Addio alle armi (Hemingway): riassunto e analisi del romanzo

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Importante romanzo di Ernest Hemingway, “Addio alle armi” fu pubblicato nel 1929. L’autore si ispirò direttamente alle sue esperienze e memorie personali: egli infatti era conducente di ambulanze per la Croce Rossa Americana nel corso della Prima Guerra Mondiale. Durante questa difficile esperienza di vita, si invaghì di un’infermiera connazionale di nome Agnes von Kurowski, con la quale visse una tormentata storia d’amore.

Erbest Hemingway: Addio alle armi (1929)
Addio alle armi: una copertina del romanzo di Hemingway (1929) e la locandina dell’omonimo film (1957)

La storia del libro

Il romanzo Addio alle armi in Italia non venne pubblicato fino al 1948 perché i gerarchi fascisti lo ritenevano disonorevole per l’Italia: si narra infatti la disfatta italiana a Caporetto (24 ottobre 1917, in cui le forze italiane vengono duramente sconfitte dall’Impero austro-ungarico). Il romanzo inoltre insiste soprattutto contro il militarismo e per questo fu censurato dal regime di Mussolini. In segreto però Addio alle armi venne tradotto da Fernanda Pivano, che finì anche in carcere, e fu poi pubblicato a seguito della caduta fascista ottenendo grandissimo successo.

Tra le esperienze di Hemingway che lo portarono a scrivere “Addio alle armi” è da ricordare la sia la sua partecipazione come autista della Croce Rossa durante la “Battaglia del Solstizio“, in cui, ferito, portò in salvo altri militari colpiti, sia il suo successivo ricovero in un ospedale di Milano.

Riassunto e trama

Il romanzo “Addio alle armi” racconta della storia di un giovane ragazzo, Frederick Henry, figlio di un diplomatico americano che si arruola volontario sul fronte italiano della guerra del ’13-18. Frederick parte e diventa conducente di ambulanze: il suo lavoro consisteva nel portare i feriti dal fronte fino al campo base dove venivano curati.

Egli non combatteva ma sentiva un forte spirito patriottico e di libertà. Quando però entra a contatto con la dura realtà della guerra capisce che purtroppo non è come se la aspettava.

Ma mentre vive queste disgrazie conosce una ragazza svizzera che fa l’infermiera, Catherine Barkley. Tra i due nasce prima una tenera amicizia e poi una storia passionale. Intanto la guerra dura per altri due anni e Frederick entra in contatto con molti soldati italiani, scoprendoli contrari a questo terribile massacro. Si trattò infatti di una guerra di logoramento molto dura, con morti da entrambi le parti.







Arriva la notte del 24 ottobre, giorno della disfatta di Caporetto, e il protagonista si ritrova tra alcuni soldati in ritirata, costretto a scappare. Incontra la Battle Police e per sfuggire ai poliziotti si getta in un fiume salvandosi miracolosamente. Corre alla ricerca di Catherine e i due abbandonano l’Italia perché lui  risulta ricercato.

Il tragico finale

Quando finalmente riescono ad arrivare in Svizzera, la donna partorisce il loro figlio nato morto e muore lei stessa. Invece di un lieto fine, il ragazzo si trova costretto ad affrontare l’immensa solitudine della sua condizione.

Foto di Ernest Hemingway
Ernest Hemingway

Breve analisi e commento

Il grande scrittore Hemingway aveva sempre sognato di scrivere un romanzo sulla sua esperienza di guerra e d’amore che visse nel 1918. Realizzò questo suo scopo con questo amaro romanzo: il giovane Frederick si imbatte nella dura realtà quando capisce che la guerra non è un’ideale ma che provoca solo morte e distruzione.

Il romanzo, come scritto dalla Pivano, nel suo titolo originario in inglese (A Farewell to Arms) può avere due interpretazioni: sia addio alle armi ma anche addio alle braccia (in inglese arms significa sia “braccia” che “armi”), da intendersi come le braccia della donna che il protagonista amava.

Hemingway utilizza la tecnica della narrazione per segmenti: il lettore si trova così coinvolto a pieno nelle vicende del protagonista e in tutto quello che accade nel romanzo.

Spesso definito come un banale romanzo d’amore e d’armi, in realtà rappresenta a pieno il sentimento di critica contro ogni forma di violenza e soprattutto uno sguardo consapevole sull’esistenza della morte e della sofferenza. L’uomo risulta così impotente difronte alle difficoltà della vita.







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Anna D'Agostino

Anna D'Agostino

Anna D'Agostino è nata e cresciuta a Napoli. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, è una grande appassionata di libri e scrittura. Collabora come giornalista pubblicista presso varie testate online e lavora come insegnante di approfondimento letterario presso una scuola media.

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