alla sintassi, che abbrutisce, acquista cibi e prodotti mediocri tipici della sua classe sociale. In realtà, i colti e ricchi borghesi che vivono nel suo palazzo sono invece l’emblema della crassa volgarità.

Oltre alle sue vicende e vicissitudini, in parallelo, l’autrice si sofferma su quelle vissute dalla dodicenne Paloma, figlia di un ministro ottuso, che vive in perenne lotta con tutta la sua famiglia: in primis con la madre, che non le permette di esternare in tutti i modi quello che davvero è, una piccola donna fragile e debolissima. Con il padre non ha un buon feeling, dato che lui ha come focus della sua vita l’aggressività e la cruda spontaneità, che in politica fanno la differenza. Ha un rapporto complesso anche con la sorella Colombe che studia filosofia solo a fini speculativi e a sua detta non è in grado di affrontare il mondo in maniera autentica. Così, stanca di tutto ciò che quel mondo ottuso e mediocre che la circonda può offrirle, decide di mettere fine alla sua giovane esistenza proprio il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, comprando sonniferi e pensando di dare fuoco all’abitazione in cui vive. Paloma in realtà è una ragazza intelligentissima per la sua età, ma si nasconde anche lei dietro uno stereotipo di ragazzina.

Muriel Barbery
L’autrice francese Muriel Barbery

Finale: l’eleganza del riccio

I due personaggi del libro si incontreranno solo grazie all’arrivo di monsieur Kakuro Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée Michel e aprire il suo cuore di portinaia. “Madame Michel ha l’eleganza del riccio”, scrive Paloma, “fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti”. L’uomo ha il dono di guardare lontano e smaschera sia la portinaia che la ragazzina. Inoltre farà capire a Paloma il significato della vita anche in seguito alla morte improvvisa della portinaia, investita tragicamente da un furgoncino. Solo allora Paloma si ricrede e decide di non togliersi la vita.

Il libro riscosse un successo pazzesco in Francia, ottenendo ben 50 ristampe, vendendo oltre 600.000 copie e aggiudicandosi numerosi premi letterari tra i quali il premio Georges Brassens 2006, il premio Rotary International e il Prix des Libraires. In Italia l’edizione italiana riscosse un incredibile successo e nel febbraio 2008 ottenne il primo posto nella classifica generale delle vendite editoriali. Nel 2008 venne realizzato in Francia il film, diretto da Mona Achache, “Il Riccio” (Le Hèrrison). Il film si ispira all’omonimo romanzo dello scrittore Muriel Barbery e vanta la preziosa collaborazione di Josiane Balasko che è uno dei protagonisti della pellicola cinematografica.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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