Differenza tra tsunami e maremoto

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Capita spesso di sentire nominare, da parte dei giornalisti di cronaca, termini come tsunami e maremoto, talvolta anche come metafore. Ma qual è l’esatta differenza tra i due? Scopriamolo nell’articolo di approfondimento che segue.

Tsunami
Tsunami: una scena costruita al computer, tratta dal film “Deep Impact” (1998)

Tsunami

La parola tsunami deriva dal giapponese ed è formata da due parti: “tsu”, che significa “porto”, e “nami”, che significa onda. Il termine, infatti, sta ad indicare un’onda anomala che si crea durante un maremoto, che viaggia ad altissima velocità fino a toccare anche i 500-1000 km/h in mare aperto e che rallenta fino a 100 km/h in prossimità della costa.

Tsunami più disastrosi

Tra gli tsunami più tragici che la storia ricordi troviamo quello che ha colpito il Giappone l’11 marzo 2011, causato da un terribile terremoto di ben 8,9 gradi della scala Richter e con onde alte fino a toccare i 10 metri. Il 25 ottobre 2010 uno tsunami si riversa sull’Indonesia, in seguito a un terremoto di magnitudo 7.7, morte più di 300 persone. Il 30 settembre 2009 uno tsunami colpisce il versante meridionale delle isole Samoa nel Pacifico: il bilancio fu di oltre 100 vittime. Il 17 luglio 2006 uno tsunami si abbatte sulle coste di Giava, in Indonesia: 547 vittime.







Ma lo tsunami più tragico della storia degli ultimi anni e di quelli passati è quello che si sviluppò nell’Oceano Indiano il 26 dicembre 2004, che colpì principalmente l’Indonesia e gran parte di tutte le isole dell’Oceano Indiano, provocando circa 230.000 vittime.

Maremoto

Per maremoto, invece, si intende un anomalo moto ondoso del mare, causato da un terremoto sottomarino o da altri eventi che comportino uno spostamento improvviso di una grande massa d’acqua quali, per esempio, un’eruzione vulcanica, un impatto meteoritico oppure una frana. Dall’epicentro del terremoto, per esempio, si possono sviluppare delle onde concentriche, le quali si possono propagare per distanze enormi e raggiungere altezze superiori ai 35 metri.

Le zone più a rischio maremoto sono quindi quelle costiere in prossimità di aree sismogeniche, quali quelle presenti vicino ai confini delle cosiddette placche tettoniche dove si registrano i terremoti più forti della Terra: questo corrisponde sostanzialmente all’intera area della cintura del fuoco circumpacifica, su ciascuna costa occidentale e orientale. Di solito i maremoti sono meno frequenti nell’Oceano Atlantico e nel Mar Mediterraneo.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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