Il Patto Molotov-Ribbentrop

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Il Patto Molotov-Ribbentrop venne firmato il 23 agosto 1939 a Mosca. Si trattò di un patto di non aggressione fra la Germania e l’Unione Sovietica. I firmatari furono il Ministro degli Esteri russo Vjačeslav Molotov e il Ministro degli Esteri tedesco Joachim von Ribbentrop. Il motivo per il quale il Patto fu stipulato è da ricercare nella preoccupazione di Stalin di spingere l’appetito espansionista di Hitler verso ovest, almeno temporaneamente, affinché il governo russo potesse organizzare l’Armata Rossa che era stata indebolita negli ultimi anni a causa delle purghe staliniane che avevano sfoltito le fila delle gerarchie militari.

La firma del Patto Molotov-Ribbentrop
La firma del Patto Molotov-Ribbentrop

Inoltre Stalin non si fidava degli inglesi e dei francesi che riteneva troppo deboli ed accondiscendenti con Hitler perché ne sottovalutavano la determinazione a trascinare l’Europa in un secondo conflitto mondiale. In questo senso la sua visione della vera strategia di Hitler accomunò Stalin a Churchill il quale cercò invano di convincere il suo Primo Ministro, Neville Chamberlain, che fosse inutile un accordo con il dittatore nazista perché quest’ultimo aveva in mente solo la guerra. Il Primo Ministro inglese, infatti, d’accordo con il capo del governo francese, Edouard Daladier, aveva accettato di stipulare un accordo con la Germania  che di fatto permetteva a Hitler di conquistare la Cecoslovacchia.

Tale accordo avvenne durante la Conferenza di Monaco il 29 settembre 1938 e vi partecipò anche Mussolini. Questa politica, considerata da molti un segno di debolezza, aveva convinto Stalin che i governi occidentali avrebbero lasciato un ampio spazio di manovra a Hitler, mettendo in serio pericolo l’integrità del territorio russo.

I sette articoli ufficiali del Patto Molotov-Ribbentrop

Il governo del reich tedesco ed il governo dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche desiderosi di rafforzare la pace tra la Germania e l’URSS e di continuare dalle vigenti disposizioni di accordo di neutralità firmate nell’aprile del 1926 fra la Germania e l’URSS, hanno raggiunto il seguente accordo:

Articolo I. Entrambe le Alte Parti contraenti si obbligano a desistere da qualsiasi atto di violenza, qualsiasi azione aggressiva, e qualsiasi attacco tra loro, individualmente o congiuntamente con altre Potenze.

Articolo II. Qualora una delle Alte Parti contraenti dovesse diventare l’oggetto di una azione bellica da parte una terza Potenza, l’altra Alta Parte contraente non darà in alcun modo il proprio sostegno a questa terza Potenza.

Articolo III. I governi dei due Alte Parti contraenti devono, in futuro, mantenere un continuo contatto gli uni con gli altri, ai fini di consultazione e per lo scambio di informazioni su problemi che riguardano i loro interessi comuni.

Articolo IV. In caso di dispute o conflitti che dovessero sorgere tra le Alte Parti Contraenti in nessuna modo le due nazioni parteciperà a qualsiasi raggruppamento di Potenze, che mira all’altro contraente.

Articolo V. In caso di dispute o conflitti che dovessero sorgere tra le Alte Parti contraenti su problemi di qualunque tipo, entrambe le parti dovranno risolvere tali controversie o conflitti esclusivamente attraverso amichevole scambio di opinioni, o, se necessario, attraverso l’istituzione di commissioni di arbitrato.

Articolo VI. Il presente trattato ha una durata di dieci anni, la validità del presente trattato verrà automaticamente prorogata per altri cinque anni, salvo che, una delle Alte Parti contraenti non si opponga entro un anno prima della scadenza del termine.







Articolo VII. Il presente trattato sarà ratificato nel più breve tempo possibile. Le ratifiche saranno scambiate a Berlino. L’accordo entra in vigore non appena viene firmato.

Il Trattato fu presentato all’opinione pubblica come un accordo di non aggressione che sarebbe dovuto durare 10 anni. In realtà fu, soprattutto, un patto di spartizione dell’Europa orientale. Con una clausola segreta di quattro punti i due paesi decidevano il destino dell’Europa.

Protocollo segreto aggiuntivo

Articolo I. In caso di riassetto territoriale e politico nei settori appartenenti agli Stati baltici (Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania), il confine settentrionale della Lituania rappresenta il confine delle sfere di influenza della Germania e URSS. A questo proposito l’interesse della Lituania nella zona di Vilna è riconosciuto dalle Parti.

Articolo II. In caso di riassetto territoriale e politico delle aree appartenenti al stato polacco, le sfere d’influenza della Germania e dell’Unione Sovietica sono delimitate approssimativamente dalla linea dei fiumi Narev, Vistola e San. Il problema di sapere se gli interessi di entrambe le parti rendono auspicabile il mantenimento di un polacco Stato indipendente e come tale stato debba essere limitato, può solo essere risolto, solo nel corso di ulteriori sviluppi politici. In ogni caso entrambi i governi risolveranno la questione per mezzo di un accordo amichevole.

Articolo III. Per quanto riguarda l’Europa sud-orientale la parte sovietica reclama il suo interesse per la Bessarabia. La Germania dichiara il suo completo disinteresse per questi settori.

Articolo IV. Questo protocollo deve essere trattato da entrambe le parti come rigorosamente segreto.

Mosca, 23 agosto 1939.

Per il governo del Reich tedesco v. Ribbentrop

Plenipotenziario del governo della USSR V. Molotov

Conseguenze del Patto Molotov – Ribbentrop

Le conseguenze più immediate del Patto furono la spartizione della Polonia e dei Paesi Baltici che non riacquisirono più l’indipendenza, nemmeno dopo la guerra. Divennero indipendenti solo nel 1991 con il dissolvimento dell’Unione Sovietica. Il meccanismo diplomatico azionato da questo accordo eliminò definitivamente  la politica passiva della Francia e dell’Inghilterra che, dopo l’invasione della Polonia da parte dell’esercito tedesco, avvenuta il 1° settembre 1939, dichiararono guerra alla Germania.







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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall'inglese e dal catalano.

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