Donne e uccelli nella notte (quadro di Joan Miró)

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Tra le opere dell’artista spagnolo Joan Miró, troviamo “Donne e uccelli nella notte”. Ancora una volta la pittura di Mirò è influenzata dalla corrente surrealista, entrando in contatto con i gruppi surrealisti che si raccoglievano intorno a Breton, Aragon, Eluard, Prévert e Péret. L’arte non è una rappresentazione ma una comunicazione dell’uomo con il mondo. L’arte rappresenta l’unica espressione dell’uomo poiché essa non è soggetta alla censura della ragione: era questo uno dei motti portanti della corrente.

Donne e uccelli nella notte - Joan Miró - 1971-1975
Donne e uccelli nella notte è un’opera di Joan Miró, realizzata tra il 1971 e il 1975

Donne e uccelli nella notte: analisi del quadro

Anche nel quadro “Donne e uccelli nella notte” si nota questa dimensione surrealistica che dà grande importanza al mondo dei sogni e dell’inconscio. Sul piano tecnico, Mirò si pone in antitesi con il razionalismo architettonico e con lo sviluppo del disegno industriale. Il pittore tende ad esaltare il mito della donna, di Madre Natura e dell’uccello che viene visto come figura predominante che spicca e che simboleggia l’ascesa alla dimensione del mistero. Mirò utilizza in questo quadro colori intensi e vivaci, spesso la donna viene rappresentata come se fosse in realtà stuprata da un uccello, le tracce di nero evidenziano la violenza della pittura di Mirò, che simboleggia in questo caso il ciclo vitale e della natura.

Donne e uccelli al levar del sole - Joan Miró - 1946
Donne e uccelli al levar del sole (Joan Miró, 1946)

Il dipinto è caratterizzato essenzialmente da macchie e tracce di colore, da fondi intensi e da tonalità cromatiche vivaci. “Donne e uccelli nella notte” a differenza della precedente opera (“Donne e uccelli al levar del sole” del 1946) si differenzia per gli spruzzi di colore più intensi e il tratto non lineare, dall’accentuarsi dell’esasperazione delle linee e per le figure decisamente più deformate.







Mirò, partendo dal figurativo, semplifica le forme fino a renderle dei semplici segni. I segni diventano quindi simboli potenti di cui l’umanità s’è nutrita per decine di migliaia di anni e simboleggiano il nostro inconscio collettivo. Per questo sono evocativi e suscitano emozioni. L’intensità drammatica è enfatizzata dall’utilizzo di colori forti e dalla brutalità delle pennellate nere. Mirò predilige in questo quadro, come nei precedenti, i temi legati alla femminilità e alla sessualità rievocando la potenza misteriosa della natura in continuo cambiamento e la palpitazione oscura della notte che ci coglie impreparati.

Il pittore tende ad avere una visione poeticamente semplificata e fiabesca della realtà, rivalutando completamente il mondo interiore dell’uomo. Lo stesso pittore Matisse elogia Mirò per questa sua produzione, letteralmente affascinato dall’equilibrio compositivo e dalla capacità di pesare i colori in modo impeccabile. Nel dipinto, in oggetto, si evince come la sua arte sia intrisa di una meravigliosa assurdità. In questo quadro, utilizza spesso i colori primari e secondari così come le forme trasmettendo un gusto energico e vivace per la vita.

In assoluto Mirò dipinge, anche in quest’opera, con un’esuberanza infantile ma anche enfatizzando quella gioiosa ribellione che adotta come stile pittorico e che utilizza contro i metodi di “verniciatura” convenzionali.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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