Montagna (opera di Kandinsky)

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Quest’opera di Vasilij Kandinsky, “Montagna”, fu realizzata dall’artista russo nel 1909 e rappresenta un momento particolare del percorso del pittore verso l’astrattismo.
Di seguito possiamo vedere una fotografia del dipinto e leggere un approfondimento sulla storia e sull’analisi dell’opera.

Montagna - Mountain - Kandinsky - 1909
Montagna  (Kandinsky, 1909) – olio su tela, 109 x 109 cm. L’opera è conservata a Monaco di Baviera (Germania), presso la Städtische Galerie

Montagna: analisi del quadro

Si assiste infatti ad una forte semplificazione delle figure, che sono quasi accennate: la montagna è raffigurata con un triangolo blu e, alla sua sommità, c’è rappresentata una struttura architettonica, forse il Cremlino. Mentre nella parte bassa, in primo piano, troviamo un cavaliere che si dirige con impeto verso un’altra figura, rappresentata in piedi, immobile sul lato destro della tela.







Il cavaliere è il simbolo del bene, accentuato questo da macchie di colori positivi, ovvero il blu e il verde, che sono quasi ombre che tratteggiano il movimento del cavaliere verso destra. Al contrario, la figura in piedi, immobile, è contornata da macchie di colore nero, che assume tratti drammatici, luttuosi. A rafforzare la drammaticità dell’evento c’è una linea nera a zig-zag che irrompe e invade la scena dal lato sinistro della composizione. Qui ci richiama alla lotta tra il bene e il male.

In questo dipinto prevalgono i colori primari, che conferiscono alla rappresentazione luce e chiarezza. I colori diventano autonomi, proprio in considerazione del percorso verso l’astrattismo, e gli si conferisce il compito di ispirare in chi guarda l’opera delle sensazioni nell’animo. L’opera è un olio su tela di 109 x 109 cm, custodita presso la Städtische Galerie im Lenbachhaus, München. È il periodo in cui a Monaco di Baviera viene fondata la Neue Künstlervereinigung München (Nuova associazione degli artisti di Monaco) a opera di un gruppo di artisti. Tra questi ci sono i russi Vassilij Kandinskij, Alexej von Javlenskij, l’austriaco Alfred Kubin e la tedesca Gabriele Münter, cui aderisce in un secondo tempo anche il bavarese Franz Marc.

Tuttavia, nel 1911, il gruppo, a causa di contrasti interni, si divise. Da qui Kandinskij, Marc, Münter e Kubin dettero vita a una nuova formazione che portò ad una mostra, a dicembre dello stesso anno, con il titolo di “Der Blaue Reiter” (Il Cavaliere Azzurro), dal nome di un libro, un annuario che Kandinsky e Marc stavano elaborando proprio a quei tempi.







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Serena Marotta

Serena Marotta

Laureata in giornalismo, nata il 25 marzo 1976, Serena Marotta è anche scrittrice e poetessa. In passato ha collaborato con il "Giornale di Sicilia" e con "La Repubblica" e, attualmente, scrive articoli per il giornale "L'ora" e per questo sito, cura l'ufficio stampa della casa editrice Torri del Vento, del Caffè letterario Riso e dell'associazione Siciliae Mundi. Queste sono in sintesi, le notizie di base per redigere una qualunque biografia. Quello che non può essere né schematizzato né semplicemente elencato, è in primo luogo la passione che riversa in tutto ciò che fa. Il mondo osservato da due occhi verdi carichi di dolcezza e determinazione, una voce sublime che incanta, un’anima che grida attraverso parole che, considerati gli obiettivi che Serena è riuscita a raggiungere, assumono la caratteristica di concreti fatti.

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