Pulp Fiction, storia e trama del film

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Divenuto un cult movie degli anni Novanta, Pulp Fiction è il film che ha lanciato una giovane Uma Thurman e ridato smalto a John Travolta. Diretta nel 1994 da Quentin Tarantino, la pellicola può contare su un cast stellare, che include anche Tim Roth, Bruce Willis e Samuel L. Jackson.

Pulp Fiction, locandina del film
Pulp Fiction, locandina del film (1994)

Pulp Fiction ha vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes del 1994, ottenendo ben sette candidature ai premi Oscar: per il miglior film, per il miglior montaggio, per il miglior regista, per il migliore attore non protagonista (Samuel L. Jackson), per la migliore attrice non protagonista (Uma Thurman), per il migliore attore protagonista (John Travolta) e per la migliore sceneggiature originale: l’Oscar, tuttavia, fu conquistato solo per quest’ultima candidatura. Il film, che rappresenta l’ultimo capitolo della celebre trilogia pulp di Tarantino (composta anche da “Una vita al massimo” e “Le iene”), uscì negli Stati Uniti il 14 ottobre, e in Italia il 16 dicembre. Nel nostro Paese, “Pulp Fiction” fu vietato ai minori di diciotto anni: una censura eliminata nel 1997.

Pulp Fiction: trama del film

La trama del film si compone di vicende che coinvolgono figure ai margini della società e raramente disposte a rispettare la legge. Il prologo va in scena in una piccola caffetteria situata alla periferia di Los Angeles, l’Hawtorne Grill, dove Zucchino e Coniglietta, due rapinatori, stanno progettando il prossimo colpo.

Vincent Vega e Jules Winnfield in una famosa scena di Pulp Fiction
Vincent Vega e Jules Winnfield in una famosa scena di Pulp Fiction

Poco dopo ci troviamo a bordo della macchina di Jules Winnfield e Vincent Vega, diretti verso la casa in cui, stando alle informazioni in loro possesso, si trovano gli uomini che hanno rubato al loro capo Marsellus Wallace una valigetta il cui contenuto è tanto prezioso quanto misterioso. Dopo aver recuperato la valigetta uccidendo due uomini, gli assassini si spostano nel priveè del loro capo, che ordina a Vincent di portare fuori Mia, sua moglie.

Tuttavia Vincent, prima di eseguire l’ordine, compra e assume una dose di eroina, che lo stordisce e altera i suoi comportamenti. Vincent e Mia (a sua volta cocainomane) vanno a mangiare in un locale anni Cinquanta, il Jack Rabbit Slim’s. A cena i due cominciano a conoscersi meglio; dopodiché, prendono parte a una gara di twist sulla musica di “You never can tell”.

Una volta arrivati a casa, Vincent è sul punto di corteggiare la donna (decisamente maliziosa ed attraente), ma si ricorda che si tratta della moglie del suo capo: così, si chiude in bagno a riflettere, mentre Mia trova nella giacca dell’uomo una dose di eroina.

Scambiandola per cocaina, la sniffa, e finisce in overdose. La donna comunque viene salvata grazie al pronto intervento di Vincent che, con l’aiuto dello spacciatore che gli aveva fornito l’eroina, inietta dell’adrenalina al cuore di Mia. La vicenda a lieto fine si conclude con la promessa, da parte di entrambi, di non parlare mai con Marsellus di questa disavventura.







Altro protagonista di “Pulp Fiction” è Butch Coolidge, un pugile che ha ricevuto da Marsellus l’ordine di perdere una sfida in cambio di una notevole quantità di denaro. Butch accetta, ma in realtà fa il doppio gioco: scommette su se stesso e sconfigge l’avversario Floyd Wilson, che sul ring muore. Fuggito in taxi, Butch arriva in albergo, dove lo aspetta la sua fidanzata Fabienne: da qui, l’indomani mattina saranno pronti per partire verso Knoxville, in Tennessee, la cittadina di cui lui è originario.

