Intervista ai Pollyrock

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“Ruspante” è il titolo del primo album dei Pollyrock, giovane band di San Michele al Fiume (Mondavio), in provincia di Pesaro-Urbino. Un gruppo di amici che ha deciso di mettersi in discussione con un lavoro completamente autoprodotto, dal taglio rock, ironico e schietto, ma anche ispirato da tematiche sociali importanti. Un sound che trae spunto dai grandi riff anni ’70, ingentilito con influenze melodiche interessanti e variegate.

I Pollyrock sono composti da Antonio Andreoli, chitarra e voce, Enrico Baldiserri al basso e Federico Campolucci alla batteria. Nonostante la giovane età, hanno già tre anni di esperienza in comune e nel novembre del 2011 sono entrati in sala di registrazione, grazie anche al contributo del percussionista Valerio Trivisonno, il quale si è aggiunto con entusiasmo alla band, collaborando alla stesura di questo primo disco insieme. “Ruspante”, che prende il nome da un brano dell’album, è stato realizzato al Providence Studio di San Costanzo,  e ultimato nel marzo del 2012, con presentazione ufficiale in programma nel mese di giugno. In una interessante intervista fatta al portavoce della band, Valerio Trivisonno, si è cercato di sapere qualcosa in più su questa band rock emergente del panorama italiano.

Partiamo dai nomi: perché Pollyrock e perché “Ruspante”, scelto come titolo del vostro primo lavoro discografico?

In realtà, è nato come un gioco. Tre anni fa, quando i componenti della band erano ancora minorenni, hanno deciso di partecipare a un piccolo festival e quando gli è stato proposto di farlo, uno di loro ha risposto: “Ma dove andiamo, che siamo ancora dei polli?”. E da lì, siccome suonava bene, si è pensato di dare vita a questo nome, ma con la y perché faceva più figo. Quanto a “Ruspante”, oltre ad essere ironicamente ispirato al nome stesso della band, si è voluto valorizzare la voglia di fare una comunicazione genuina, diretta, fatta di poche decorazioni ma, al tempo stesso, intensa, autentica.







Prendendo in considerazione il singolo “Maschere e Fantasia”, si ha l’impressione di un suono pulito, ben coordinato: un buon brano di rock melodico. Tuttavia, qualcuno potrebbe vederci una mancanza di originalità, considerato che negli ultimi vent’anni il panorama nazionale ha prodotto un numero esponenziale di band di rock melodico. Ebbene, quale la vostra forza o peculiarità, rispetto agli altri?

È di sicuro la domanda più intelligente che ci è stata posta ultimamente e ti ringrazio per avermela fatta, perché ci dà modo proprio di spiegare l’identità del disco “Maschera e Fantasia”. Il brano stesso è una ballata, ma contiene in sé una chiave ironica in quanto, rispetto al 99% delle ballate non è una canzone d’amore, ma è incentrata su temi sociali. Paradossalmente, il brano d’amore, apparentemente l’unico del disco, si intitola “Nastro Adesivo” ed è anche quello più punk-rock e veloce dell’intero album.

Quanto sono importanti i testi nella vostra musica e quali sono le tematiche che affrontano?

I testi sono importantissimi per noi, a conferma di ciò è il fatto che, nonostante l’aspetto un po’ rock americano, si è pensato, in fase di mixing, di trattare la voce alla maniera “italiana”, nel senso di portarla chiara e nitida davanti agli altri suoni. Quanto alle tematiche, il disco affronta in prevalenza un mondo di sogni, il quale si contrappone ad una realtà distaccata e a un disagio giovanile visto all’interno di una società che non rappresenta più nessuno.

Per una band emergente, in tempi di social e promozione on the web, è più facile o più difficile ottenere attenzione? E quali le maggiori difficoltà a livello discografico?

I social sono importanti, è chiaro, ma la differenza si fa sulla strada dei palchi. È lì che, più di ogni altra cosa, vanno strappati i consensi, in modo poi da fare eco sul web, anche attraverso concorsi, recensioni, interviste e quant’altro. A livello discografico poi, i Pollyrock sono ancora in una fase di valutazione. Il primo disco è completamente autoprodotto, autofinanziato, in attesa di proposte importanti cerchiamo di farci conoscere e di ottenere un buon riscontro a livello locale.







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