Come leggere l’etichetta dei rimedi omeopatici

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E’ una disciplina sicuramente efficace l’omeopatia, ma i benefici sono strettamente correlati all’utilizzo corretto che si fa dei rimedi omeopatici prescritti dal medico. Per questo è utile conoscere a fondo il “linguaggio” dell’omeopatia, partendo dalla comprensione delle lettere e dei numeri riportati sull’etichetta dei prodotti omeopatici.

Lettere e Diluizione

La diluizione consiste nel ridurre in dosi infinitesimali il ceppo omeopatico da cui trae origine il rimedio, e diluirlo per rendere possibile l’azione terapeutica. Il solvente che si utilizza per le diluizioni è una soluzione idroalcolica composta da etanolo e acqua distillata, o anche la sola acqua distillata. Esistono diverse tipologie di diluizione. In base al singolo tipo il preparato omeopatico potrà riportare sull’etichetta le seguenti sigle o lettere:

  • DH: sta per “diluizioni decimali Hahnemanniane” (dal cognome del fondatore dell’omeopatia); significa che il ceppo omeopatico viene diluito nel rapporto 1:10 (ovvero una parte di rimedio omeopatico puro sciolto in 9 parti di acqua o soluzione idroalcolica).
  • CH: sta per “diluizioni centesimali Hahnemanniane”; significa che il ceppo omeopatico viene diluito nel rapporto 1:100 (ovvero una parte di rimedio omeopatico puro disciolto in 99 parti di acqua o soluzione idroalcolica).
  • K: questa lettera sta per “diluizioni Korsacoviane” (dal cognome di Simeon Nicolaievitch Korsakov, che fu allievo di Hahnemann); è sempre una diluizione 1:100, ma utilizzando solo quanto rimane attaccato alle pareti del recipiente dopo averlo completamente svuotato.
  • LM: questa sigla sta per “diluizioni cinquantemillesimali”; significa che il ceppo omeopatico viene diluito nel rapporto 1: 50.000

Numeri= Dinamizzazione

Ognuna delle scale (CH, DH, ecc.) è preceduta da un numero (5,7,9, ecc.) che indica il potere energetico contenuto nel rimedio omeopatico. Questo numero deriva dalla dinamizzazione, altra fase cruciale nella realizzazione dei rimedi omeopatici, che consiste in un’azione di forte scuotimento del flacone in cui è contenuta la diluizione omeopatica, responsabile del conferimento del potere curativo del preparato. Un sinonimo di “dinamizzazione” molto utilizzato è “potenziamento”, proprio per sottolineare il potere energetico contenuto nel rimedio omeopatico. Per fare un esempio pratico, la sigla 7DH significa che la sostanza madre ha subito 7 serie di scuotimenti (da 100 l’una), e che la diluizione è stata di tipo decimale.





Dosi basse e alte

Sebbene in campo omeopatico non esista una regola precisa, poiché l’efficacia della cura dipende in gran parte dalla risposta da parte del singolo organismo. I rimedi a basse diluizioni (5-7 CH) hanno effetto rapido; essi vengono consigliati per i sintomi locali, mentre le alte diluizioni (9-200 CH) necessitano di più tempo per agire; queste di solito vengono prescritte per problematiche sistemiche (digestive, circolatorie, ecc.).

Come si ottengono i rimedi

Se si utilizza la scala centesimale: si prende un grammo del rimedio omeopatico puro e lo si diluisce in 99 grammi di acqua o di soluzione idroalcolica, agitando con energia per 100 volte in senso verticale (dinamizzazione); quello che si ottiene è la “prima diluizione centesimale”, che si indica con 1 CH. Poi si prende 1 centimetro cubico della diluizione 1 CH e lo si scioglie in 99 cc di acqua o soluzione idroalcolica, si dinamizza e si ottiene così la seconda diluizione centesimale, che si indica con 2 CH, e così via: il preparato con la sigla 5 CH significa che la sostanza ha subito 5 serie di scuotimenti (da 100 agitazioni) e che la diluizione è centesimale.

Tipologia di rimedi omeopatici

In commercio è possibile trovare i rimedi omeopatici nella forma di: granuli, globuli, compresse, gocce e sciroppi. I Granuli sono venduti in confezioni multidose. Il numero da assumere per ciascuna dose varia in base alla prescrizione del medico omeopata. Vanno fatti sciogliere lentamente in bocca, preferibilmente sotto la lingua.

I Globuli sono confezionati in contenitori monodose. Si prendono versando direttamente in bocca l’intero contenuto e lasciandolo sciogliere, preferibilmente sotto la lingua. Le Compresse, sempre in base alla prescrizione del medico omeopata, si fanno sciogliere lentamente in bocca. Gocce e sciroppi vanno assunti, sempre in quantità definite dall’esperto, aiutandosi con un cucchiaio o cucchiaino. Anche in questo caso, far assorbire parte del principio sotto la lingua prima di ingerirlo è la modalità di assunzione più efficace.





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Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci è laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La sua grande passione è la scrittura. Ha maturato una discreta esperienza sul web e collabora per diversi siti. Ha anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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