Come avviene un terremoto?

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Il terremoto, chiamato anche sisma o scossa tellurica, è un fenomeno naturale che provoca rapide vibrazioni ed oscillazioni anche molto potenti della crosta terrestre, causate dallo spostamento di una massa rocciosa nel sottosuolo. I terremoti trovano spiegazione nella “teoria della tettonica a zolle” o “tettonica delle placche” formulata nel 1912 dal geologo tedesco Alfred Lothar Wegener.

Terremoto: Placche tettoniche
Placche tettoniche della Terra

Secondo questa teoria, la crosta terrestre, cioè lo strato più esterno della Terra, insieme al mantello superiore sottostante ad essa, formano la litosfera, dal greco lithos, pietra. La litosfera è rigida ed ha uno spessore che varia da 70 Km al di sotto degli oceani a 100 Km al di sotto dei continenti. La litosfera è suddivisa in zolle o placche tettoniche, paragonabili a zattere che galleggiano sullo strato sottostante, cioè l’astenosfera, dal greco asthenés, debole, che è più morbida, contiene rocce parzialmente fuse e può arrivare ad una profondità di circa 200-300 Km.

In prossimità dei confini tra le placche tettoniche si concentra il maggior numero di terremoti, poiché in queste zone le placche, con un movimento lento e costante, sfregano le une contro le altre, provocando tensioni ed attriti. Quando l’attrito nel sottosuolo accumula energia fino al limite di rottura, ovvero il punto critico di resistenza delle rocce, viene prodotta una frattura (faglia) che genera un terremoto, che a volte può essere preceduto da sciami sismici di minore entità, scosse di “avvertimento”.







Il punto interno alla Terra dove si origina la frattura viene chiamato ipocentro; da qui si propagano le onde sismiche. L’epicentro è il punto sulla superficie terrestre posto esattamente sulla verticale dell’ipocentro ed è il luogo dove il terremoto viene maggiormente avvertito e può causare i danni più ingenti.

Un terremoto può essere accompagnato da boati, rumori simili a tuoni o spari, che secondo gli esperti sono causati dal passaggio dell’energia delle onde sismiche all’atmosfera, dove parte dell’energia si trasforma in onda acustica.

La branca della geofisica che studia questi fenomeni è la sismologia e gli strumenti atti a registrare gli eventi sismici sono i sismografi. L’evento sismico viene misurato in base a due criteri: la magnitudo (Scala Richter) e l’intensità (Scala Mercalli MCS).

Sismogramma
Sismogramma con indicato il tipo di onde registrate: onde P (longitudinali), S (trasversali) e onde superficiali – fonte INGV

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) offre un servizio con il quale è possibile contribuire a migliorare le mappe di risentimento sismico, permettendo di individuare le aree che possono amplificare le onde sismiche. Il contributo di ogni persona è prezioso: compilando il questionario macrosismico su www.haisentitoilterremoto.it è possibile segnalare la propria esperienza, anche in forma anonima. Le mappe si aggiornano ad ogni nuovo questionario compilato, fornendo così un utilissimo contributo per il miglioramento delle conoscenze sull’attività sismica. E’ inoltre possibile essere informati tramite e-mail quando si verifica un evento sismico nella propria zona di residenza, iscrivendosi al Servizio Info-Terremoti.







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