Il pittore e la modella (opera di Henri Matisse): analisi del dipinto

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Dopo aver lavorato dal 1909 al 1913 nello studio di Issy-les- Moulineaux, Henri Matisse si trasferisce al numero 19 di quai Saint-Michel, al piano di sotto del suo vecchio studio, un ambiente vicino a Notre Dame. E’ qui che nascono diversi quadri sul tema dell’atelier. Tra questi, “Il pittore e la modella“, realizzato tra il 1916 e il 1917.

Il pittore e la modella - Matisse - dettaglio
Dettaglio centrale del quadro

Il pittore e la modella: analisi del quadro

Si tratta di un olio su tela, di centimetri 146,5 x 97, custodito al Centre Georges Pompidou di Parigi. L’artista ne parla in una lettera scritta all’amico Camoin. La scena è delle più belle: nell’atelier che si affaccia sulla Senna, Matisse vede il paesaggio col Palazzo di Giustizia e, con la sua tavolozza, davanti al cavalletto, dipinge la sua modella italiana: Laurette.

Il pittore e la modella - Matisse - quadro
Il pittore e la modella (1916-1917, Henri Matisse) – Una foto del quadro completo

La donna è vestita di verde, siede su una poltrona color malva, lo sfondo è scuro, mentre accanto c’è una parete bianca con appeso uno specchio veneziano. In questo dipinto, si notano due motivi importanti della pittura di Matisse: uno è il rapporto interno-esterno, l’altro è quello del quadro dentro al quadro. I due motivi sono legati tra loro da una tensione psicologica, da grande rigore geometrico, nonché cromatico e spaziale. I due personaggi ritratti sono senza fisionomia, immobili.







Matisse con una modella - foto del 1939
Matisse con una sua modella – Foto del 1939

Laurette e Matisse

La modella Laurette è ritratta con linee sintetiche, con il suo riflesso, anch’esso schematico, che si vede sul ritratto posto sul cavalletto. E’ un ritratto quasi astratto, bicolore, verde e viola. Quest’opera realizzata dall’artista francese è solo una dei 50 ritratti che Matisse dedica a Laurette, “la modella meridionale con le ciocche come anguille”, ripresa nelle più svariate pose. Lei ha circa trent’anni, è alta, capelli corvini ed è splendida. E’ emigrata a Parigi con la sorella Rosa, più giovane di qualche anno. Quando incontra Matisse è il periodo in cui l’artista vive un momento di smarrimento. Egli è appunto alla ricerca di se stesso, di un nuovo stile e di una nuova personalità.

Tra i due nasce un rapporto di lavoro incerto, a tratti traumatico, destinato a migliorare a poco a poco sino a raggiungere livelli di armonizzazione, che danno all’artista la capacità di arricchirsi, sempre più ispirato da questa figura di donna. Abbandona il vecchio stile a favore di impostazioni dolci e armoniose.

Laurette costituisce la chiusura di un’epoca e l’inizio di una nuova, di una nuova vita per Matisse. Questa donna rappresenta una rivoluzione e uno sconvolgimento nella sua esistenza. Si instaura un rapporto di simbiosi perfetta delle due anime, una storia unica a livello di tutta l’arte occidentale. Pare che la loro intesa sia durata sino alla fine, proprio perché i due sarebbero morti lo stesso anno, a distanza di un mese l’uno dall’altro, anche se non si sono più visti. Prima morì Henri Matisse, poi la bella modella.

Henri Matisse e una sua modella
Foto di Henri Matisse mentre studia un’altra sua modella







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Serena Marotta

Serena Marotta

Laureata in giornalismo, nata il 25 marzo 1976, Serena Marotta è anche scrittrice e poetessa. In passato ha collaborato con il “Giornale di Sicilia” e con “La Repubblica” e, attualmente, scrive articoli per il giornale “L’ora” e per questo sito, cura l’ufficio stampa della casa editrice Torri del Vento, del Caffè letterario Riso e dell’associazione Siciliae Mundi. Queste sono in sintesi, le notizie di base per redigere una qualunque biografia. Quello che non può essere né schematizzato né semplicemente elencato, è in primo luogo la passione che riversa in tutto ciò che fa. Il mondo osservato da due occhi verdi carichi di dolcezza e determinazione, una voce sublime che incanta, un’anima che grida attraverso parole che, considerati gli obiettivi che Serena è riuscita a raggiungere, assumono la caratteristica di concreti fatti.

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