Vincenzo Di Michele: intervista all’autore di “Cefalonia, io e la mia storia”

Print Friendly, PDF & Email

Quella che pubblichiamo di seguito è una breve intervista allo scrittore e giornalista Vincenzo Di Michele. In passato ha scritto diversi saggi – per un approfondimento vi rimandiamo alla sua biografia; nel 2017 ha pubblicato invece un romanzo biografico “Cefalonia, io e la mia storia“. L’autore racconta in quest’opera i giorni del mese di settembre del 1943 a partire dalla strage di Cefalonia, con la tragedia che coinvolse i militari italiani che facevano parte della divisione Acqui. Il libro propone anche testimonianze su quei fatti e su ciò che avvenne dopo lo sterminio messo in atto dai tedeschi. L’intervista che segue approfondisce alcuni aspetti legati a questa storia e a questo libro.

Vincenzo Di Michele - intervista
Vincenzo Di Michele durante una presentazione del suo libro


Vincenzo Di Michele, nel suo ultimo romanzo storico, “Cefalonia, io e la mia storia”, si dà ampio risalto ad una vicenda della sua famiglia.

Dentro di me già sapevo che prima o poi avrei raccontato la storia di un mio zio che non è più tornato da Cefalonia. Sì! Già sapevo che l’avrei tramandata ai miei figli così come i miei bisnonni l’hanno tramandata ai miei nonni e via via a me. Ogni altra cosa che ho fatto è stata solo un opera di abbellimento di modo che tutti possano leggere al meglio questa mia storia biografica.

La pagina dell’Eccidio di Cefalonia è ancora da scrivere completamente?

L’intera vicenda storica deve essere affrontata nell’ottica di una diversa rivisitazione, a cominciare da una scomoda verità sulle debolezze del generale Gandin, che nei fatti consentì a quei pochi sovversivi di prevalere sulla massa dei deboli: “Dodicimila soldati italiani tutti obbedienti agli ordini”. E poi qualcosa di più a proposito del numero dei morti di cui non si ha ancora oggi un’idea precisa essendo i numeri molto diversi tra loro. Chi parla di duemila morti chi di quattromila chi di novemila. Non mi sembra che ci sia una trattazione esauriente a proposito dei disertori perché secondo me furono molti i soldati che disertarono a Cefalonia. Inoltre una rilettura a proposito degli eroi di Cefalonia che furono immolati in nome della Resistenza e consacrati nel corso degli anni come i salvatori della nuova Patria: “L’Italia antifascista”.







Si arrabbierebbe se qualcuno la definisse revisionista?

Se revisionismo significa ritornare indietro nell’analisi storica con nuovi elementi , con altre prove e soprattutto con ponderate riflessioni senza pregiudizi ideologici e/o di parte dico e affermo : “sono un revisionista”. Alla resa dei conti : “La storia non la fanno i vincitori” ; ecco perché sono un revisionista. .

Foto di Vincenzo Di Michele
Vincenzo Di Michele

Secondo lei, quanto accaduto oltre settant’anni fa ha contributi a creare una coscienza nazionale?

Non credo che l’eccidio di Cefalonia fu significativo in quei tempi nel senso della creazione di una coscienza nazionale. Con il tempo però divenne un simbolo effettivo tanto è che si è parlato anche degli eroi di Cefalonia che furono immolati in nome della Resistenza e quindi consacrati nel corso degli anni come i salvatori della nuova Patria: “L’Italia antifascista”. Senza alcuna influenza di parte, io credo come storico che oggettivamente si debba parlare dei martiri di Cefalonia e di una tragedia che si poteva e doveva evitare.

Un’ultima riflessione?

Per coloro che eventualmente mi criticassero per questa mia analisi sulle vicende di Cefalonia, nel senso di aver conferito giustificazioni e argomentazioni in favore dei soldati tedeschi , consiglio vivamente di leggersi un altro mio libro: “L’ultimo segreto di Mussolini” (peraltro anche in lingua inglese: The last secret of Mussolini) circa l’accordo sottobanco tra i tedeschi e il governo Badoglio. Dopodiché possono procedere in un giudizio definitivo circa la mia obiettività storica.







Aiutaci. Se ti è stato utile, segnala questo articolo

Print Friendly, PDF & Email
Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

L'articolo è interessante?
Lascia un commento per favore. La tua opinione è importante