Il parasole, storia e analisi del celebre quadro di Francisco Goya

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La scena del quadro “Il parasole” si svolge in un’atmosfera da villaggio, dove Francisco Goya dipinge due figure. Una ragazza ben vestita, secondo i canoni della moda francese, e un servo o forse uno spasimante della giovane, dipinto con i capelli raccolti con una piccola rete e con una cintura di seta colorata. Si tratta di uno dei dipinti più importanti della produzione artistica di Goya.

Il parasole - Goya - El quitasol - The Parasol - 1777
Il parasole (El quitasol, 1777)

Il parasole: analisi del dipinto

La giovane donna è distesa sull’erba con un cagnolino che dorme sulle sue gambe, mentre il corteggiatore la ripara dal Sole con un parasole verde. L’uomo e la donna sono rappresentati come una piramide, proprio al centro del cartone. La figura prospettica invece è bloccata sulla sinistra della rappresentazione con il muro. La scena si sposta infatti sul paesaggio di destra.

È un dipinto caratterizzato dalla luce dei colori accostati. La sottana è di colore arancio e spicca a contrasto con l’azzurro del corpetto, facendo vivificare entrambi i colori, rendendoli sgargianti. Il volto della fanciulla è caratterizzato dalla luce: in un gioco tra luci e ombre, viene evidenziato. Mentre il volto del ragazzo è illuminato dal sole.

Il dipinto è un olio su tela realizzato nel 1777, di centimetri 104 x 152, custodito a Madrid, presso il Museo del Prado. È un’opera che il pittore spagnolo ha eseguito tra il 3 marzo e il 12 agosto 1777, quindi consegnata alla Real Fabrica di Santa Barbara. Pare che all’artista sia stata data una bassa retribuzione. L’opera Il parasole (in spagnolo: El quitasol), infatti, è stata sottostimata, si presume a causa del numero ridotto dei soggetti dipinti.







Il parasole - Goya - dettaglio
Il parasole: i volti in dettaglio

Il significato

Il cartone rappresenta la maja, cioè la ragazza del popolo, e il ragazzo, intenti ad un innocente gioco amoroso. È un tema che è presente in molte opere, questo del parasole, dai romanzi ai quadri, proprio della cultura del tempo. Tanto che per i critici è stato vano rintracciare una fonte, sia figurativa sia letteraria.

Il quadro di Francisco Goya è un’opera ricca di dettagli e di colore, piena di joie de vivre, tipica allusione al regno di Carlo III di Spagna. Tra i colori utilizzati, ce n’è uno che spicca in assoluto: il rosso puro. Insomma, Goya utilizza un colore primario direttamente sulla tela, preludendo gli sviluppi di una pittura romantica o addirittura impressionista.

Breve storia

Goya ha dipinto quest’opera in un momento particolare della sua vita: quando cioè sposa Josefa, sorella di Francisco Bayeu, che faceva parte dell’Accademia Reale delle Belle Arti. Un matrimonio, con la sorella di Bayeu, che assicurò all’artista nuovi contratti di lavoro. Grazie a lui, Goya arriva alla Corte reale, realizzando, tra le altre opere, un ritratto di Carlo IV e dei suoi parenti. Una pittura in cui l’artista spagnolo ritrae tutti i membri della famiglia, che abbiamo già analizzato nell’articolo dal titolo “La famiglia di Carlo IV”.

L’artista spagnolo ha una grande passione per il colore e il gioco delle ombre, come dimostrano le sue opere. Quest’opera fa parte di una collezione e rappresenta uno dei suoi primi lavori: i cartoni per arazzi eseguiti appunto per dei Reali di Santa Barbara. Si tratta di quadri che ritraggono scene campestri, feste e costumi popolari spagnoli. Tra queste opere realizza anche “Il parasole“, dove sviluppa il tema dell’amore. Il dipinto è inoltre considerato un preludio agli sviluppi futuri della pittura romantica.







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Serena Marotta

Serena Marotta

Laureata in giornalismo, nata il 25 marzo 1976, Serena Marotta è anche scrittrice e poetessa. In passato ha collaborato con il "Giornale di Sicilia" e con "La Repubblica" e, attualmente, scrive articoli per il giornale "L'ora" e per questo sito, cura l'ufficio stampa della casa editrice Torri del Vento, del Caffè letterario Riso e dell'associazione Siciliae Mundi. Queste sono in sintesi, le notizie di base per redigere una qualunque biografia. Quello che non può essere né schematizzato né semplicemente elencato, è in primo luogo la passione che riversa in tutto ciò che fa. Il mondo osservato da due occhi verdi carichi di dolcezza e determinazione, una voce sublime che incanta, un’anima che grida attraverso parole che, considerati gli obiettivi che Serena è riuscita a raggiungere, assumono la caratteristica di concreti fatti.

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