Aerosmith, Get a Grip (1993)

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Realizzato in studio per conto della casa discografica Geffen Records, l’album “Get a Grip” degli Aerosmith viene pubblicato il 20 aprile 1993. L’ undicesimo album della band statunitense viene premiato con sette dischi di platino e due dischi d’oro, vende circa venti milioni di copie e ottiene due prestigiosi “Grammy Award”. Il disco, che commercialmente riesce ad imporsi bene sul pubblico, si avvale della collaborazione di artisti prestigiosi come il compositore Desmond Child e il cantante Lenny Kravitz.

Aerosmith album "Get a Grip" (1993)
La copertina dell’album “Get a Grip” (1993) degli Aerosmith

Nonostante si tratti di un disco assai riuscito, la critica ritiene che nell’album non esista un filo conduttore, e che sia privo di un progetto musicale coerente. In poche parole, i brani alternano diversi stili tra loro: rock classico, rap, ballads. Le tracce presenti nel disco sono quattordici, i singoli estratti sono sei, ma a quanto pare solo due di questi sono rimasti scolpiti nella memoria del pubblico, perché più commerciali e facilmente canticchiabili: “Cryn” e “Crazy”.

La prima è una “ballad” che basa tutta la sua forza sul ritornello, non è impegnativa e sembra davvero perfetta per le abilità vocali di Steven Tyler. “Crazy” è una ballad che si impone con un coro ripetuto ed è piuttosto monotona, non riesce a sortire l’effetto desiderato, anzi pare che sia un bel po’ soporifera. Meritano un cenno anche il brano “Line Up”, scritto con la collaborazione di Lenny Kravitz, molto orecchiabile e piacevole all’ascolto, e “Shut Up and Dance”, ricca di momenti strumentali talentuosi da parte del chitarrista Perry.







Il brano “Fever”, in perfetto stile hard rock, è invece una canzone effervescente che si rifà ai passati Anni Cinquanta. Che dire di “Living on the Edge”? Questa ballata, elettrica ed acustica insieme, è dotata di una personalità forte, anche se mantiene meno di quel che promette. In “Walk On Down” i toni si smorzano parecchio, la voce di Joe Perry è troppo limpida, il brano è un tantino banale per aver la voglia di riascoltarla più di una volta. Altri brani, come “Gotta Love It” e “Shut Up And Dance” sono invece prive di una loro identità, sono messe lì senza alcuna convinzione, ed il risultato è davvero scarso.

Di sicuro nell’album “Get a Grip” non mancano gli spunti vivaci (vedi “Line Up” e “Amazing”), ma il successo viene dai video programmati sui network musicali mondiali, non certo dalla originalità dei brani. Il disco, sempre secondo la critica, non ha grosse impennate né in senso positivo, né in senso negativo, anche se certi accostamenti sonori, studiati a tavolino, sortiscono il loro effetto.

La copertina di “Get a Grip” raffigura la mammella di una mucca con un orecchino (forse quello di Steven Tyler): agli animalisti che li criticano per questa loro scelta, gli Aerosmith ribattono che la copertina è stata ottenuta al computer. Pare che i toni di “Get a Grip” siano parecchio più morbidi rispetto agli album del passato, per esempio “Pump”, e che vi sia comunque un approccio musicale troppo soft e superficiale.

Che dire di questo album? Il cantante Steven Tyler non delude, come pure la genialità di Joe Perry alla chitarra non si smentisce affatto: basta questo per renderlo uno degli album più venduti nella storia della musica rock? Ai posteri l’ardua sentenza!







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Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci è laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La sua grande passione è la scrittura. Ha maturato una discreta esperienza sul web e collabora per diversi siti. Ha anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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