La missione spaziale Rosetta: il primo atterraggio sul nucleo di una cometa

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A distanza di 45 anni dallo sbarco sulla Luna, si è compiuto un secondo grande balzo per l’umanità. Il 12 novembre 2014 è avvenuto il primo atterraggio controllato sul nucleo di una cometa, distante dalla Terra 511 milioni di chilometri.

Missione Rosetta
Il manifesto della missione spaziale Rosetta mostra la sonda e il lander Philae vicino alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Copyright ESA/ATG medialab; Comet image: ESA/Rosetta/Navcam

L’impresa epocale è stata resa possibile grazie alla missione spaziale Rosetta, composta dalla sonda Rosetta e dal lander Philae, e sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA). A guidare la missione un team composto da 90 scienziati ed ingegneri, anche italiani. L’obiettivo della missione è quello di riuscire ad analizzare la composizione della cometa periodica 67P/Churyumov-Gerasimenko scoperta nel 1969, per poter studiare i processi di formazione ed evoluzione della coda e della chioma, oltre che acquisire nuove conoscenze sulle origini e l’evoluzione del nostro Sistema Solare.

Il nome della cometa è quello dei suoi scopritori: gli scienziati Klim Ivanovič Čurjumov e Svetlana Ivanovna Gerasimenko. Il nome della sonda fu dato per ricordare la Stele di Rosetta, la tavoletta che permise la decifrazione dei geroglifici degli antichi Egizi, mentre il nome del lander è quello dell’isola di Philae, sul Nilo, luogo in cui fu ritrovato un obelisco che servì anch’esso per l’interpretazione della stele.

cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko
La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ripresa dalla sonda Rosetta

Partita il 2 marzo 2004, la sonda Rosetta ha percorso 511 milioni di Km in un viaggio durato 10 anni; è poi entrata nell’orbita della cometa e ha progressivamente rallentato per permettere il distacco e quindi la discesa del lander Philae sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, lunga circa 4 Km nel punto di massima estensione. Il luogo migliore per l’atterraggio del lander, battezzato Agilkia come un’altra isola del Nilo, è stato individuato grazie alla mappatura della cometa da parte della sonda. Philae, dopo una discesa di circa 7 ore dallo sgancio dalla sonda, è atterrato sulla cometa ad una velocità di 1 m/s, ovvero 3,6 Km/h.







Raggiunta la superficie, avrebbe dovuto ancorarsi con un sistema di arpioni, che però non sono stati azionati; anche il piccolo motore a gas compresso posizionato sulla sonda, a causa di un malfunzionamento, non ha potuto spingere nel modo adeguato il lander verso il suolo. Inoltre, essendo atterrato dopo essere rimbalzato per ben due volte, non si è posizionato nel sito scelto, Agilkia, ma in una depressione della superficie cometaria. Nonostante questo, il lander è riuscito ad inviare alla Terra le prime immagini del suolo della cometa. La strumentazione di Philae è rimasta comunque funzionante per poter acquisire i dati, come anche funzionanti sono rimasti i suoi pannelli solari, anche se poco illuminati a causa della posizione del lander.

cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko
La prima immagine della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ripresa dal lander Philae. Copyright ESA/Rosetta/Philae/CIVA

La sonda Rosetta sta continuando il suo viaggio nell’orbita della cometa 67P per proseguire la sua missione di mappatura ed analisi. Sono numerose le immagini della cometa che la sonda ha inviato alla Terra. Il lander Philae, che ha permesso di ottenere le prime immagini nella storia dell’uomo della superficie di una cometa ottenute direttamente sulla superficie, ha utilizzato il trapano, di fabbricazione italiana, per sondare il nucleo cometario per la prima volta nella storia e tutti i dati scientifici sono stati raccolti ed inviati con successo, per poter essere analizzati.

Il 15 novembre, alle ore 1.46 italiane, i segnali si sono interrotti ed il lander è entrato in stato di “ibernazione”, in attesa che l’avvicinamento della cometa al Sole gli permetta di ricevere più ore di luce e quindi di essere riattivato.

La missione è compiuta, il mondo applaude questa incredibile impresa che ci permetterà di aggiungere un importante tassello alla conoscenza umana: uno straordinario capitolo nella storia dell’esplorazione del Cosmo.

 







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