Il carciofo: proprietà e benefici

Print Friendly, PDF & Email
La pianta del carciofo
La pianta del carciofo

Nota fin dai tempi antichi, la pianta del carciofo (Cynaria scolymus) è denominata anche Cynara (dai Romani) e Kinara (dai Greci). Pare che anticamente il carciofo fosse utilizzato per individuare l’eventuale stato di gravidanza delle donne e stabilire il sesso del bimbo che portavano in grembo.

Secondo la tradizione, il poeta latino Orazio scelse il nome di una sua amante riferendosi a quello del fiore del carciofo, forse a causa dell’aspetto “polposo” della donna o per il suo carattere non proprio facile, data la presenza delle spine. Il carciofo è una pianta ricca di proprietà benefiche per l’organismo, contiene infatti sali di ferro e potassio indispensabili per la salute.

Uno dei principi attivi che troviamo nel carciofo è la cinarina, una sostanza che favorisce la secrezione della bile e stimola la diuresi in generale. Per non disperdere i benefici di tale sostanza, dicono che sia preferibile mangiare i carciofi crudi, anziché sottoporli a cottura. Il carciofo protegge le funzioni epatiche, per questo se ne consiglia il consumo nella dieta dei malati di diabete.

L’infuso con le foglie di carciofo, eventualmente associate ad altre erbe con proprietà diuretiche e depurative, serve proprio ad eliminare le tossine dall’organismo e ripulire l’organismo in profondità. Il sapore dell’infuso è abbastanza amaro e ad alcuni risulta sgradevole, ma i benefici sono assicurati!

Essendo un alimento ipocolesterolemizzante, il carciofo ha un effetto benefico sull’intero apparato cardiocircolatorio. Il carciofo non contiene molte vitamine, ma in compenso pare che sia ricco di antiossidanti in grado di prevenire i tumori. I carciofi sono molto richiesti in tutto l’anno, per questo molti produttori utilizzano sostanze tossiche per incrementare la produzione, a scapito della salute dei consumatori. In realtà, per godere a pieno dei benefici dei carciofi, è preferibile acquistarli da produzione biologica. Una raccomandazione per le donne che allattano o si apprestano a farlo: meglio evitare il consumo di carciofi, poiché sembra che riducono o inibiscono del tutto la formazione del latte.







Per assicurarsi che il carciofo sia fresco, deve essere compatto e duro, e non deve appiattirsi se si preme forte. Inoltre le foglie devono essere ancora chiuse e ben attaccate al gambo. Non tutti sanno che, una volta sbucciato, il gambo dei carciofi può essere consumato in pinzimonio o in insalata, ed è molto gustoso. L’acqua di cottura non deve essere eliminata, ma può essere aggiunta ad altre pietanze, in quanto è molto ricca di sali minerali.

Carciofi, ricette con carciofi
Carciofi

Il carciofo in cucina

Una ricetta a base di carciofi molto pratica e gustosa è la zuppa di riso e carciofi.

Ingredienti (per quattro persone): 200 gr di riso, 4 carciofi, mezza cipolla, 30 gr di burro, due tuorli di uovo, 1 litro e mezzo di brodo, parmigiano grattugiato, un limone, crostini di pane abbrustolito o fritto al burro.

Come si prepara: dopo aver pulito i carciofi, eliminando le foglie più dure, tagliarli a spicchi piccoli. Riporli in un recipiente con acqua fredda con un po’ di limone. Rosolare in una pentola la cipolla tritata insieme al burro, e quando sarà dorata aggiungere i carciofi.

Versare nella pentola il brodo, fare bollire per circa dieci minuti prima di aggiungere anche il riso. Intanto, verso fine cottura versare nella pentola il riso con il condimento e mescolare. Servire a tavola insieme ai crostini, abbrustoliti o fritti nel burro, a piacimento.

Altre idee per preparare i carciofi sono: la lasagna di carciofi, i carciofi gratinati, la pasta con carciofi e salsiccia.







Aiutaci a farci crescere. Se ti è stato utile, segnala questo articolo

Print Friendly, PDF & Email
Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci è laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La sua grande passione è la scrittura. Ha maturato una discreta esperienza sul web e collabora per diversi siti. Ha anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

L'articolo è interessante?
Lascia un commento per favore. La tua opinione è importante