Improvvisazione 11 (opera di Kandinsky)

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Improvvisazione 11” è un’opera di Vasilij Kandinsky. Si tratta di un olio su tela, di centimetri 97,5 x 106,5 conservato a San Pietroburgo presso il museo di Stato Russo.

Improvvisazione 11: analisi del quadro

Il dipinto rappresenta la partenza di una barca a vela sul mare agitato: sulla destra ci sono alcuni vecchi barbuti armati con fucili a canna lunga e accanto a loro è raffigurato anche un cannone.

Improvvisazione 11
Vasilij Kandisnky: Improvvisazione 11 (1910)

Nella parte centrale del dipinto domina il colore giallo, in particolare la superficie della vela e dello scafo, che converge nelle acque tempestose. Il giallo, dice Kandinskyeccita l’uomo, lo rende irrequieto. L’occhio non ne sostiene a lungo la vista e cerca profondità e riposo nell’azzurro e nel verde”. Così, nella parte bassa dell’opera, l’artista utilizza il verde e l’azzurro.







In “Improvvisazione 11”, l’artista si lascia ispirare dalle antiche leggende russe. Kandinsky si basa su un elemento figurativo per poi lasciare andare le forme e la sua fantasia, anche se non si priva del “ponte oggettuale”: rappresentare gli oggetti gli suscita una “vibrazione interiore”, quindi “privarsi di questa possibilità equivarrebbe a diminuire l’arsenale dei mezzi”. L’artista, nel saggio sullo spirituale, chiarisce la “contrapposizione tra forma e colore” e ne indica le influenze: “i colori squillanti” ad esempio, “si intensificano se sono posti entro forme acute”.

Con “Improvvisazione 11“, Kandinsky usa la vela gialla triangolare che indica “la vita spirituale”. Al giallo accosta il viola, l’arancione, il beige, il rosso, oltre al blu, all’azzurro e al verde. L’artista si domanda quale suono, quale significato interiore abbiano le varie forme e i vari colori adoperati. I colori possono essere caldi o freddi, chiari o scuri.

I colori caldi, che sono quelli che tendono verso il giallo, si muovono dalla superficie verso chi guarda, mentre i colori freddi si allontanano dallo spettatore. Il blu, al contrario del giallo, dà un senso di quiete. Mescolandoli, ne nasce il verde, elemento immobile. Non solo i colori ma anche le forme hanno il loro significato percettivo, un suono interiore.







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Serena Marotta

Serena Marotta

Laureata in giornalismo, nata il 25 marzo 1976, Serena Marotta è anche scrittrice e poetessa. In passato ha collaborato con il "Giornale di Sicilia" e con "La Repubblica" e, attualmente, scrive articoli per il giornale "L'ora" e per questo sito, cura l'ufficio stampa della casa editrice Torri del Vento, del Caffè letterario Riso e dell'associazione Siciliae Mundi. Queste sono in sintesi, le notizie di base per redigere una qualunque biografia. Quello che non può essere né schematizzato né semplicemente elencato, è in primo luogo la passione che riversa in tutto ciò che fa. Il mondo osservato da due occhi verdi carichi di dolcezza e determinazione, una voce sublime che incanta, un’anima che grida attraverso parole che, considerati gli obiettivi che Serena è riuscita a raggiungere, assumono la caratteristica di concreti fatti.

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