All’alba, dunque, è tutto pronto, ma Fabienne, nel preparare i bagagli, si è scordata di prendere l’orologio che il suo compagno ha ricevuto in dono dal padre: un orologio d’oro che appartiene alla famiglia Coolidge da diverse generazioni. E così Butch, pur consapevole di essere nel mirino degli uomini di Marsellus che lo stanno cercando per non aver tenuto fede al patto, torna nel proprio appartamento per ritrovare l’orologio.

In casa sua, Butch si imbatte in Vincent Vega, e lo uccide con una mitraglietta che il killer aveva appoggiato su un mobile dopo essere andato in bagno, in attesa che il pugile tornasse a casa. Mentre sta ritornando dalla sua ragazza, Butch incontra anche Marsellus e lo investe. Il boss si rialza e spara contro il pugile: inizia un inseguimento che si conclude nel negozio gestito da un tale Maynard. Quest’ultimo colpisce sia Marsellus che Butch, e chiama in negozio Zed, criminale infiltrato nella polizia.

Zed e Maynard sono due stupratori sadici, e decidono di violentare Marsellus. Mentre Butch rinsavisce, riesce a fuggire senza farsi notare, ma decide di tornare sui suoi passi e uccidere gli stupratori con una katana recuperata nel negozio. L’assassinio di Maynard va a buon fine, ma non quello di Zed: il pugile, infatti, viene bloccato da Marsellus, che poi evira lo stupratore superstite con un colpo di fucile. Riconoscente con Butch per averlo salvato, Marsellus chiede all’uomo di non raccontare mai in giro la violenza cui ha appena assistito, e considera conclusa la vicenda del match truccato, a patto che Butch abbandoni la città immediatamente.

Salto indietro nel tempo. Jules e Vincent si trovano ancora nella casa degli uomini che hanno sottratto la valigetta a Marsellus: dopo averne uccisi due, dal bagno ne esce un altro, che scarica su di loro un revolver intero, senza ferirli. L’uomo viene ucciso, mentre i due sicari fuggono portando con sé Marvin, l’unico uomo rimasto in vita.

In auto, Vincent rivolge a Marvin una domanda, ma finisce per sparargli involontariamente un colpo di pistola in faccia: l’auto diventa in un secondo un bagno di sangue. È necessario, quindi, toglierla dalla strada, per evitare di essere notati e fermati dai poliziotti. Jules e Vincent, dunque, si dirigono dall’amico di Jules Jimmie Dimmick. Questi rimane sconvolto dalla presenza del cadavere, e si preoccupa della possibile reazione della moglie, che di lì a poco tornerà dal lavoro.

Jules, quindi, grazie all’intervento di Marcellus, trova aiuto in Mr. Wolf, figura misteriosa e cinica che ripulisce la macchina. Tutto è bene quel che finisce bene: i killer decidono di fare colazione all’Hawthorne Grill, proprio dove Coniglietta e Zucchino stanno portando a termine la rapina. Anche Vincent e Jules sono coinvolti, e viene ordinato loro di consegnare tutto quello che hanno con sé, compresa la valigetta di Marsellus. Jules convince Zucchino a lasciarle la valigetta: i killer, così, possono portare a termine il compito che dovevano svolgere.

Considerazioni finali

Cinico, sarcastico, imperdibile, “Pulp Fiction” è stato classificato dall’American Film Institute come il settimo miglior film gangster nella storia del cinema americano, e il novantaquattresimo miglior film a livello generale. Accolto in maniera entusiasta da pubblico e critica, il film non si fa mancare nulla: sesso, droga, sangue, morte, violenza, razzismo, scene esplicite. Proprio per questo, ma soprattutto in virtù della sua famosa cronologia frammentata, “Pulp Fiction” è entrato nel cuore degli appassionati come un cult del grande schermo, e non è un caso che molti registi abbiano tentato di ripeterne il successo (tra cui Guy Ritchie con “Lock & Stock – Pazzi scatenati”).







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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