La Grande Bufala della Luna (The Great Moon Hoax)

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La Luna è percorsa da mandrie di bisonti, che corrono attraverso sconfinate foreste e boschi di abeti. A far loro compagnia unicorni azzurri che salgono lungo i rilievi lunari e uccelli acquatici che lambiscono i fiumi. E’ questo che apprendono decine di migliaia di persone, un giorno d’estate del 1835, precisamente il 25 agosto.

The Great Moon Hoax
The Great Moon Hoax (La grande bufala della Luna)

Un paesaggio incantevole si apre ai nostri occhi stando sul nostro satellite: spiagge di sabbia bianca brillante, cinte di rocce selvagge simili al marmo verde, mari e laghi con acqua blu come quella del profondo oceano, praterie, vallate e colline coniche, piramidi di quarzo color lilla rendono il paesaggio ancor più fiabesco. Una tribù primitiva di castori bipedi trova il suo riparo costruendo capanne e palafitte e vive anche grazie alla scoperta del fuoco.

A dividere la superficie lunare con loro, vi sono anche creature alate ricoperte di pelo color rame, che si ritrovano in un misterioso tempio d’oro: i cosiddetti uomini pipistrelli.

Queste le sconvolgenti scoperte del famoso astronomo John Herschel, che, grazie ad un potente telescopio montato a Capo di Buona Speranza, riesce ad esaminare la superficie lunare e descrivere con incredibili dettagli flora e fauna del nostro satellite. A dare la notizia di queste scoperte sconcertanti il New York Sun, con una serie di sei articoli firmati dall’assistente, nonché pupillo, dell’illustre astronomo, il Dott. Andrew Grant. Che però, non esiste. Come naturalmente non esistono bisonti, unicorni o creature alate. Questa beffa giornalistica è la cosiddetta “The Great Moon Hoax”, la Grande Bufala della Luna.

La grande bufala della Luna del 1835
La grande bufala della Luna del 1835

John Herschel, astronomo inglese (7 marzo 1792 – 11 maggio 1871) a sua volta figlio di un altro grande astronomo di origine tedesca, lo scopritore di Urano, William Herschel (15 novembre 1738 – 25 agosto 1822) non compie nessuna di queste scoperte e si trova nella scomoda posizione di dover passare gli anni successivi a cercare di chiarire l’equivoco.







All’inizio si dimostra divertito dalla curiosa circostanza, ma presto si infastidisce, in quanto costretto in tutte le occasioni pubbliche a ribadire la sua estraneità ai fatti. Ma nel frattempo, il New York Sun riesce a vendere migliaia di copie e le persone di qualsiasi ceto sociale fanno letteralmente la fila per esser sicuri di accaparrarsi anche l’articolo successivo.

Quando il pubblico appassionato si rende conto dell’incredibile bufala, ormai le copie vendute sono decine di migliaia. Molti giornali ne danno notizia con gran clamore, gli articoli sono addirittura tradotti in varie lingue e pubblicati anche all’estero e le scoperte sono perfino relazionate nei bollettini delle più celebri accademie scientifiche europee.

In Italia, viene pubblicato l’opuscolo anonimo dal titolo “Delle scoperte fatte nella luna del dottor Giovanni Herschel”. Anche nel 1859, 24 anni dopo la prima pubblicazione, gli articoli vengono riproposti in un libro intitolato “Moon Hoax”, firmato da Richard Adams Locke, giornalista e scrittore britannico, ritenuto essere l’autore degli articoli originari.

Oltre alle fantasiose scoperte lunari, negli articoli sono decantate scoperte straordinarie in ogni pianeta del nostro sistema solare, la scoperta di altri pianeti in altri sistemi solari e la risoluzione di quasi tutti i problemi principali di astronomia matematica. Ma non tardano ad arrivare le accuse sia contro il giornale che contro l’autore. Edgar Allan Poe accusa il New York Sun di aver copiato un suo racconto di fantascienza, mentre il concorrente del Sun, il New York Herald, accusa Richard Adams Locke di aver architettato la bufala per incrementare la tiratura del suo giornale; e in effetti il Sun raggiunge il suo scopo, in quanto aumenta di cinque volte la propria tiratura, che rimane stabile anche quando viene smascherata la bufala. E’ un perfetto esempio di strategia di marketing d’altri tempi. E anche perfetta dimostrazione di una bufala mediatica, così come poteva nascere ed estendersi nella realtà dell’800.

Provando ad esaminare il perché di questo successo, innanzitutto è da considerare come elemento fondamentale l’introduzione recente, all’epoca, dell’uso della macchina da stampa a vapore, che rende possibile stampare decine di migliaia di copie da vendere poi ad un prezzo basso, trasformando la carta stampata in un vero e proprio mezzo di comunicazione di massa. Ad aumentare le possibilità di vendita, contribuiscono anche i cosiddetti “strillatori”, impiegati per vendere gli articoli lungo le strade, strillando a gran voce le notizie sbalorditive contenute negli articoli.

Inoltre a quei tempi, l’esistenza della vita sulla Luna è un argomento molto chiacchierato, in quanto sono molti gli astronomi o semplici appassionati, convinti realmente di questa possibilità. A dar loro questa convinzione, forse il fatto di essere così tanto affascinati da questa eventualità, da essere quasi sicuri della sua veridicità.







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