Viaggio al termine della notte, romanzo di Céline (riassunto)

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Uno dei libri più conosciuti dello scrittore Louis-Ferdinand Céline e pubblicato nel 1932 è “Viaggio al termine della notte“. Nel romanzo, l’autore enfatizza la disperazione che pervade i personaggi che vivono nel periodo del Novecento. Nell’articolo seguente mettiamo a disposizione un riassunto della trama del romanzo insieme a una breve analisi con commento all’opera.

Viaggio al termine della notte - lbro
Viaggio al termine della notte” è un romanzo del 1932 di Louis-Ferdinand Céline

Analisi del libro

Nel libro “Viaggio al termine della notte“, lo scrittore adotta uno stile ricco, facendo larghissimo uso di alcune figure retoriche come, ad esempio, ellissi ed iperboli, adottando molto spesso parole gergali. L’autore dedica il romanzo, che è chiaramente autobiografico, alla ballerina americana di cui era perdutamente innamorato e che risponde al nome di Elizabeth Craig. Da sfondo alle vicende dei protagonisti, vi è l’avvento della Prima Guerra Mondiale. L’autore, per il titolo, prende spunto da una canzone dell’ufficiale svizzero Thomas Legler, che cita le seguenti parole:

La nostra vita è come il viaggio di un viandante nella notte; ognuno ha sul suo cammino qualcosa che gli reca pena.

Viaggio al termine della notte: riassunto

Il romanzo narra le vicende di Ferdinand Bardamu che decide di mettersi in gioco arruolandosi come volontario nell’esercito francese. Ferdinand, però, rimane ferito durante un combattimento. Durante il periodo di convalescenza a Parigi, il ragazzo incontra Lola (una ragazza americana) e ben presto perde la testa per lei.

È cominciata così. Io, avevo mai detto niente. Niente. È Arthur Ganate che mi ha fatto parlare. Arthur, uno studente, un fagiolo anche lui, un compagno. Ci troviamo dunque a Place Clichy. Era dopo pranzo. Vuol parlarmi. Lo ascolto. “Non restiamo fuori! mi dice lui. Torniamo dentro!”. Rientro con lui. Ecco. “‘Sta terrazza, attacca lui, va bene per le uova alla coque! Vieni di qua”. Allora, ci accorgiamo anche che non c’era nessuno per le strade, a causa del caldo; niente vetture, nulla. (INCIPIT)

L’uomo, dopo un periodo di relativa serenità, decide di partire alla volta degli Stati Uniti, per raggiungere l’amata Lola. Ma il destino è avverso e, invece di ritrovarsi a New York, una serie di circostanze tragicomiche lo porteranno addirittura alla volta dell’Africa.

L’uomo sarà costretto a spostarsi in vari paesi colonizzati nel tentativo di trovare una sua strada, sia nel mondo che nella vita, ma il suo tentativo fallirà miseramente.

Nella seconda metà dell’opera, l’uomo fa ritorno in Francia e precisamente a Parigi. Qui rincontra l’amata Lola e, facendosi prestare una notevole somma di denaro dalla ragazza, apre un’attività. Ferdinand apre uno studio medico in un degradato sobborgo di Parigi (la fittizia La Garenne-Rancy)







Ben presto, della professione di medico si stancherà e deciderà di abbandonare questa esperienza.

Finale

Il finale del romanzo “Viaggio al termine della notte” lascia un po’ di amaro in bocca al lettore. Questo lavoro di Louis-Ferdinand Céline vuole essere anche una sorta di satira contro la professione medica e la vocazione della ricerca scientifica: lo si evince quando l’autore narra degli incontri del protagonista con Léon Robinson, un personaggio sventurato e dagli atteggiamenti piuttosto ambigui. Nel romanzo, l’autore vuole sottolineare gli aspetti cruenti di quel periodo storico, partendo dall’orrore della guerra, dalle trincee delle Fiandre, continuando il suo viaggio nelle terribili colonie africane.

Le vicende poi si spostano a New York, dove il personaggio principale del romanzo si trova, da una parte, a frequentare la ricca borghesia e, dall’altra, a conoscere la vita quotidiana della “brutta” America ovvero quella delle catene di montaggio dell’industria automobilistica di Detroit. Infine, il ritorno in Europa, a Parigi, vivendo e trascorrendo questa nuova esperienza a contatto della periferia della capitale francese, tra gente che ha atteggiamenti abietti e priva di ogni scrupolo. L’autore si immedesima nel personaggio principale, Ferdinand Bardamu, che è il suo riflesso.

Louis-Ferdinand Céline
Una foto dell’autore Louis-Ferdinand Céline

Temi trattati

Secondo il pensiero dello scrittore, gli uomini sono condannati a mentire a tutti, continuando a comportarsi falsamente sempre e per tutta la vita, finché ci si accorge che è troppo tardi per rimediare agli errori passati. Gli uomini ripensano al male fatto solo in punto di morte, ma ormai è troppo tardi. Il romanzo “Voyage au bout de la nuit” è stato definito dallo stesso autore “un nichilistico spaccato in cui si mescola misantropia fino a toccare delle punte di cinismo”. Il romanzo rappresenta lo scandalo della gente senza Dio, senza una famiglia, senza una città propria, senza patria, senza amici, senza moglie, senza una casa e rappresenta l’errare umano sia nell’animo che nel corpo.

Commento all’opera

L’opera “Viaggio al termine della notte” ottenne un grande successo sia in termini di pubblico che di critica quando fu pubblicato nell’ottobre del 1932. In seguito, il romanzo è stato tradotto, nel 1933, in italiano, grazie al prezioso contributo del collaboratore di Gian Dauli, Alex Alexis, direttore editoriale della Dall’Oglio Editore. Il critico francese Albert Thibaudet disse apertamente che il romanzo di Céline era un comune argomento di conversazione serale. Per altri critici, invece, si trattava di un romanzo comunista che narrava di episodi di guerra raccontati molto bene. Il libro scritto in francese argotico un poco esasperante, ma in generale caratterizzato da molta verve. Dopo una serie innumerevole di ristampe, la stessa casa editrice, oggi chiamata con il nome di Corbaccio Editore, l’ha ripubblicato nel 1992 optando per una nuova traduzione e con note a cura di Ernesto Ferrero.

Ancora oggi, il romanzo di Louis-Ferdinand Céline è letto da un pubblico variegato. La citazione introduttiva del romanzo è stata usata come “epigrafe” del film “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino:

Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario: ecco la sua forza, va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città e cose: è tutto inventato.

Vinicio Capossela trae spunto dal libro di Louis-Ferdinand Céline per realizzare il testo della sua canzone dal titolo Bardamù che è una traccia dell’album “Canzoni a manovella”.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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