L’Assemblea Costituente e la libertà di stampa nel 1946

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Siamo nel 1946. Quando l’Assemblea Costituente affronta il problema della libertà di stampa si apre un dibattito: la situazione giuridica è ibrida più o meno in tutti i settori del diritto, perché ancora sopravvive l’ordinamento fascista, appena ritoccato dai decreti emanati d’urgenza.

Articolo 21 della Costituzione - libertà di stampa

L’ultimo decreto del 31 maggio 1946 si limita ad abrogare il sequestro preventivo per via amministrativa previsto dalle leggi fasciste e demanda tale facoltà all’autorità giudiziaria e deve essere convalidato da una sentenza. Il decreto limita il sequestro preventivo, sempre da parte della Magistratura, alle pubblicazioni oscene o che offendono la pubblica decenza.

Nel 1947, si apre il dibattito finale sulla libertà di espressione e l’articolo che risulta dopo il dibattito è il testo che entra a far parte della Costituzione come articolo 21. L’articolo suscita vivaci reazioni sulla stampa di centro e di destra per la questione sequestro.

La Costituente provvede con una legge stralcio sulla stampa: viene fissata la figura del direttore responsabile, direttore proprietario e editore non possono essere cittadini stranieri e inoltre stabilisce il diritto di rettifica.







Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

(Primi due commi dell’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana)

È il 1° gennaio 1948 quando entra in vigore la Costituzione e, nello stesso anno, L’Onu approva la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” che enuncia il principio della libertà di espressione e il diritto di tutti all’informazione.

Nel frattempo, l’Ansa diventa “L’agenzia di bandiera” e l’unica straniera che continua a distribuire il notiziario e i servizi in lingua italiana è L’Associated Press, mentre l’United Press, Reuters e France Press hanno deciso di ritirarsi dal mercato italiano. La Confindustria riesce ad acquistare i due quotidiani economici che escono a Milano, si tratta del “Sole” e “24 ore”. Infine, per contribuire al sostegno dei quotidiani locali di proprietà industriale, fonda L’Aga, Agenzia giornali associati, che fornisce gratuitamente i servizi agli associati.

Nel 1949, i giornali escono a sei pagine più volte la settimana. La formula è ancora Omnibus ma con la prevalenza di argomenti politici e culturali. Il “Corriere” diretto da Missiroli è di nuovo in testa, seguito da “La Stampa”, che è invece diretta da De Benedetti.







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Serena Marotta

Serena Marotta

Serena Marotta è nata a Palermo il 25 marzo 1976. "Ciao, Ibtisam! Il caso Ilaria Alpi" è il suo primo libro. È giornalista pubblicista, laureata in Giornalismo. Ha collaborato con il Giornale di Sicilia e con La Repubblica, ha curato vari uffici stampa, tra cui quello di una casa editrice, di due associazioni, una di salute e l'altra di musica, scrive per diversi quotidiani online ed è direttore responsabile del giornale online radiooff.org. Appassionata di canto e di fotografia, è innamorata della sua città: Palermo.

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