La coscienza di Zeno: riassunto e analisi

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La coscienza di Zeno è il romanzo maggiormente conosciuto di Italo Svevo, scrittore d’avanguardia del Novecento italiano. Egli fu inoltre autore di una raccolta di novelle meno conosciuta e ben otto commedie. Lo ricordiamo maggiormente per aver scritto tre romanzi: Una vita (1892), che racconta della vita di un impiegato con ambizioni letterarie, Senilità (1898) storia di Emilio, giovane anagraficamente ma anziano per modo di vivere. Il capolavoro di Svevo, che lo ha reso famoso è però La coscienza di Zeno, romanzo che va collocato nel periodo del ritorno dell’autore alla letteratura e scritto in soli tre anni, dal 1919 al 1922. Il romanzo fu pubblicato nel 1923 per la prima volta, quasi contemporaneamente all’ Ulisse di Joyce, amico dello scrittore.

Italo Svevo, La coscienza di Zeno
La coscienza di Zeno, copertina dell’edizione del 1930

La coscienza di Zeno segna il carattere d’avanguardia dell’autore e la sua voglia di sperimentare, la narrativa si unisce alla psicologia e Svevo diventa con quest’opera un romanziere novecentesco a tutti gli effetti per le tematiche affrontate.

L’autore gioca con il significato di coscienza: può essere considerata sia coscienza morale ma anche consapevolezza, in questo caso più come inconsapevolezza del personaggio principale, Zeno Cosini. Il romanzo è suddiviso in sette capitoli: Preambolo, Il fumo, La morte di mio padre, La storia del mio matrimonio, La moglie e l’amante, Storia di un’associazione commerciale, Psico-analisi, tutti preceduti da una Prefazione. L’ordine è tematico invece che cronologico e quella che sembrerebbe la storia della sua vita è in realtà la storia della sua malattia, la nevrosi.







Il protagonista è Zeno Cosini, che racconta la storia della propria vita non in maniera lineare ma seguendo il proprio ordine mentale. Egli invia il memoriale al suo psicanalista, il Dottor S., che per curarlo dalla sua malattia  gli commissiona la stesura di un romanzo della propria vita. Zeno abbandona però il trattamento psicanalitico e il Dottore pubblica il romanzo per vendetta nei suoi confronti. Questa è la finzione iniziale del racconto presentata nella Prefazione, tutto il resto della narrazione è il racconto di Zeno delle vicende della sua vita.

Egli è nevrotico, quindi allontana dalla sua coscienza gli eventi più traumatizzanti che ricompaiono nell’inconscio sotto forma di lapsus, a cui Zeno è spesso soggetto. Il capitolo secondo racconta della volontà del protagonista di smettere di fumare: egli continua però a rimandare il momento e si appiglia sempre all’ultima sigaretta. Il terzo capitolo racconta della morte del padre, con il quale il protagonista aveva un rapporto ostile e che culmina nello schiaffo che il genitore gli da in punto di morte.

Gli altri capitoli seguono un ordine cronologico in cui il protagonista racconta del suo matrimonio con Augusta, figlia del suo socio commerciale Malfenti, a cui giunge dopo essere stato rifiutato dalle altre due figlie Ada e Alberta. Prosegue poi col racconto della storia con la sua amante Carla, povera donna bisognosa di denaro e protezione, che non riesce a lasciare proprio come l’ultima sigaretta. In seguito il racconto della sua storia commerciale e della sua rivalità con Guido Speier, suo antagonista che gli ha strappato Ada. Il capitolo Psicoanalisi torna ad essere diaristico e Zeno diventato anziano racconta che è rimasto deluso dalla psicoanalisi è che è guarito solo grazie al commercio. Zeno infatti se ne approfitta in tempo di guerra (prima guerra mondiale) e diventa uno speculatore commerciale, preparando l’umanità all’autodistruzione a causa del cattivo utilizzo degli ordigni militari.

Italo Svevo
Italo Svevo

Per la sua struttura narrativa aperta e problematica, per l’analisi dell’inconscio e per la presunta critica alla senilità borghese, il romanzo va collocato tra i grandi dell’avanguardia europea. Non è di immediata e facile comprensione, va letto attentamente e inserito in un contesto europeo più completo nel quale è presente e viva la psicanalisi. Svevo è sicuramente lo scrittore italiano che più è riuscito ad inserirsi nella dinamica europea all’inizio del Novecento e che per questo è stato compreso solamente successivamente.







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Anna D'Agostino

Anna D'Agostino

Anna D'Agostino è nata e cresciuta a Napoli. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna, è una grande appassionata di libri e scrittura. Collabora come giornalista pubblicista presso varie testate online e lavora come insegnante di approfondimento letterario presso una scuola media.

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