L’Inferno: riassunto dei canti dal XIX al XXVII

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In questo articolo troverete uno schema riassuntivo dell’Inferno, dal XIX al XXVII capitolo, scritto presumibilmente tra il 1307 e il 1310 da Dante Alighieri.

Inferno Dante Canto XIX
Dante si ferma a parlare con Niccolò III. Inferno, canto XIX (Divina Commedia). Illustrazione di Gustave Doré

Diciannovesimo canto

Ottavo cerchio, III bolgia. Peccatori puniti: Simoniaci (cioè i prelati che distribuirono le cariche religiose, non secondo i meriti, ma per denaro). Le pene: sono confitti in buche di pietra, con la testa all’ingiù e hanno i piedi bruciati da fiamme inestinguibili. I personaggi principali: il papa Nicolò III.

Confitto con la testa nella buca, il papa Nicolò III (al quale Dante si è avvicinato) scambia il poeta per il papa Bonifacio VIII che alla sua morte dovrà partecipare proprio in quella bolgia. Dante esplode in una violenta invettiva contro la corruzione dei papi.

Ventesimo canto

Ottavo cerchio, IV bolgia. I peccatori: indovini. Le pene: hanno il capo stravolto dalla parte della schiena e devono camminare senza sosta, guardando sempre all’indietro. Protagonisti: Tiresia, Manto e altri famosi indovini.

La vista di Manto, un’indovina greca che fondò Mantova, dà l’occasione a Virgilio di parlare dell’origine della città. Dalla sommità del ponte che sovrasta la bolgia, Dante indica a Virgilio alcuni famosi.

Ventunesimo canto

Ottavo cerchio, V bolgia. I peccatori puniti: barattieri (quelli che vendettero le cariche pubbliche per denaro). Le pene: sono immersi nella pece bollente e se tentano di uscire, vengono straziati dagli acuminati uncini dei diavoli. I personaggi: un magistrato di Lucca.

Dante e Virgilio assistono allo strazio di un magistrato lucchese che aveva tentato di uscire dalla pece. Poi un gruppo di diavoli vorrebbe scagliarsi sui due poeti, ma Virgilio espone al loro capo, Malacoda, gli scopi del viaggio di Dante. Malacoda, allora, dà ai due poeti una scorta di diavoli, per indirizzarli su una falsa strada.

Ventiduesimo canto

Luogo, peccatori e pene come sopra. Personaggi: lo spagnolo Ciampolo di Navarra.

Dante e Virgilio parlano con Ciampolo di Navarra che narra la sua storia, mentre i diavoli attendono di straziarlo, essendo uscito dalla pece. Alla fine, però, Ciampolo riesce, con un inganno, a sfuggire ai diavoli e a rituffarsi nella pece: i diavoli adirati si azzuffano fra di loro.







Ventitreesimo canto

Ottavo cerchio, VI bolgia. I peccatori puniti: gli ipocriti e i farisei (i sacerdoti ebrei che condannarono Cristo). Le pene: gli ipocriti camminano sotto pesanti cappe, fuori d’oro e dentro di piombo. I farisei giacciono crocefissi a terra e sono calpestati dagli ipocriti. I personaggi: i frati Godenti (gli appartenenti a un ordine religioso di Bologna), Caifa, il sacerdote ebreo che volle la morte di Cristo.

Ancora adirati per l’inganno subito da Ciampolo, i diavoli tentano di avventarsi su Dante e Virgilio che riescono a rifugiarsi nella VI bolgia. Qui, camminando a fianco di alcuni peccatori, ascoltano il racconto delle loro vicende terrene.

Ventiquattresimo canto

Ottavo cerchio, VII bolgia. Peccatori: ladri. Le pene: corrono nudi in mezzo a grovigli di serpenti che s’avvinghiano ai loro corpi, provocando mostruose trasformazioni. I personaggi: il pistoiese Vanni Fucci.

Nel fondo della bolgia, Dante vede un serpente avventarsi su un peccatore che brucia e si riduce in cenere, ma che poi riprende subito le sembianze di prima. Interrogato da Virgilio, il peccatore risponde di essere Vanni Fucci e confessa rabbiosamente i suoi peccati, poi predice a Dante che i Bianchi saranno cacciati da Firenze.

Venticinquesimo canto

Ottavo cerchio, VII bolgia. Peccatori: i ladri. Protagonisti: Agnolo Brunelleschi, Buoso Donati e altri fiorentini.

Dante scaglia un’invettiva contro Pisa che ha generato un ladro come Vanni Fucci. Poi assiste alle mostruose trasformazioni di cinque fiorentini che, morsi dai serpenti, si fondono fra loro e con i serpenti stessi.

Ventiseiesimo canto

Ottavo cerchio, VIII bolgia. Peccatori: i consiglieri di frodi. Le pene: vagano per la bolgia avvolti da una grande fiamma, appuntita verso l’alto. I personaggi: Ulisse e Diomede.

Vedendo una fiamma con una doppia punta, Dante chiede di conoscere le anime racchiuse in essa: sono Ulisse e Diomede, uniti nel tessere danni contro Troia e uniti, quindi, anche nelle pene. Ulisse parla del suo ultimo viaggio, quando infuse ai compagni il desiderio di conoscere il mondo e li spinse a uscire dai limiti concessi agli uomini: inoltratisi in un oceano sconosciuto, furono travolti da una tempesta.

Ventisettesimo canto

Ottavo cerchio, VIII bolgia. Peccatori e pene come sopra. Personaggi: Guido da Montefeltro, condottiero romagnolo.

Parlando con Guido Montefeltro, Virgilio gli espone le condizioni politiche della Romagna. Poi Guido racconta che fu indotto al peccato proprio dal papa Bonifacio VIII, che aveva bisogno dei suoi consigli astuti per annientare la famiglia nemica dei Colonna.







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Serena Marotta

Serena Marotta

Laureata in giornalismo, nata il 25 marzo 1976, Serena Marotta è anche scrittrice e poetessa. In passato ha collaborato con il “Giornale di Sicilia” e con “La Repubblica” e, attualmente, scrive articoli per il giornale “L’ora” e per questo sito, cura l’ufficio stampa della casa editrice Torri del Vento, del Caffè letterario Riso e dell’associazione Siciliae Mundi. Queste sono in sintesi, le notizie di base per redigere una qualunque biografia. Quello che non può essere né schematizzato né semplicemente elencato, è in primo luogo la passione che riversa in tutto ciò che fa. Il mondo osservato da due occhi verdi carichi di dolcezza e determinazione, una voce sublime che incanta, un’anima che grida attraverso parole che, considerati gli obiettivi che Serena è riuscita a raggiungere, assumono la caratteristica di concreti fatti.

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