Il caso Rosenberg

Julius ed Ethel Rosenberg sono due coniugi di New York protagonisti di una triste vicenda che portò entrambi a varcare la soglia del carcere.

Siamo nel periodo della Guerra Fredda (tra la metà degli anni Quaranta e la metà degli anni Cinquanta) e i rapporti tra Stati Uniti e Unione Sovietica sono alquanto complicati. Julius è un militare che ricopre il ruolo di sergente nell’esercito americano, e per questo motivo si ritrova, suo malgrado, ad avere contatti con persone che a vario titolo scambiano informazioni con l’Unione Sovietica.

Ethel e Julius Rosenberg
Una foto con Ethel e Julius Rosenberg

Julius Rosenberg, pur essendo un attivista politico, è un uomo semplice e discreto che non possiede certo informazioni rilevanti, né ha le competenze necessarie per procurarsele. E neppure sua moglie Ethel è al corrente di notizie importanti che possono compromettere gli interessi delle due potenze in conflitto. Intanto in America dilaga una vera e propria fobia nei confronti dei comunisti. Chiunque manifesti simpatia o vicinanza al comunismo viene incriminato di reati gravi e sbattuto in prigione.

Tra i fautori di questo clima di “caccia alle streghe” vi è il senatore del Wisconsin, Joseph McCarthy. Da lui trae ispirazione il nome di “maccartismo” attribuito a tale periodo di insicurezza e sospetto. I due coniugi Rosenberg sono vittime innocenti di questo difficile momento storico: vengono infatti processati con l’accusa di aver trasferito all’Unione Sovietica informazioni che riguardano la costruzione della bomba atomica, durante il secondo conflitto mondiale.

E’ esattamente il 29 marzo 1951 quando Ethel e Julius Rosenberg vengono accusati di spionaggio e cospirazione. L’accusa non riesce a fornire durante il processo tutte le prove che servono per l’incriminazione, e la signora Ethel viene considerata in tutta la vicenda una semplice dattilografa che scrive per conto del marito Julius. Pur non esistendo l’impianto accusatorio, il processo va avanti. L’accusa avanza la richiesta di pena di morte per i coniugi Rosenberg.

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La difesa reagisce prontamente: perché chiedere la pena capitale per il reato di spionaggio, visto che è prevista solo durante la Guerra? Il processo si svolge nel 1951, quando ormai il conflitto mondiale è ormai lontano. L’accusa eccepisce che i fatti contestati risalgono alla Seconda Guerra Mondiale, quindi la richiesta di pena di morte nei confronti degli imputati è legittima.

La difesa obietta che, a volerla dire tutta, durante la Guerra l’Unione Sovietica e l’America erano alleati. Quindi, come si fa a condannare un reato di spionaggio compiuto con un alleato? Nonostante queste ragionevoli motivazioni, i coniugi Rosenberg vengono condannati a morte il 5 aprile 1951. La pena capitale (sedia elettrica) viene eseguita due anni dopo, il 19 giugno 1953, nel carcere newyorkese di Sing- Sing.

Nel 1990, in onore della coppia ingiustamente uccisa è stato istituito un Fondo che si occupa della assistenza e recupero dei figli perseguitati a causa dell’attivismo politico, il Rosenberg Fund for Child. Molti artisti e cantanti hanno ricordato i coniugi Rosenberg nelle loro opere, per esempio il pittore italiano Renato Guttuso e il cantante Bob Dylan.

Renato Guttuso: Ritratto di Julius ed Ethel Rosenberg
Julius ed Ethel Rosenberg: ritratto a matita di Renato Guttuso

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Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci è laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La sua grande passione è la scrittura. Ha maturato una discreta esperienza sul web e collabora per diversi siti. Ha anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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