Paolo Salvati: dell’Uomo e l’Artista

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L’articolo che segue è stato redatto dal Dott. Cav. Andrea De Liberis, Critico e consulente tecnico dal 1977 di opere d’arte e membro della Confederation International des Associations d’Espert st de Conseils, storico dell’arte. Presidente dell’Istituto Europeo delle Politiche Culturali ed Ambientali

Omaggio in ricordo dell’Uomo e l’Artista

L’Illustre Maestro espressionista Paolo Salvati, si spense il 24 giugno 2014 a Roma.

Paolo Salvati nasce a Roma il 22 febbraio 1939 in Via Labicana, è stato un Maestro pittore espressionista dell’Arte Moderna Italiana, ritrattista disegnatore, restauratore, liutaio per chitarra classica da concerto.

Roma: Paolo Salvati in Piazza Navona
Paolo Salvati mentre dipinge in Piazza Navona a Roma

Illustre Maestro, è un titolo che difficilmente si accosta ad un autore che non calca un palcoscenico, che non vive di visibilità mediatica o di mercato. Paolo Salvati è Illustre perché istituzionalmente riconosciuto, Illustre perché lo racconta la sua opera, è stato un grande uomo libero, ha vissuto di un’arte pura, ha sofferto con grande dignità una condizione difficile perché fuori dal sistema per scelta. Per il Grande Artista non è la legge di mercato che da valore all’opera ma esclusivamente l’emozione che la sua opera scaturisce nell’animo umano.

Dipinge opere di grande spessore lirico come la Pietra Blu dipinta dal 1973 al 1974, le tele dei Sogni di Primavera e d’Estate dal 1974 al 1975, le tele Alberi Blu dal 1980, dipinge una serie intitolata Fronde Rosse dal 1980 al 1994, la Montagna Gialla nel 1991, paesaggi, marine, numerosi ritratti. Partecipa alle Rassegne di Arti Plastiche e Figurative di Trinità dei Monti e Galleria Alberto Sordi già Galleria Colonna a Roma. Lavora come miniaturista e ritrattista in Piazza Navona a Roma dagli anni 70 agli anni 90, dipinge miniature olio su tavola raffiguranti monumenti romani e paesaggi di fantasia, disegna numerosi ritratti.







Paolo Salvati: Ninfee - Omaggio a Monet - Olio su Tela 60x70 - anno 2012
Ninfee – Omaggio a Claude Monet – Olio su Tela 60×70 (Paolo Salvati, 2012)

Le opere di Paolo Salvati sono conservate in importanti collezioni private e raccolte pubbliche. Il 13 dicembre del 2005 è istituzionalmente riconosciuto Cittadino Illustre in ambito Regione Lazio, LR. 21/99 provvedimento n. 1103. Dipinge sempre magistralmente nel dicembre del 2010 una serie di ritratti su tela in tecnica mista per etichette di una produzione di Bottiglie d’Autore intitolata UNICA, un lavoro che unisce identità forti che si esprimono con l’arte del colore e del gusto enologico della nostra terra.

Paolo Salvati: Paesaggio Inventato - olio su tavola 40x50 - anno 2008
Paesaggio Inventato – olio su tavola 40×50 (Paolo Salvati, 2008)

Numerose mostre collettive, estemporanee e personali dedicate alla sua opera. Il 20 e 21 ottobre 2012 il pilota Andrea Palma corre nell’Autodromo Nazionale di Monza durante le prove e in gara esponendo una replica di un ritratto dipinto da Salvati: una stampa a colori posizionata sul cofano della Ferrari F430. Il 27 dicembre 2012 riceve su proposta della Presidenza della Repubblica il distintivo onorifico di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, decorato n.324601.

Si spenge una stella a Roma il 24 giugno 2014, le esequie hanno avuto luogo in forma privata a Roma il 26 giugno 2014 nella Basilica di Santa Maria in Monte a Piazza del Popolo, la Chiesa degli Artisti.

Saluto Il Grande Artista Paolo Salvati con una poesia a lui dedicata dal Duca Avarna nel 1974.

Ad un amico pittore

Azzurro azzurro oh Mallarmé
Veggente non era colui che come te
E’ morto nella bisca di un caffè.
Ubriaco d’etere
Le labbra carminio di un etere
E’ oro consunto dall’etisia
Nella stanza biancastra e tetra, di un poeta mandi’.
Siamo, e tu lo sai, diversi e corrotti
Da una febbre insaziabile di verità.
La cerchiamo ciechi di passione
Ansimanti come bestie, a volte disumani.
Siamo, siamo l’agonia consunta di Van Gogh e di Modigliani.
A chi era con me, la ballata è finita
In una risata, acidula, che sa’ di thè e di caffè
I veleni, gli alcool dei poeti decantati.
Un fiore di papier
Una cianfrusaglia alla ribalta di un cabaret.
Aime era là.
Silenzio spettatori.
E’ morto anche Mallarmé.

(Giuseppe Avarna di Gualtieri Sicaminò, poeta – Roma, Gennaio 1974)







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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