Léopold Zborowski ritratto da Modigliani: storia e descrizione

In questo celebre ritratto vediamo Léopold Zborowski, amico e gallerista di Amedeo Modigliani. L’artista realizzò questa opera nel 1919, un anno prima di morire.

Léopold Zborowski ritratto da Modigliani (1919)
Léopold Zborowski ritratto da Modigliani (1919)

Léopold Zborowski, Zbo

Zborowski fu un commerciante d’arte polacco. Dal 1916 al 1920, anno della morte di Modigliani, strinse con il pittore un sodalizio non solo lavorativo ma anche umano.

Divennero amici perché Zborowski era un profondo ammiratore dell’arte di Modigliani. Ma anche perché era affascinato dalla personalità dell’artista livornese; tanto che in diverse occasioni lo aiutò economicamente.

Zbo è il diminutivo con cui Modigliani era solito chiamarlo.

Zborowski e Modigliani

Fu il mercante polacco a spingere Modigliani a trasferirsi nel sud della Francia, quando il pittore cominciò ad avere problemi di salute.

E fu sempre Zborowski ad affittare lo studio in rue de la Grande Chaumière, a Parigi, per permettere al pittore e alla sua compagna Jeanne Hébuterne di avere una sistemazione appropriata.

In una situazione particolare in cui il pittore non aveva più soldi, Zborowski arrivò a vendere i suoi abiti e alcuni oggetti di valore, proprio per sostenere l’amico.

Léopold Zborowski venne ritratto in diverse occasioni da Modigliani. Nel corso degli anni il pittore potè sperimentare diversi e differenti punti di vista con i quali ritraeva il suo amico gallerista.

Una foto di Léopold Zborowski
Una foto di Léopold Zborowski

Più di un ritratto di Zborowski

In alcuni quadri Modigliani risalta più il poeta: Zbo fu infatti anche un intellettuale e poeta oltre che un commerciante d’arte.

In altre tele, invece, come in questo ritratto in esame, l’uomo viene ripreso nei suoi abiti da commerciante. È elegante, fine, sofisticato, con un abito di colore marrone bruciato, pettinato alla moda, curato. Zbo appare con gli occhi azzurri, riflessi in sé stesso, in una postura elegante.

Dietro al soggetto appare uno sfondo azzurro e brunito.

I ritratti di Modigliani sono un pretesto per l’artista. Sono una scusa per dipingere in modo formale il soggetto. Ma in realtà lo sguardo, la postura, l’atteggiamento hanno una misterica consequenzialità di pensieri, i quali portano lo spettatore ad indagare la personalità di colui che viene ritratto.

Di conseguenza l’osservatore è portato a cercare di comprendere il modo in cui Modigliani osservava gli altri.

Sul pittore: leggi anche la biografia Modigliani, l’ultimo dei romantici, di Corrado Augias

Dati sintetici del quadro

Anno: 1919

Tecnica: Olio su tela

Misure: Cm 100 x 64

Ubicazione: Brasile, San Paolo; Museu de Arte de São Paulo Assis Chateaubriand

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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall'inglese e dal catalano.

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