Gioia di vivere (Joie de vivre, quadro famoso di Matisse)

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Joie de vivre” (Gioia di vivere) è un olio su tela del 1905-1906 del pittore francese Henri Matisse, di centimetri 175 x 241, conservato a Merion, presso the Barnes Foundation. Il tema del dipinto si riallaccia a “Luxe, Calme et Volupté” . Matisse realizza una composizione piatta, dalle tinte accese e solari, secondo i canoni fauves, sottolineata da forti contorni scuri simili ad arabeschi. Adesso è infatti la linea a trionfare sul colore, con il quale Matisse cerca una difficile convivenza.

Henri Matisse: Joie de vivre (Gioia di vivere)
Matisse: Gioia di vivere (Joie de vivre, 1905-1906)

Gioia di vivere (Joie de vivre): il quadro

Il pittore illustra attraverso nudi femminili in abbandono sulla spiaggia, un’epoca primitiva e idilliaca. Il paesaggio in Gioia di vivere è semplice e lineare, costruito con rossi, verdi e viola accesi come quelli fauves dipinti a Collioure nell’estete del 1905. Le figure sono inedite e di pura invenzione. Rappresentate in maniera indipendente, vivono di vita propria e sono raccordate da quel piccolo girotondo danzante che si vede sullo sfondo. Matisse fonde in questo dipinto uomo e natura in una specie di ritorno al primitivo. Il paesaggio è rappresentato con colori innaturali: si veda, per esempio, l’albero rosa, dello stesso colore della pelle delle bagnanti, una scelta che forse vuole sottolineare l’unione tra uomo e natura.





Il dipinto fu esposto al Salon des Indépendants nel 1906, provocando la reazione dell’amico Paul Signac che lo definì “un dipinto con colori ripugnanti e troppo spessi con contorno largo un pollice” e alcune perplessità suscitò anche nel collezionista Leo Stein che, dopo averla acquistata, la rivende al collezionista danese Christian Tetzen –Lund, che la cede poi al dottor Barnes.

Questo grande dipinto rappresenta una svolta nel percorso di Matisse, in quanto recupera, accanto al colore fauve, la linea sinuosa e decorativa. Il colore, nei dipinti fauves, costruisce immagini, senza linea né disegno. Il pittore sente la necessità di far conciliare i diversi mezzi espressivi e desidera riconquistare la linea e il disegno, elementi fondamentali nella pittura per raggiungere l’armonia dei maestri classici.





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Serena Marotta

Serena Marotta

Serena Marotta è nata a Palermo il 25 marzo 1976. "Ciao, Ibtisam! Il caso Ilaria Alpi" è il suo primo libro. È giornalista pubblicista, laureata in Giornalismo. Ha collaborato con il Giornale di Sicilia e con La Repubblica, ha curato vari uffici stampa, tra cui quello di una casa editrice, di due associazioni, una di salute e l'altra di musica, scrive per diversi quotidiani online ed è direttore responsabile del giornale online radiooff.org. Appassionata di canto e di fotografia, è innamorata della sua città: Palermo.

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