Gli attacchi terroristici di Sharm El Sheikh del 2005

Print Friendly, PDF & Email

Sharm El Sheikh è una località marittima molto apprezzata dai turisti di tutto il mondo: è situata nella parte meridionale dell’Egitto, precisamente nella penisola del Sinai. Proprio perché meta turistica da parte di tanti occidentali, l’Egitto è considerato un luogo “caldo” per gli attentati di matrice terroristica. Il 23 luglio 2005 proprio in Egitto una serie di attacchi terroristici hanno sconvolto la città turistica di Sharm El- Sheikh: le vittime sono state diverse decine, tra cui sei italiani. Quella avvenuta nel 2005 è l’azione terroristica con il maggior numero di vittime nella storia dell’Egitto, e la data coincide con il “Giorno della Rivoluzione” (la ricorrenza che ricorda lo spodestamento del sovrano Faruq da parte di Nasser, avvenuta nel 1952).

Gli attacchi terroristici di Sharm El Sheikh del 2005

Secondo le fonti, l’attacco a Sharm El Sheikh è stato provocato da tre diverse autobombe. La prima esplosione è avvenuta durante la notte, presso il “Mercato Vecchio” di Sharm, verso le 01.15 (ora locale): in questo orario la maggior parte dei turisti è solitamente ancora in giro nei locali o ristoranti della zona, quindi poteva andare molto peggio, una vera e propria carneficina.

Gli attacchi terroristici di Sharm El Sheikh del 2005

La seconda bomba ha colpito invece un hotel a quattro stelle, il “Ghazala Gardens” situato fuori dalla città (a circa sei chilometri, sulla costa), frequentato per lo più da turisti di tutto il mondo. Le due autobombe, molto forti, hanno fatto sentire il loro rumore anche a distanza di molti chilometri. A causa di questi attentati l’affluenza dei turisti occidentali si è fermata per circa due mesi. Pare che oggi, seppure in lieve calo a causa della crisi economica, ci sia una ripresa.







L’anno dopo, il 26 aprile 2006, i terroristi hanno colpito la località di Dahab: il bilancio delle vittime è stato di 18 persone, la maggior parte di esse proveniva dall’Occidente e si trovava lì in vacanza. Ma a chi va attribuita la responsabilità di questi attentati?

Per quelli del 2005 avvenuti a Sharm, sul web un gruppo chiamato “Brigate Abd Allah Azzam” ha rivendicato il gesto: si tratta di estremisti islamici che fanno capo all’organizzazione di al-Qa’ida. Successivamente altri due gruppi hanno rivendicato le esplosioni del 2005: i “Sacri guerrieri egiziani” e il “Gruppo Tawhid e Jivad in Egitto”, ma non è stato possibile accertare la veridicità delle loro affermazioni.

Per quali motivi vengono presi di mira i turisti occidentali? I militanti appartenenti a questi gruppi organizzano attentati per opporsi al governo di Mubarak e per ragioni legate al fondamentalismo islamico: per questo i loro obiettivi sono le persone che si servono dei servizi turistici dello stato e che non appartengono alla religione musulmana.

Prima del 2005, l’Egitto è stato sconvolto da altri attentati di matrice terroristica: nel 2004 a Taba, nel Sinai, sono morte trentaquattro ragazze (comprese due nostre connazionali). Il terrorismo è un fenomeno allargato, che non si può circoscrivere, per questo fa così tanta paura. La questione della sicurezza interessa tutte le nazioni del mondo, nessuna esclusa. I terroristi potrebbero colpire ovunque, chiunque potrebbe restarne vittima.

Molto toccanti i racconti dei turisti scampati alla strage, mentre erano a godersi una vacanza, la maggior parte di loro non riesce ancora a credere a ciò che ha visto e sentito. Non si è davvero più sicuri in nessuna parte del mondo? E’ questo il vero obiettivo del terrorismo: minare il senso di sicurezza delle persone, aldilà di ogni fede e nazionalità.







Aiutaci a farci crescere. Se ti è stato utile, segnala questo articolo

Print Friendly, PDF & Email
Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci è laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La sua grande passione è la scrittura. Ha maturato una discreta esperienza sul web e collabora per diversi siti. Ha anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

L'articolo è interessante?
Lascia un commento per favore. La tua opinione è importante